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Le opere di Michael Gambino e Giorgio Bevignani in mostra a Polignano a Mare

Michael Gambino e Giorgio Bevignani sono stati invitati ad esporre in occasione della mostra Visibile Evanescente,
in corso negli spazi espositivi della galleria Ventu Blu a Polignano a Mare (Ba) nella stagione estiva 2017
azur luce
Giorgio Bevignani, Quai Azur, 2016, 100 x 100 cm  Michael Gambino, Luce, 2014, 71 x 86 cm

 

In questa nuova collettiva, la galleria si trasforma, non solo come contenitore ma diventa un vero e proprio “Spazio Arte”, perdendo la dimensione spazio-temporale di luogo dove vengono collocate le opere, ma si trasforma in uno spazio interiore in cui lo spettatore è invitato a interagire con le opere stesse.

Il metamorfismo, il cambiamento, la trasformazione è il tema, se vogliamo cristallizzarne uno solo, il magma, in cui lo spettatore è invitato a “navigare”, partendo dalle opere di Giorgio Bevignani, plasmatore di materia, materiali plastici e sintetici, derivanti dalla putrefazione (trasformazione) della materia organica in petrolio nel corso dei millenni, la cui ricerca artistica sin dagli esordi, è stata proiettata verso la visione della materia come malleabile e modificabile, labile come l’essenza stessa della vita.

I lavori presentati sono il frutto di un ulteriore evoluzione del suo linguaggio espressivo, realizzati con il silicone e la schiuma poliuretica, ispirati alla conformazione del corallo; ogni strato di silicone imbevuto di pigmento fluorescente (fluoro, fosforo) viene lasciato asciugare singolarmente e plasmato dall’artista, in modo che dalla lenta sovrapposizione e stratificazione nascano le superfici tattili e sinuose delle sue opere, imitando la sedimentazione dei minerali all’interno delle rocce, come avviene in natura.

La poetica di Bevignani attraverso il valore cangiante e metamorfico della superficie delle opere esposte, si sofferma sulle condizioni di instabilità e sulla progressiva perdita di riferimenti che caratterizza l’epoca contemporanea.

Michel Gambino, “mosaicista” italoamericano, propone le sue delicatissime composizioni, in cui le tessere del mosaico, sono moltitudini di farfalle variegate, coloratissime, di carta intagliate pazientemente e applicate una ad una su supporti. La farfalla è l’insetto simbolo per eccellenza del mutamento, della metamorfosi nel suo percorso vitale (bruco, crisalide, farfalla). Simbolo della bellezza, della leggerezza dell’animo umano, emblema di evoluzione e rinascita.

Le opere di Gambino si ispirano alla Teoria del Caos del matematico statunitense Edward Lorenz, secondo la quale esiste una concatenazione, tra avvenimenti lontani nel tempo e nello spazio, il così detto Effetto Farfalla e alla Legge di conservazione delle Massa di Lavoisier, secondo la quale “Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”, leggi che l’artista conosce bene, grazie ad un percorso formativo iniziale, rivolto alla chimica e biologia.

Un linguaggio artistico estremamente innovativo, caratterizzato da una personale ricostruzione dell’universo naturale, rimodellando i flussi energetici che determinano la vita nel nostro Pianeta, attraverso una delle creature più minute che lo popolano: la farfalla. Alcune opere esposte, hanno, come fulcro centrale un libro, da cui si propagano farfalle: l’accostamento è sorprendente, riuscitissimo: i libri, come le farfalle, sono simboli evolutivi, il loro contenuto favorisce il cambiamento degli individui sul piano psicologico e spirituale.

Riproduce anche i fenomeni di bioluminescenza che ritroviamo in natura, in esseri viventi come lucciole e pesci delle profondità oceaniche, usando supporti realizzati con vernici fosforescenti, che nell’oscurità, mutano completamente la percezione estetica dell’opera donandoci una doppia lettura, diurna e notturna.

 

Leggi a seguito l'articolo che recensisce la mostra, pubblicato sul La Gazzetta del Mezzogiorno di domenica 4 giugno

polignano gazze

Michael Gambino espone alla Fondazione L'Arsenale di Iseo in occasione della mostra Acqua

 

acqua
acqua pesci acqua pescini
acqua libro acqua pescioni
abyss intero
Michael Gambino, Abyss, 2017, tecnica mista su tavola, 60 x 140 cm (sotto, alcuni dettagli dell'opera)
abyss laterlae abyss pesce
   
libro libro fronte

 Michael Gambino, Fiumi, Laghi, Mari e Oceani, 2017, libro e farfalle di carta ritagliate, 53 x 70,5 cm

 
surface intero
  Michael Gambino, Surface, 2017, tecnica mista su tavola, 50 x 130 cm (sotto, alcuni dettagli dell'opera)
 surface lato surface pesce 

Fino al 23 luglio, sarà possibile ammirare, negli spazi espositivi della Fondazione L'Arsenale di Iseo (Bs), le opere di Michael Gambino ispirate al tema dell'elemento naturale dell'acqua e realizzate dall'artista per l'omonima mostra.

