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BAF. Bergamo Arte Fiera 2019

Ecco un assaggio del nostro stand a Bergamo Arte Fiera 2019...

Luigi D'Alimonte espone al Museo delle Genti d'Abruzzo

abruzzo

dal 15 al 23 dicembre 2018 

La mostra è stata segnalata, tra gli altri, da:

Artribune

All’interno di un Museo nato per valorizzare e tramandare la specificità demo-etno e socio culturale del territorio abruzzese, dal Paleolitico fino ai nostri giorni, come il Museo delle Genti d’Abruzzo, non può mancare la mostra, a cura di Ivan D'Alberto, dedicata ad uno scultore “autoctono” come Luigi D’Alimonte (Pescara, 1967) che, grazie alla sua ricerca artistica, ha proiettato un elemento naturale tipico della zona, la pietra paglierina o rustica della Maiella, nella dimensione estetica della scultura contemporanea, portando alla luce la sua anima primigenia sotto forma di volumi sottili, sinuosi e levigati mossi da un dinamismo plastico che la eleva al rango del più nobile marmo.

Estrapolare la più intima e pura essenzialità di una forma, sbozzando con vigore il blocco inerme di un materiale come il marmo o la pietra, è una delle più antiche prerogative della scultura, dai Prigionidi Michelangelo (1519-1534) a Brancusi. Luigi D'Alimonte si inserisce nel solco di questa ricerca estetica: lo scultore plasma la rigida consistenza della pietra della Maiella, estratta dalla catena montuosa appenninica abruzzese, tramite una meticolosa lavorazione manuale, appresa dalla secolare sapienza degli scalpellini locali, per fare emergere lo spirito ancestrale di questa materia sotto forma di volumi bidimensionali elastici, sinuosi e levigati, di estrema purezza formale. Tagliando, piegando e contorcendo la solida monumentalità della pietra, l'artista opera un processo di assottigliamento della pietra, svuotandola della pesantezza della sua mole per raggiungere un'ideale armonia strutturale e compositiva, creata dal dinamismo plastico, armonico e suadente, delle sue superfici levigate per raggiungere quella che lui stesso definisce “bidimensionalità plasmata”, un ideale equilibrio che si ottiene con una studiata alternanza di pieni e vuoti e la contrapposizione tra il “volume materiale convesso”, la solida mole della materia, e quello “spirituale concavo”, la forma spirituale contenuta all'interno del blocco inerme di pietra, l' “anima viva della pietra”. Come Michelangelo sbozzava vigorosamente il marmo per far fuoriuscire l'anatomia dei suoi Prigioni, D'Alimonte sgrezza l'elemento primordiale della pietra che porta impressi sulla sua superficie le impronte dei fossili come testimonianza della sua storia millenaria, per fare emergere la calibrata elasticità delle sue forme. Esse, eteree, sinuose e leggere, si protendono verso l'alto, si piegano in eleganti torsioni, si accartocciano come antiche pergamene, richiamando le loro scoloriture con le venature della pietra rustica, oppure vengono sospesi come drappi a celare orizzonti ancora da scoprire, alternando linee dall'andamento morbido e dal taglio severo che l'abilità tecnica dell'artista avvolge in morbide curvature, sospende come drappi che celano orizzonti sconosciuti, allunga in sottilissimi lembi tenuti insieme da sottili corde e filamenti in metallo, metafora di un'energia irrequieta in perenne tensione, sul punto di esplodere, contenuta nella materia. I titoli ci suggeriscono questo contrasto di forze, ma in un contesto contemporaneo che coinvolge lo spettatore in una riflessione cosciente sul riverbero di energia che può sprigionare dai nodi creati nella materia. Nelle sue opere, un materiale povero viene elevato alla nobiltà e alla grazia della statuaria classica, superandone i canoni tradizionali di collocazione ambientale, per operare un “rinascimento della materia” che proietta la leggerezza aerea delle forme scultoree di D'Alimonte in una “bidimensionalità plasmata”, come la definisce l’artista stesso. 

L'artista ha esposto nel contesto della 57° Biennale di Venezia e della Triennale di Arti Visive di Roma, nel 2017, e di Expo 2015, oltre che presso l'Istituto Italiano di Cultura di La Valletta, a Malta, il Museo Costantino Barbella e quello di Palazzo De' Mayo a Chieti, il Museo delle Arti di Nocciano (Pe), la Fondazione Michetti di Francavilla al Mare (Ch), la Fortezza - Museo delle Armi di Civitella del Tronto (Te), il Palazzo Farnese di Ortona (Ch), il Palazzo della Provincia e il Museo d'Arte Moderna Vittoria Colonna di Pescara. Ѐ stato, inoltre, vincitore del Premio PACI di Isernia 2015, nella sezione scultura, ed è stato invitato a partecipare al Festival Internazionale di Scultura Contemporanea Start'18, al Palazzo d'Avalos di Vasto (Ch) e, per tre volte, al Premio Sulmona. Rassegna Internazionale di Arte Contemporanea.

Grand Art Milano 2018

Dal 9 all'11 novemembre abbiamo partecipato a Grand Art Milano. Modern & Contemporary Art Fair

 

Il retro d'affiche di Rotella, Impronte, è stato richiesto dalla GNAM di Roma per la mostra dedicata al maestro

 

manifesto
manifesto due

 

impronteLa Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma ha richiesto l'opera Impronte (1969, retro d'affiche, 62 x 51 cm - immagine a lato) di Mimmo Rotella per l'importante retrospettiva dedicata al maestro, dal titolo Manifesto, a cura di Germano Celant, con Antonella Soldaini, organizzata per celebrare la ricorrenza del centenario della nascita dell'artista (1918-2018), in collaborazione con il Mimmo Rotella Institute, associazione culturale fondata nel 2012 per volere di Inna e Aghnessa Rotella, e la Fondazione Mimmo Rotella, nata nel 2000 per volontà dello stesso artista
 
L’esposizione si propone come la più importante e completa ricognizione scientifica sulla sfaccettata produzione dell’artista (Catanzaro, 1918 - Milano, 2006) nell'anno del centesimo anniversario della nascita e si inserisce nel circuito di manifestazioni, ideate per celebrare in tutta Italia l’importante evento in musei pubblici e in gallerie private, e realizzate con il supporto della Regione Calabria.

Noto soprattutto per l’invenzione della tecnica del décollage a partire dai primi anni Cinquanta, l’artista, nel corso della sua lunga e incisiva carriera, si è confrontato con linguaggi e tecniche eterogenee promuovendo il manifesto pubblicitario, cinematografico, politico a suo materiale d’elezione. Le opere selezionate, messe in dialogo e a confronto tra di loro nel Salone Centrale della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, secondo un allestimento sorprendente e inedito, permettono di costruire un percorso tra lo spettacolare immaginario dell’artista.

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Art Verona 2018

 

Dal 12 al 15 ottobre abbiamo partecipato ad Art Verona. Vi offriamo una panoramica del nostro stand...

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