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Vi aspettiamo per visitare la mostra celebrativa dei 50 anni dallo sbarco sulla luna

 

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La mostra è stata recensita, tra gli altri, da

Corriere della Sera

 

Giornale di Brescia  

Suggestioni ed emozioni, suscitate dallo sbarco sulla luna, sono state interpretate da oltre 50 artisti che hanno realizzato appositamente sculture, installazioni e opere pittoriche sull'argomento.

20 luglio 1969, alle ore 20:17:40 UTC: una data memorabile per la storia dell’uomo. A breve saranno cinquant’anni da quando l’uomo ha compiuto i primi passi sulla superficie lunare. 

Neil Armstrong, comandante della missione spaziale Apollo 11, si affaccia da uno sportello laterale del modulo lunare distaccatosi dalla navicella spaziale e discende una scaletta che lo porta sul suolo della luna; seguito, dopo qualche ora, da Buzz Aldrin, mentre l'italiano Michael Collins, nato a Roma, orbitava attorno alla luna, in attesa del rendez-vous. 

350 mila persone hanno progettato, fabbricato e collaudato i complicati sistemi e i mezzi all’avanguardia della tecnologia per lanciare l’equipaggio, oltre ad avere ideato le fasi delle varie manovre di aggancio e ancoraggio dei moduli che componevano l’astronave. Grazie alla loro genialità e al loro impegno, l’umanità ha finalmente “colonizzato” quel misterioso satellite che descrive una traiettoria ellittica intorno alla terra.

Dai primordi della storia, l’uomo lo ha osservato a distanza, volgendo il suo sguardo, denso di interrogativi, alla volta celeste: prima lo ha venerato come una divinità, poi ha cominciato a considerarla compagna della terra e, alla fine, l’ha raggiunta, l’ha toccata con mano, solcando lo spazio siderale che la separa dal nostro pianeta. 

I tre coraggiosi esploratori hanno percorso 384 mila chilometri, temendo in ogni istante per la loro vita, nell'intento di cambiare radicalmente la percezione dell’universo. 

900 milioni di persone quella notte erano davanti alla televisione. Purtroppo il segnale era pessimo e quello che riuscimmo a vedere erano soltanto ombre sfocate e voci confuse. La luna, fino a quel momento, era stata un fenomeno letterario e all'improvviso divenne un fatto reale. Seguire in tv le fasi della conquista, potendo allo stesso tempo vedere la luna dalla finestra di casa propria fu, come disse, il sociologo Domenico De Masi, “avere il teatro di Vienna in giardino e osservare il palco dal piccolo schermo”. In compenso, da quel momento, la luna, di cui vennero diffuse mappe e dati tecnici, perse un po' del proprio mistero e anche l'interesse mediatico, da quel momento, ebbe un forte declino. 

Come sentendo di essere di fronte allo svolgimento di un evento storico, l'umanità rimase attonita, quasi per rispetto: quella dell'allunaggio fu la prima notte senza furti ne rapine da 10 anni a quella parte: a Milano il centralino della polizia squillò solo 2 volte (per una lite e per un falso allarme); a Bologna e a Roma il copione non fu diverso. L'allunaggio ruppe le nostre certezze, annullò ogni differenza tra categorie e classi sociali: ognuno di noi si sentiva un uomo qualunque tra miliardi di uomini qualunque, troppo piccoli di fronte alla grandezza della vicenda.

L'applauso per il primo passo di Neil Armstrong fu un gesto che accomunò l'Italia e il mondo. Tutti si immedesimarono in quei tre astronauti che non erano supereroi, ma persone normali con i limiti, le debolezze e le insicurezze di ogni uomo. 

