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La personale di Ugo Celada al MAM di Gazoldo degli Ippoliti

ugo celada

La rassegna dedicata a Ugo Celada di Virgilio (Borgo Virgilio di Mantova, 1895 – Varese 1995) riprende il fil rouge di un approfondimento sull’artista che il MAM già anni addietro aveva intrapreso. Così oggi, accanto alle sei opere acquisite dal Museo, venti disegni inediti e trenta dipinti stupefacenti suggeriscono altre considerazioni e inedite letture critiche. Una buona motivazione per riproporre una nuova antologica deriva anche dalla contemporanea pubblicazione di uno snello volume, edito proprio in occasione della mostra, in cui si documenta la cospicua serie di opere: alcune già conosciute e messe a disposizione da collezionisti del pittore, molte altre invece, come i disegni, assolutamente non ancora note.

Originali ed efficaci risultano anche gli approfondimenti proposti nel saggio critico del direttore del MAM, Gianfranco Ferlisi, che ripercorre in un’ottica più aggiornata le vicende umane dell’artista, dall’alunnato con Giuseppe Marusi (1862-1945), a Mantova, sino all’apostolato con Cesare Tallone (1853-1919) a Brera, quando Celada sviluppò la sua precoce propensione per il realismo, oltre che per i temi privilegiati della sua pittura: il ritratto e la natura morta. La mostra si snoda lungo le suggestioni che accompagnano la sua prima partecipazione, nel 1920, alla Biennale di Venezia e poi alla XIV Edizione della stessa manifestazione, nel 1926, che lo impone definitivamente all’attenzione della critica.

Le opere esposte realizzano così un percorso di progressiva bellezza, articolato nell’incanto dei disegni e nel magico realismo della sua pittura: emergerà con evidenza la statura di uno sperimentatore sempre insoddisfatto, che, nel corso della sua lunga vita, sviluppò la ricerca in molte direzioni, partendo dalle tensioni restaurattrici del gruppo milanese Valori Plastici, dal post divisionismo al realismo novecentista e poi magico, per arrivare fino alla pittura oggettivista, sulla scia dei cosiddetti pittori Moderni della Realtà nel periodo che segue il secondo conflitto mondiale. Nonostante il successo di alcune mostre personali e la partecipazione a prestigiose rassegne di livello nazionale e internazionale, nel dopoguerra, Celada andrà incontro ad un progressivo isolamento, manifestando una sorta di insofferenza per tutto ciò che esula dalla pratica pittorica come capacità di rappresentazione. Su tali presupposti, nel 1959, presso la Galleria Cairola, presenta una sorta di manifesto di un gruppo di pittori che si definiscono Oggettivisti.

Nel 1985 il comune di Virgilio inaugura una galleria destinata ad accogliere i dipinti donati dall'artista alla sua terra d'origine, con un catalogo a cura di Flavio Caroli e Susanna Zanuso. Nel suo saggio critico Flavio Caroli, tra l'altro, scrive: «[...] Io non negherò che Celada cada talora in un verismo troppo meccanico e stereotipato. Ma quando penso alla misteriosa complessità del suo lunghissimo percorso; quando penso ai segreti baratti con la cultura degli anni Venti o Trenta, in un tempo in cui la pittura italiana fu importante per tutta l'Europa; quando penso che Celada supera in qualità tutti i suoi potenziali, valorizzatissimi emuli tedeschi e francesi […]concludo che il nostro artista merita di essere studiato e apprezzato come si fa di tanti grandi e piccoli maestri del passato. Perché di loro è spesso più profondo; più segnato dai crismi della vocazione; più smagliante [...]».

Emergerà con chiarezza, in tutte le opere scelte, l’interesse per il dato costruttivo e formale delle figure, inserite sempre in un’ambientazione straniante, in cui una sorta di messa in scena teatrale dichiara l’abilità della finzione pittorica. È quanto attestano nudi studiatissimi o, spesso, più quotidiani ritratti di personaggi, immersi in scenari immobili e incantati, e ancora nature morte dai maliziosi ed ingannevoli giochi pittorici, trompe-l’oeil illusionistici e animati dalla grazia di trovate prospettiche, di ombre inedite e di luci taglienti e gelide. E alla fine apparirà in tutta la sua completezza l’artista segreto, un poeta dell’artificio pittorico, la cui opera assunse, nella prima metà del Novecento, una dimensione assolutamente sovralocale, un artista troppo spesso, negli anni più recenti, sottovalutato o addirittura dimenticato, un Celada da conoscere finalmente a fondo, da riscoprire e da ammirare in tutto il suo geniale virtuosismo. Abilissimo disegnatore, capace anche di servirsi con maestria dell'obiettivo fotografico, Celada sa esprimersi anche nella direzione del dipinto di genere e in quella della raccolta riflessione in studio, alla ricerca della precisione nella resa realistica del colore e dei contorni delle figure. 

