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Le prime immagini del nuovo spazio espositivo di Iseo

iseo uno iseo quattro
iseo tre iseo due

Vi aspettiamo: Porto Gabriele Rosa, 6 - 25049 Iseo 

L'evento è stato segnalato, tra gli altri, dal

Giornale di Brescia

Fino al 4 marzo potrete visitare la mostra di Massimo Caccia

Cadenze animali è il titolo della mostra dedicata a Massimo Caccia - Desio (Mb), 1970 - che sarà aperta al pubblico fino al 4 marzo.

La mostra è stata segnalata, tra gli altri, da

Corriere della Sera - Cultura

Corriere della Sera

Dall’inesausto fluire di avvenimenti che caratterizza la nostra vita, Massimo Caccia estrapola momenti di sospensione della narrazione, immortalati nello spazio della rappresentazione come frammenti di uno storyboard. La multiforme varietà di bizzarre situazioni in cui si trovano i suoi animali riflette quella delle nostre esperienze esistenziali.

Le infinite e possibili trame che compongono la vita umana vengono scandite razionalmente nel metaforico arco temporale dei 52 acrilici su carta esposti in mostra che illustrano simboliche e schematiche scene, una per ogni settimana dell’anno. Ad accompagnarle, 12 tavole, una per ogni settimana dell’anno, che conferiscono piena evidenza formale alla rappresentazione di questi momenti di apparentemente statico equilibrio. Il caleidoscopico ensemble di storie raffigurate viene così ulteriormente ricondotto alla quotidinità del nostro vissuto, cadenzato nel tempo in un susseguirsi di frames che immortalano un istante in un flusso di eventi in continua evoluzione, sospeso in un’atmosfera neutrale di temporalità immanente. 

Grazie al minimalismo del linguaggio pittorico di Caccia, dove campiture cromatiche piene e uniformi vengono definite da un tratto nero netto e preciso, vicino a quello dell’illustrazione, le scene raffigurate lasciano allo spettatore la facoltà di scegliere incipit ed epilogo dell’ipotetica trama di cui sono intessute. Le opere vengono lasciate volutamente “senza titolo” per non interferire con l’interpretazione e la connotazione emotiva che l’osservatore può conferire, specchio del nostro sentire individuale: dal tragico al grottesco, dal comico al sentimentale. 

Se la colorazione è priva di ombre che conferiscano tridimensionalità e prospettiva a questi inaspettati accadimenti, numerose sono le sfumature di significato che possiamo attribuire a questi icastici fotogrammi, ai quali sfondi monocromatici conferiscono una connotazione surreale, un senso di sospensione nel tempo e nello spazio, come si può vedere dallo sguardo estatico e sorpreso delle creature dell’artista. Esso riflette la tensione esistenziale dell’uomo contemporaneo, costretto a svicolarsi tra le più assurde vicissitudini che la vita quotidianamente gli presenta e costantemente alla ricerca di un fragile equilibrio equilibrio spirituale; esso viene metaforicamente rappresentato dalle apparentemente statiche composizioni, bilanciate nel segno e nel colore, che nascondono una soffusa instabilità nell’evoluzione del frangente raffigurato. Queste circostanze trasmettono tutta la precarietà della vita e la contradditorietà della natura umana, divisa tra bene e male. La stessa duplice valenza può assumere il rapporto dell’uomo con il mondo animale, evidenziata da un oggetto o un dettaglio straniante che riconducono a questa difficile convivenza: la gallina è rimasta incastrata in un collare elisabettiano in plastica oppure è curativo come quello dei nostri animali domestici? Il polipo è invischiato in scie di petrolio o circondato dalle sue secrezioni nerastre? 

Il mondo animale e quello umano condividono uno stato di labile instabilità. Le scene proseguono oltre il taglio dell’inquadratura, lungo lo spessore della tavola; un escamotage che traduce l’impossibilità di comprendere interamente il senso dell’esistenza e la molteplicità delle dinamiche che la governano. Accostandole, le opere di Caccia acquisiscono nuovi significati, si animano intersecando le varie storie, come note su un pentagramma, scandite dalla ritmica cadenza del formato quadrato. Esse formano una sorta di casellario che riflette l’estemporaneo caos che domina il mondo e le nostre vite. 

