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Automobile-autonobile

“…Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità. Un’automobile da corsa col suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall’alito esplosivo…un’automobile ruggente è più bella della Vittoria di Samotracia…”: con queste parole i Futuristi lanciavano, alla soglia del Novecento, la sfida fra arte e tecnica, individuando nell’automobile una delle scottanti tematiche della Modernità, simbolo della velocità, dell’innovazione, del progresso.

Liaison affascinante di due creazioni che l’uomo ha inscritte nel proprio DNA, fin dall’origine dei tempi, l’arte e l’automobile rappresentano, rispettivamente, la necessità di esprimersi ed il bisogno di muoversi dell’umanità, entrambe rispondendo al suo innato desiderio di comunicare e progredire.

In particolar modo, il tema e l’icona dell’automobile sembrano essere destinate a ritornare con particolare forza d’urto nell’espressione artistica contemporanea, chiamandola a confrontarsi con essa, proprio ogni volta che scienza e tecnologia compiono un passo avanti rispetto all’arte stessa.

Basti pensare, a partire dal secondo dopoguerra, all’importanza ed al legame fra arte e design, design e industria, di cui l’automobile è stato uno dei prodotti più significativi, motore di diverse rivoluzioni sociali e culturali, oltre che tecnologiche ed economiche; e poi, dopo le avanguardie storiche, al ruolo giocato dai miti della modernità, dall’automobile alla macchina in genere, dal prodotto industriale ai mass media, sulla Pop Art.

È proprio a partire dagli anni Sessanta, infatti, che il mondo dell’arte scopre di avere ben più d’un legame con il mondo della scienza e della tecnica, di cui l’automobile, sia essa utilitaria, di lusso o di competizione, risulta essere simbolo intrigante e adatto a fertili confronti creativi. Da questo momento storico, parte anche la “gara” di opere e di artisti che potrete ammirare negli spazi espositivi della Galleria Colossi Arte Contemporanea.

Se diversi sono i linguaggi espressivi, dall’astrazione gestuale e segnica, alla scelta del numero e della parola, del lettering e del logo, fino alla rappresentazione figurativa, la mostra presenta una serie di “tappe” affascinanti lungo alcuni momenti salienti della storia dell’arte.

Si va dalle opere della Pop Art, nelle sue svariate diramazioni, da quella romana con Pino Pascali ed i suoi mitici Caroselli, ma anche con Mario Schifano, che viaggiò da Roma agli USA, e con Mimmo Rotella, che compì lo stesso tragitto per poi tornare indietro, nella sua Italia di miti rombanti e di dive sensuali.

D’altra parte, due grandi autori provenienti dalla Pop Art fiorentina, corsero nel mondo sulle loro automobili tante volte comparse in Iconosfere ed opere figlie della Mec Art: il “norvegese d’adozione” Roberto Malquori e il “francese per scelta” Gianni Bertini.

 Corroborato dai motori creativi delle loro opere, il pubblico potrà poi viaggiare fra le curve surreal-concettuali di Sergio Dangelo, soffermarsi sui tocchi cromatici dell’istrionico Aldo Mondino.

I diversi linguaggi figurativi appartenenti ad altri artisti esposti, sapranno invece raccontare altre, affascinanti storie di arte e automobile: i metafisici paesaggi di Tino Stefanoni, gli incanti formali di Mario Sudati, la pittura soffusa di Tom Porta, o sospesa di Bonomo Faita…e terminando la corsa al bivio dell’astrazione sofferta di Maurizio Biondi.

Altrove, alcuni artisti si confrontano con materie e materiali, è il caso delle “improbabili e impossibili” automobili di Gianni Piacentino, o dei lavori in ceramica di Giorgio Laveri s’intravvedono le gare fra forma e linguaggio, fra segno e concetto: ora nelle Cronotopografie di Eros Bonamini, chiamate a interpretare, e dire, il mito della Velocità e la passione della Gara; valori diversamente espressi dalla lirica gestualità e dai segni di Burni, Valli e Bergomi; altrove, riflessioni sul marchio e sul logo, applicate al tema della mostra, sapranno offrire le opere di Vincenzo Marsiglia e di Carlo Pasini che analizzerà – provocherà? – il concetto del “Made in Italy” connesso al mito della Ferrari…

Provocazioni, sfide, tensioni emotive: queste le sensazioni che promette la mostra AUTOMOBILE-AUTONOBILE.

Le stesse emozioni che si ritrovano in una corsa automobilistica, passando per le altre opere esposte, di Mario Patrini e Francesco De Molfetta, Max Bi, Claudio Destito e Maurizio Marini…

E, come in ogni gara che si rispetti, la Galleria Colossi Arte Contemporanea ha realizzato un’inedita “mappa stradale dell’arte”, comprendente la riproduzione di tutte le opere esposte, destinate a suggerire percorsi espressivi e tematici, introdotta da Daniele Colossi e con testo critico di Ilaria Bignotti.

“…Una mostra che vuole essere solo l’inizio, la partenza appunto, di un viaggio avventuroso e ricco di imprevisti, di curve strepitose nell’arte e di straordinarie impennate nella ricerca e nella tecnica espressive – dice Colossi – …un viaggio la cui prossima tappa, l’anno venturo, sarà lo spazio pubblico di Villa Mazzotti, “meta” prestigiosa dell’omonimo GRAN PREMIO Villa Mazzotti, che fin da ora sto organizzando: una grande esposizione, costituita sia da opere “a tema” realizzate da artisti già appartenenti alla storia dell’arte, sia da una selezione accurata di opere realizzate da giovani artisti che parteciperanno al Concorso appositamente indetto, destinato ad individuare altre ricerche espressive legate al tema dell’esposizione…”

Iniziamo a correre, allora, fra auto e arte; in attesa, allora, del prossimo START…

 

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