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Dinamiche visive tra naturale e artificiale

Il milanese Leonardo Rota Gastaldi (classe 1983) gioca con le sue composizioni geometriche a creare un cangiante arcobaleno di colori, accostando le texture più diverse e fantasiose degli ologrammi, realizzati con la tecnologia delle onde interferenti di luce create con il laser, per sondare il fenomeno di scomposizione della luce; oppure usa frammenti di vetro-plexiglas colorato tagliati in sottili forme a cuneo che, una volta accostate, danno vita a forme tridimensionali dalle inedite vibrazioni cromatiche, sfere dai colori vibranti che emergono dal bianco del supporto come soli splendenti. Sfere metalliche vibranti che assumono consistenza solo grazie al movimento del fruitore di fronte ad esse che le anima di eliche iridescenti di luce sono le strutture modulari cromo-cinetiche che si contrappongono in modo analitico di Franco Costalonga (Venezia, 1933), storico protagonista delle ricerche ottico-cinetiche italiane degli anni '60, insieme ad Alberto Biasi (Padova, 1937).

Anche Francesca Pasquali (Bologna, 1980) parte da materiali plastici di origine industriale come le cannucce per accostarle in installazioni ispirate al mondo naturale, alle cristallizzazioni del sale, ai minerali o agli esseri della barriera corallina; e proprio dallo studio al microscopio ottico dei tessuti degli organismi animali e vegetali parte la sua ricerca dove gli occhietti delle cannucce, che sembrano scrutarci dal profondo dei lavori dell'artista, ricordano la struttura delle cellette degli alveari oppure un reticolo di cellule. Ne deriva un dinamismo interno, un effetto di vibrazione ottica che, unito a quello tridimensionale della superficie, punta ad un coinvolgimento sensoriale totale, che cattura non solo lo sguardo, ma anche il tatto, come avviene con la morbida plasticità delle setole, oppure con la cascata dei braccialetti Too Late che ricorda l'avvilupparsi denso delle piante rampicanti o la vegetazione fitta della foresta equatoriale, ma ravvivata dall'esplosione di tanti elementi accostati secondo le più svariate sfumature cromatiche.

Se ci si sposta appena fianco delle opere realizzate con le cannucce, osservandole di lato esse si sfrangiano in una molteplicità di schegge colorate, accostate secondo delicate sfumature delle stesse tinte oppure creando decisi contrasti di colore. 

Il risultato è un'originale texture tridimensionale cangiante che può assumere le più svariate conformazioni, semplicemente lasciandoci ammaliare dal suo dinamismo interno che attrae e sfida le facoltà percettive dell'osservatore.

 

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