Opere di: 

Aidan, Guido Airoldi, Daniele Alonge, Andrea Anselmini, Bruno Bani, Ilde Barone, Dorothy Bhawl, Max Bi, Stefano Bombardieri, Corrado Bonomi, Fabrizio Braghieri (Bixio), Angelo Brescianini, Dario Brevi, Massimo Caccia, Marco Casentini, Gianni Cella, Amanda Chiarucci, Angelica Consoli, Fabrizio Corbo, Luigi D'Alimonte, Sandro Del Pistoia, Ivan De Menis, Marica Fasoli, Manuel Felisi, Claudio Filippini, Andy Fluon, Daniela Forcella, Enzo Forese, Andrea Francolino, Theo Gallino, Michael Gambino, Giorgio Gost, Riccardo Gusmaroli, Omar Hassan, Mimmo Iacopino, Ugo La Pietra, Giorgio Laveri, Adolfo Lugli, Roberto Malquori, Pep Marchegiani, Demis Martinelli, Angelo Raffaele Marturano, Daniele Miglietta, Gian Marco Montesano, Elena Monzo, Luca Moscariello, Barbara Nati, Patrizia Novello, Renzo Nucara, Daniele Papuli, Lia Pascaniuc, Lele Picà, Ario Pizzarelli, Pino Polisca, Rudy Pulcinelli, Sandi Renko, Edoardo Romagnoli, Alessandra Rovelli, Lapo Simeoni, Marco Sudati, Giorgio Tentolini, Vincenzo Todaro, Nicolò Tomaini, Giovanni Viola, Andrea Viviani, Carla Volpati 

Il ritratto del Papa di Giorgio Tentolini entra nella collezione dei Musei Vaticani

 

Giorgio Tentolini ha realizzato, appositamente per Sua Santità, il ritratto di Papa Francesco; la figura del pontefice emerge, come di consueto, dalla sovrapposizione di intagli su strati di reti metalliche a maglia esagonale che creano le gradazioni di chiaroscuro. L'opera entrerà a far parte della prestigiosa collezione permanente dei Musei Vaticani. 
papa cinque papa francesco
papa one papa two
©Vatican Media - Servizio Fotografico Vaticano - source: www.photovat.com

 

Altre news che riguardano l'artista:
 
Giorgio Tentolini è stato segnalato nell'inserto del numero di novembre di Arte Mondadori
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La monumentale scultura di Demis Martinelli in Corsia del Gambero fino al 20 luglio

 

La monumentale scultura in ferro di Demis Martinelli (Soncino, 1977), dal titolo Diversamente uguali, adornerà, fino al 20 luglio, la piazzetta di Corsia del Gambero, proprio di fronte agli spazi espositivi della galleria Colossi Arte Contemporanea, nel cuore del centro storico di Brescia. L’opera si erge verso l'alto come un arcaico totem primordiale, composto da metaforici tralci che si intrecciano a simboleggiare l'unione di diverse provenienze culturali, etnie, all'interno dello spirito cosmopolita e interculturale di una grande città come Brescia. 
La scultura rappresenta, così, un invito alla tolleranza e alla comunicazione tra culture e religioni diverse; un tema attuale, come il linguaggio espressivo dell'artista che, grazie ad un innovativo processo di lavorazione del ferro, plasma la connaturata durezza di un materiale metallico e grezzo in plastiche torsioni che si diramano nello spazio come ramificazioni di un albero, intrecciandosi con un dinamismo che sembra espandersi all’infinito, metafora del costante ciclo biologico di rigenerazione degli elementi naturali, così come dei percorsi esistenziali che affrontiamo ogni giorno. 
Le evoluzioni delineate nello spazio dai filamenti di ferro rappresentano la trasposizione nella tridimensionalità della scultura di quelle effettuate dai grafemi della sua “scrittura emozionale”, un codice espressivo da lui inventato composto da fantasiosi ideogrammi dall’andamento fluido e lineare che, in passato, hanno ricoperto le sue polairod, i ritratti dal fondo scarlatto di personaggi famosi e di persone vicine alla cerchia intima dell’artista per definire con una sua personale cifra stilistica un momento, un istante. 
I tracciati di segni grafici segnati da Martinelli con il pennello sul suolo arrivano a ricoprire interi sentieri nel paesaggio naturale, come è avvenuto in occasione della mostra personale Emozioni infinite che la sua città natale, Soncino, gli ha dedicato nel 2018; una mostra che racchiude 25 anni di lavoro e segna il ritorno dell'artista in Italia dopo molteplici esperienze all'estero: dalla Spagna al Messico, dall'Australia a Istanbul. 
La profonda connessione dell’artista con il mondo agreste deriva anche dalla conoscenza, avvenuta nel 2009, dello scultore Giacomo Stringhini Ciboldi che lo inserisce nell’associazione culturale Quartiere 3 di Castelleone (Cr), coinvolgendolo in mostre e rassegne di arte contemporanea eclettiche e innovative, dove può dare sfogo al suo estro creativo torcendo il ferro in torsioni che assumono la forma di anatomie umane, sagome e tracce di un passato fatto di ricordi, oppure forme astratte che richiamano l’attenzione su tematiche attuali quali il disboscamento, la perdita della biodiversità e i sordidi meccanismi del capitalismo industriale. Il ferro, materiale d’elezione dell’artista, anche grazie agli insegnamenti del padre Valerio, tra la fabbricazione di oggetti di uso comune degli inizi e le multiformi visioni d’avanguardia della sua concreta astrazione, diviene così la naturale estensione di un esperienza esistenziale, dell’andamento dei percorsi e delle metamorfosi subite dal suo spirito nel corso dei suoi viaggi che lo hanno portato, nel 2003-2004, ad esporre in Spagna, a Barcellona e Madrid, a partecipare alle International Recidencies for Artists Ondarte, a Cancùn, e Expo November, ad Akumal, in Messico, a realizzare una scultura permanente, su invito di Lynne Roberts Goodwin, al Cofa di Sidney, oltre che ad esporre al Karsi Sanat Çalışmaları di Istanbul Istanbul, in Turchia, in occasione della mostra Artists without borders go Istanbul.
 