La collettiva è stata oraganizzata in occasione dell’ottava edizione del Festival dei Laghi, l’evento internazionale dedicato ai prinicpali specchi d’acqua d’Italia e d’Europa. Un'accurata selezione di otto artisti contemporanei (Tullio Cattaneo, Giuseppe Gallizioli, Leonardo Gambini, Michael Gambino, Armando Moriconi, Giangi Pezzotti, Filippo Venezia e Angelo Zanella) sono stati chiamati ad interpretate il tema dell’acqua, dando vita a 37 opere tra dipinti, sculture e immagini fotografiche.

In concomitanza con la mostra, in Piazza Statuto, verrà posizionata l’opera monumentale Albero di olivo, già esposta nel contesto di Expo 2015, in occasione della mostra Tesori d’Italia, curata da Vittorio Sgarbi.

«Con l’olivo ci leghiamo a doppio filo al Festival dei Laghi e a Girolio d’Italia 2017» spiega Attilia Consoli, Presidente del’ente culturale iseano «invitando a posare lo sguardo sulla natura che fa parte del nostro territorio e del nostro lago».

«Si è cercato di fare questo abbinamento partendo dagli elementi primordiali utilizzati dall’uomo che rappresentano l’essenziale della vita».

Per maggiori informazioni, visita il sito: www.arsenaleiseo.it

Il maestro toscano Roberto Malquori al Museo del Risorgimento di Torino

sessanta

Roberto Malquori, grande protagonista italiano della Pop Art internazionale, unico italiano ad aderire al Bauhaus Situazionista Scandinavo e ad esporre successivamente in Germania, in Svezia e in Olanda, è stato invitato a pertecipare all'accurata selezione di artisti che verranno esposti, nella suggestiva cornice del Corridoio della Camera Italiana a Palazzo Carignano, per rappresentare ed accostare, nel percorso della mostra, due momenti epocali nella storia dell'arte italiana: gli anni Sessanta dell’Ottocento e del Novecento. Si trattò di due momenti di rottura e di grande innovazione che, allo stesso modo, seppur in maniera diversissima, generarono nuovi modelli artistici e pittorici.
Attraverso la commistione di 42 opere di autori della Pop Art italiana e delle collezioni del Museo Nazionale del Risorgimento si proporrà un percorso per suggestioni, analogie e antitesi affidate ai grandi maestri delle due epoche: Massimo d’Azeglio, Carlo Bossoli, Cesare Bartolena, Michele Cammarano, Raffaele Pontremoli, Angelo Trezzini per la parte ottocentesca e Mario Schifano, Tano Festa, Franco Angeli, Renato Mambor, Mimmo Rotella, Giosetta Fioroni, Emilio Tadini, Enrico Baj, Gianfranco Pardi, Gianni Bertini, Roberto Malquori, Ugo Nespolo, Piero Gilardi, Aldo Mondino, per quella novecentesca.

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Virginia Magatelli. Brani di realtà sinfonica

finissageDa sabato 6 a sabato 13 maggio 2017 si è svolta la mostra personale di Virginia Magatelli Brani di realtà sinfonica che, in occasione del finissage, ha duettato con la soprano Jessica Zizioli, accompagnata al pianoforte dal maestro Giacomo Gozzini, in due esibizioni canore:

Sì, mi chiamano Mimì e il Valzer di Musetta tratto dalla Bohème (1893-1895) di Puccini

Duetto buffo di due gatti (1825) di Gioacchino Rossini

Il duetto delle Nozze di Figaro di Mozart (1785-1786)

il Brindisi del Macbeth (1847) di Verdi.

Dopo una carriera musicale pluridecennale in ambito teatrale e operistico, che l’ha portata ad esibirsi sui palcoscenici italiani ed esteri, in Francia e in Giappone, oltre che a partecipare alla trasmissione Gran Premio, condotta da Pippo Baudo e andata in onda sulla Rai nel 1990, la soprano clarense, che si è stabilita nella sua città natale dagli anni 2000, in questa occasione, espone il frutto dell’espressione del suo talento artistico, i suoi collages dal sapore metafisico, nell’ambito delle arti figurative, ma anche in quello letterario e della valorizzazione di realtà locali come l’Associazione “Donne e filo"; contestualmente all’inaugurazione della mostra, presenterà, infatti, il suo libro Il segno della bellezza. Avventure di ago e di filo tra il XIX e il XXI secolo, edito dalla GAM editrice di Rudiano (Brescia). Il libro racconta le vicende di cinque generazioni di donne che si sono susseguite nel tramandarsi l’arte del filare e del cucito, caratterizzata da una ritmicità nel punteggio del ricamo dall’ordito geometrico che ritroviamo sia nell’armonia musicale che nelle composizioni equilibrate nell’accostamento calibrato di forme e sfumature cromatiche dei collages variopinti della soprano.
Si snoda così un percorso culturale tra arte, musica e vita attraverso il quale Virginia Magatelli ci accompagna con le sue opere…

La mostra è stata segnalata, tra gli altri, da

IAM. Italia Art Magazine

Clicca qui per scaricare il comunicato stampa

PaviArt 2017

Dal 7 al 9 aprile 2017 abbiamo partecipato a
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COLOSSI ARTE CONTEMPORANEA
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orario di galleria: da martedì a sabato
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