L'artista, diplomato in pittura all'Accademia di Belle Arti di Brera nel 1992, dal 1995 espone in importanti mostre collettive e personali in Italia e all'estero: alla Terrazza Aperol di Milano, a Pietrasanta, all’Istituto Italiano di Cultura di Lussemburgo e a Kufstein, in Austria. Il suo stile pulito e immediato lo porta a cimentarsi con l’illustrazione (ha pubblicato vari volumi con le case editrici Topipittori, GRRRžetic Editrice e Hablò), il fumetto (pubblica la graphic novel Deep Sleep nel 2007), a realizzare titoli di testa per cortometraggi e spot animati (come quello per la campagna natalizia per TELE+ del 2001) e, infine, a curare le scenografie e costruire le marionette del film Tu devi essere lupo di Vittorio Moroni, nel 2003. L’artista ha partecipato a importanti rassegne internazionali come Lucca ComicsMTV Toys a Milano, il BABELFestival di Atene, Art Athina Art Vilnius. Le sue illustrazioni accompagnano spesso gli articoli di laLettura, supplemento domenicale del Corriere della Sera. Nel 2017, infatti, esse sono state esposte alla Triennale di Milano, in occasione della mostra Il colore delle parole, promossa dalla Fondazione “Corriere della Sera”. Di recente, si è dedicato alla colorazione del fumetto Children (Edizioni BD), vincitore del premio Lucca Project Context 2015.

La monumentale scultura di Demis Martinelli in Corsia del Gambero è stata inclusa nella Biennale di Soncino. A Marco

 

La monumentale scultura in ferro di Demis Martinelli (Soncino, 1977), dal titolo Diversamente uguali, posta nella piazzetta di Corsia del Gambero, proprio di fronte agli spazi espositivi della galleria Colossi Arte Contemporanea, nel cuore del centro storico di Brescia, è stata inclusa nel percorso espositivo della Biennale di Soncino. A Marco che resterà aperta al pubblico dal 24 agosto al 29 settembre 2019.
L’opera si erge verso l'alto come un arcaico totem primordiale, composto da metaforici tralci che si intrecciano a simboleggiare l'unione di diverse provenienze culturali, etnie, all'interno dello spirito cosmopolita e interculturale di una grande città come Brescia. 
La scultura rappresenta, così, un invito alla tolleranza e alla comunicazione tra culture e religioni diverse; un tema attuale, come il linguaggio espressivo dell'artista che, grazie ad un innovativo processo di lavorazione del ferro, plasma la connaturata durezza di un materiale metallico e grezzo in plastiche torsioni che si diramano nello spazio come ramificazioni di un albero, intrecciandosi con un dinamismo che sembra espandersi all’infinito, metafora del costante ciclo biologico di rigenerazione degli elementi naturali, così come dei percorsi esistenziali che affrontiamo ogni giorno. 
Le evoluzioni delineate nello spazio dai filamenti di ferro rappresentano la trasposizione nella tridimensionalità della scultura di quelle effettuate dai grafemi della sua “scrittura emozionale”, un codice espressivo da lui inventato composto da fantasiosi ideogrammi dall’andamento fluido e lineare che, in passato, hanno ricoperto le sue polairod, i ritratti dal fondo scarlatto di personaggi famosi e di persone vicine alla cerchia intima dell’artista per definire con una sua personale cifra stilistica un momento, un istante. 
I tracciati di segni grafici segnati da Martinelli con il pennello sul suolo arrivano a ricoprire interi sentieri nel paesaggio naturale, come è avvenuto in occasione della mostra personale Emozioni infinite che la sua città natale, Soncino, gli ha dedicato nel 2018; una mostra che racchiude 25 anni di lavoro e segna il ritorno dell'artista in Italia dopo molteplici esperienze all'estero: dalla Spagna al Messico, dall'Australia a Istanbul. 
La profonda connessione dell’artista con il mondo agreste deriva anche dalla conoscenza, avvenuta nel 2009, dello scultore Giacomo Stringhini Ciboldi che lo inserisce nell’associazione culturale Quartiere 3 di Castelleone (Cr), coinvolgendolo in mostre e rassegne di arte contemporanea eclettiche e innovative, dove può dare sfogo al suo estro creativo torcendo il ferro in torsioni che assumono la forma di anatomie umane, sagome e tracce di un passato fatto di ricordi, oppure forme astratte che richiamano l’attenzione su tematiche attuali quali il disboscamento, la perdita della biodiversità e i sordidi meccanismi del capitalismo industriale. Il ferro, materiale d’elezione dell’artista, anche grazie agli insegnamenti del padre Valerio, tra la fabbricazione di oggetti di uso comune degli inizi e le multiformi visioni d’avanguardia della sua concreta astrazione, diviene così la naturale estensione di un esperienza esistenziale, dell’andamento dei percorsi e delle metamorfosi subite dal suo spirito nel corso dei suoi viaggi che lo hanno portato, nel 2003-2004, ad esporre in Spagna, a Barcellona e Madrid, a partecipare alle International Recidencies for Artists Ondarte, a Cancùn, e Expo November, ad Akumal, in Messico, a realizzare una scultura permanente, su invito di Lynne Roberts Goodwin, al Cofa di Sidney, oltre che ad esporre al Karsi Sanat Çalışmaları di Istanbul Istanbul, in Turchia, in occasione della mostra Artists without borders go Istanbul.
 