L'opera è stata segnalata, tra gli altri, da
 
 
Demis Martinelli 
Diversamente uguali 
2013
ferro e cemento armato
296 x 100 x 100 cm

Nel mese di dicembre 2018, evento benefico a favore dell'Associazione Essere Bambino

 

Nel mese di dicembre 2018, in un’atmosfera natalizia, la galleria Colossi Arte Contemporanea di Brescia rende omaggio al valore artistico del volume Le avventure del piccolo giardiniere, presentandolo nei suoi spazi espositivi, in concomitanza con l'esposizione di una selezione delle tavole illustrate da Paola Fratalocchi Ventura - Fermo (Fm), 1965 - che corredano la pubblicazione della favola scritta da Alberto Neri - Modigliana (Fc), 1942 - e pubblicata, nel 2012, dalla casa editrice milanese Billy Boy, da lui fondata nel 2009. In questa occasione, i visitatori hanno acquistato una copia del libro e di altre fiabe pubblicate dalla casa editrice milanese. I proventi della vendita sono stati devoluti all'Associazione benefica Essere Bambino di Brescia. 

 

L'evento è stato segnalato, tra gli altri, da:

Bresciaoggi

Giornale di Brescia 

Quando l’estro inventivo di un’abile illustratrice come Paola Fratalocchi Ventura incontra la passione per la narrazione favolistica di Alberto Neri, fondatore, nel 1979, della I.A.N., azienda leader nel settore del progetto e della realizzazione di infrastrutture per l’ICT, nascono preziosi cammei editoriali come il volume Le avventure del piccolo giardiniere. La casa editrice Billy Boy Editore, pseudonimo legato al soprannome da ragazzo di Neri, si distingue nel settore della microeditoria per pubblicazioni di nicchia dalla veste grafica estremamente elegante e curata dal punto di vista estetico in ogni dettaglio; il libro è stato infatti vincitore, nel 2013, del Marchio nel contesto della IV Edizione del Concorso Microeditoria di Qualitàche si svolge ogni anno preso Villa Mazzotti a Chiari (Bs). 

In questa occasione, i partecipanti all'evento avranno la possibilità di acquistare una copia del volume. I proventi della vendita saranno devoluti all’Associazione no profit Essere Bambino che offre assistenza psicologica ed economica alle famiglie con bambini affetti da gravi malattie o con problemi psichici e opera all’interno della Clinica Pediatrica dell’Università di Brescia, avvalendosi di un’equipe di esperti nel settore socio-psico-pedagogico che integra l’equipe medica della Clinica Pediatrica. L’iniziativa si svolgerà con il supporto e la gentile collaborazione della presidente Luciana Corain, di Umberta Gnutti Beretta, membro del consiglio di amministrazione dell’Associazione, oltre che di Alberto e Paola Neri. 