L'opera è stata segnalata, tra gli altri, da
 
 
 
Demis Martinelli 
Diversamente uguali 
2013
ferro e cemento armato
296 x 100 x 100 cm

L'installazione di Daniele Papuli al MUBA di Milano e il suo cavallo per il Leonardo Horse Project

 

MUBA

Daniele Papuli è stato invitato a realizzare una delle sue scenografiche installazioni site-specific al MUBA. Museo dei Bambini di Milano, in occasione della mostra-gioco Natura. Giocare e scoprire la natura con occhi nuovi, caratterizzata da laboratori e seminari di formazione, in corso fino al 6 gennaio 2020 nel centro per lo sviluppo e la diffusione dei progetti culturali dedicati all'infanzia, con il quale l'artista ha già collaborato in passato. Da sempre, l'ente persegue l'intento di promuovere nei bambini uno sguardo aprto sul mondo attraverso un costante lavoro di ricerce e sperimentazione. 

La mostra nasce con l’obiettivo di ampliare la capacità di osservazione dei bambini, fornendo loro strumenti che facilitino l’esplorazione della natura e proponendo attività ed esperienze che non si possono trovare “fuori” in una situazione naturalistica tradizionale. Un comitato scientifico composto da esperti del mondo pedagogico e culturale, insieme al contributo di diversi artisti e creativi, ha supportato MUBA nell’ideazione delle singole installazioni.

Il giardino incartato affronta le forme presenti in natura, approfondendo in particolare il tema della ricorsività. La linea, il cerchio, la raggiera e la spirale sono esempi di forme che tornano con continuità in diversi elementi naturali e che qui possono essere esplorate con le mani, con gli occhi e con tutto il corpo. L’interazione con strutture di carta modulabili di grandi dimensioni, realizzate da Daniele Papuli, memori degli origami di tradizione giapponese, permette di modificarne di volta in volta la forma, esplorandone le ricorrenze. L’installazione è curata da Barbara Zoccatelli, pedagogista e formatrice presso l’Università di Trento e Atelier La Coccinella scs. Le opere cartacee dell'artista, presenti nell’installazione sono state realizzate con carta Canson, sponsor tecnico della mostra. 
 

 

muba uno muba due
 
Un altro importantissimo appuntamento ha visto Daniele Papuli tra i 13 artisti di fama internazionale selezionati da Cristina Morozzi per interpretare, declinandole secondo il proprio linguaggio espressivo, le riporduzioni in scala della famosa statua equestre progettata da Leonardo e trasformata in realtà, nel 1999, dall’artista giapponese Nina Akamu. I cavalli d'artista sono stati realizzati per il Leonardo Horse Project, inserito all'interno della Milano Design Week 2019 e del palinsesto Milano Leonardo 500 promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano in occasione delle celebrazioni del cinquecentenario della morte di Leonardo. Nel mese di aprile sono stati esposti tutt'intorno alla gigantesca statura bronzea collocata all'ingresso della Tribuna Secondaria dell'Ippodromo Snai di San Siro, di proprietà della Snaitech, società promotrice dell'evento. 
Le opere di Markus Benesch, Marcelo Burlon, Matteo Cibic, Serena Confalonieri, Simone Crestani, Roberto Fragata, Andrea Mancuso | Analogia Project, Antonio Marras, Vito Nesta, Mario Trimarchi, Daniele Papuli, Elena Salmistraro e Marcel Wanders sono state svelate durante la serata inaugurale, durante la quale il Cavallo di Leonardo è stato protagonista di uno show di video-mapping che ne ripercorre la storia e il progetto. L’installazione all’Ippodromo è stata accompagnata da una mostra multimediale realizzata in collaborazione con il Museo della Battaglia e di Anghiari con la curatela di Gabriele Mazzi, direttore dello spazio museale toscano.
Gli studi anatomici sull’animale, gli schizzi, i disegni e i cartoni preparatori della pittura murale mai realizzata da Leonardo della battaglia di Anghiari ispireranno un racconto che tocca alcuni aspetti della personalità dell’artista e della sua formazione. Il Grand opening è stata l’occasione per scaricare l’app di realtà aumentata Leonardo Horse Project, grazie alla quale il visitatore può conoscere, attraverso un’esperienza immersiva, la storia del Cavallo e approfondire gli studi equestri fatti dal genio toscano che in realtà non riuscì mai a realizzare la statua equestre più grande del mondo commissionatagli da Ludovico il Moro.
Da maggio a novembre, le opere saranno esposte in punti nevralgici della città milanese, in moda da far conoscere al più ampio numero possibile di cittadini e turisti la splendida statua equestre e celebrare il genio di Leonardo come “primo designer della storia”.
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Daniele Papuli al lavoro sul suo cavallo  Eolonard 
COLOSSI ARTE CONTEMPORANEA
Corsia del Gambero, 16 
25121 Brescia
Porto Gabriele Rosa, 6 - 25049 Iseo
 
tel. +39 030 3758583 
cell. +39 338 9528261
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orario di galleria: da martedì a sabato 10-12 / 15-19
domenica su appuntamento
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