L’esposizione diventerà quindi lo sfondo ideale di un’iniziativa di beneficenza animata dallo spirito natalizio e si trova in singolare sintonia di intenti con la vicenda narrata nella favola, una storia di rinascita: l’innocenza del bambino protagonista della vicenda, Gigino, riuscirà, con il supporto della Fata Primavera, una sorta di spirito protettore dell’equilibrio della vita, a mettere fine all’antica ostilità che divide le famiglie dei due fratelli, il Re di Strozzaferro e il Re Tramontana, e a riportare la fertilità e l’abbondanza nelle loro terre rese aride dalla loro avidità e dal loro desiderio di gloria. Non è un caso che l’Ing. Neri abbia tratto ispirazione dal proliferare delle piante del suo giardino per creare la trama della storia e dal suo amore per la civiltà rurale, nata dalla professione del padre Joffre, medico condotto, che lo ha fatto crescere a diretto contatto con la civiltà contadina. La sua favola, infatti, si propone di sensibilizzare il pubblico, non solo verso i buoni sentimenti, la compassione e la generosità, ma anche a tematiche ecologiche, come il rispetto del mondo naturale.

Il tutto raccontato attraverso lo stile minimale della sua scrittura che i disegni ad acquarello di Paola Fratalocchi Ventura arricchiscono contestualizzando la storia in un mondo denso di richiami simbolici: dai motivi decorativi gotici all’araldica medievale negli stemmi e nelle iscrizioni (forse appresi durante la sua carriera professionale di decoratrice di interni), dagli affreschi trecenteschi di Simone Martini nella resa delle viste di borghi fortificati a quelli quattrocenteschi e cinquecenteschi nei festoni di frutta e fiori, nelle cornucopie, nella resa prospettica delle architetture degli interni e negli abiti di dignitari, eleganti cortigiane spioni e ciambellani, accompagnati da corni decorati con bassorilievi che ritraggono episodi degni del portale di una cattedrale romanica. 

Quello creato dall’autodidatta degli stili pittorici e di decorazione Fratalocchi Ventura è un universo immaginifico di figure che traggono ispirazione dai bestiari medievali, dalle incisioni di Dürer, dalle fantasticherie meccaniche delle wunderkammer , dalle eteree figure femminili dipinte dal Botticelli in una luminosità diffusa come quella che popola le sue illustrazioni caleidoscopiche, ammantate da un’atmosfera densa di rimandi alla pittura del ‘400 e del ‘500; complici, in questo, la sua attività di pittrice di ritratti ed opere dal sapore classico ad olio, oltre che il suo apprendistato presso il pittore marchigiano Gianni Virgili e il famoso illustratore Mauro Evangelista, iniziato nel 2003. La qualità pittorica del suo lavoro di illustratrice e la sensibilità artistica che dimostra nell’accostamento dei colori, nell’armonia e nell’equilibrio delle sue composizioni di personaggi le sono valse il Primo Premio al IX Concorso Internazionale di Pittura e Grafica della Città di Sanremo.

L’incontro con Alberto Neri le ha permesso di dare libero sfogo alla sua immaginazione, capace di creare raffigurazioni nelle quali proliferano innumerevoli motivi simbolici che stimolano il lettore ad immaginare, non solo un’ipotetica contestualizzazione della storia, ma anche ulteriori riletture personali. 

Infatti, l’artista ha esposto in occasione di mostre personali e collettive in Italia e all’estero che le sono valse numerosi riconoscimenti, come il Primo Premio al III Concorso Internazionale di Pittura “Lorenzo Lotto” della Città di Monte San Giusto (Mc), nel 2000 e il Primo Premio all’VII Concorso Internazionale di Pittura “Città di Sanremo”, nel 2001. Ha, inoltre, collaborato e pubblicato le sue illustrazioni in volumi pubblicati dalle seguenti case editrici: Kul Don San Publishing co. (Corea del Sud), Pelican/Vivat (Kharkiv, Ucraina), Quarto Book (Londra), Scholastic (New York), Reader’s Digest (USA) e Edimas Libros s.a. (Madrid). 

 

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