UGO CELADA DA VIRGILIO 1895-1995. L’INCANTO DEL DISEGNO, LA MAGIA DELLA PITTURA

a cura di Gianfranco Ferlisi

MAM – Museo d’Arte Moderna dell’Alto Mantovano Gazoldo degli Ippoliti (MN) - via Marconi, 126 - 46040 Gazoldo degli Ippoliti (MN)

dal 21 maggio al 26 giugno 2016

ingresso gratuito

Orari della mostra:

dalle 9:00 alle 12:00, dal lunedì al sabato  
dalle 16:00 alle 19:00, sabato e domenica
Sono possibili visite su appuntamento con preavviso
(0376/657141 - interno 6 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. )

Informazioni:


tel. 0376/657141 interno 6
Comune di Gazoldo degli Ippoliti (MN)
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www.turismo.mantova.it
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Tel. 0376 432432

UGO CELADA DA VIRGILIO 1895-1995 L’INCANTO DEL DISEGNO, LA MAGIA DELLA PITTURA a cura di Gianfranco Ferlisi MAM – Museo d’Arte Moderna dell’Alto Mantovano Gazoldo degli Ippoliti (MN) dal 21 maggio al 26 giugno 2016 inaugurazione sabato 21 maggio alle ore 18,00 ingresso gratuito

Fonte: http://www.mantovanotizie.com/mostre/20160511-ugo-celada-mostra-gazoldo-2016.php

La rassegna dedicata a Ugo Celada di Virgilio (Borgo Virgilio di Mantova, 1895 – Varese 1995) – come sottolinea Nicola Leoni (Sindaco di Gazoldo degli Ippoliti) riprende il fil rouge di un approfondimento sull’artista che il Mam già anni addietro aveva intrapreso. Così oggi, accanto alle sei opere acquisite dal Museo, venti disegni inediti e trenta dipinti stupefacenti suggeriscono altre considerazioni e inedite letture critiche. E una buona motivazione per riproporre una nuova antologica deriva anche dalla contemporanea pubblicazione di uno snello volume, edito proprio in occasione della mostra (casa editrice il Rio di Mantova), in cui si documenta la cospicua serie di opere: alcune già conosciute e messe a disposizione da collezionisti del pittore, molte altre invece, come i disegni, assolutamente non ancora note. Originali ed efficaci risultano anche gli approfondimenti proposti nel saggio critico del direttore del Mam, Gianfranco Ferlisi, che ripercorre in un’ottica più aggiornata le vicende umane dell’artista, dall’alunnato con Giuseppe Marusi (1862-1945), a Mantova, sino all’apostolato con Cesare Tallone (1853 – 1919) a Brera, quando Celada sviluppò la sua precoce propensione per il realismo. La mostra si snoda lungo le suggestioni che accompagnano la sua prima partecipazione, nel 1920, alla Biennale di Venezia e poi alla XIV edizione della stessa manifestazione, nel 1926, che lo impone definitivamente all’attenzione della critica. Le opere esposte realizzano così un percorso di progressiva bellezza, articolato nell’incanto dei disegni e nel magico realismo della pittura: emergerà con evidenza la statura di uno sperimentatore sempre insoddisfatto, che, nel corso della sua lunga vita, sviluppò la ricerca in molte direzioni, dal post divisionismo al realismo novecentista e poi magico, fino alla pittura oggettivista, sulla scia dei cosiddetti pittori Moderni della Realtà. Emergerà con chiarezza, in tutte le opere scelte, l’interesse per il dato costruttivo e formale delle figure, inserite sempre in un’ambientazione straniante, in cui una sorta di messa in scena teatrale dichiara l’abilità della finzione pittorica. È quanto attestano nudi studiatissimi o, spesso, più quotidiani ritratti di personaggi, immersi in scenari immobili e incantati, e ancora nature morte dai maliziosi ed ingannevoli giochi pittorici, trompe-l’oeil illusionistici e animati dalla grazia di trovate prospettiche, di ombre inedite e di luci taglienti e gelide. E alla fine apparirà in tutta la sua completezza l’artista segreto, un poeta dell’artificio pittorico, la cui opera assunse, nella prima metà del Novecento, una dimensione assolutamente sovralocale, un artista troppo spesso, negli anni più recenti, sottovalutato o addirittura dimenticato, un Celada da conoscere finalmente a fondo, da riscoprire e da ammirare in tutto il suo geniale virtuosismo.

Fonte: http://www.mantovanotizie.com/mostre/20160511-ugo-celada-mostra-gazoldo-2016.php
La rassegna dedicata a Ugo Celada di Virgilio (Borgo Virgilio di Mantova, 1895 – Varese 1995) – come sottolinea Nicola Leoni (Sindaco di Gazoldo degli Ippoliti) riprende il fil rouge di un approfondimento sull’artista che il Mam già anni addietro aveva intrapreso. Così oggi, accanto alle sei opere acquisite dal Museo, venti disegni inediti e trenta dipinti stupefacenti suggeriscono altre considerazioni e inedite letture critiche. E una buona motivazione per riproporre una nuova antologica deriva anche dalla contemporanea pubblicazione di uno snello volume, edito proprio in occasione della mostra (casa editrice il Rio di Mantova), in cui si documenta la cospicua serie di opere: alcune già conosciute e messe a disposizione da collezionisti del pittore, molte altre invece, come i disegni, assolutamente non ancora note. Originali ed efficaci risultano anche gli approfondimenti proposti nel saggio critico del direttore del Mam, Gianfranco Ferlisi, che ripercorre in un’ottica più aggiornata le vicende umane dell’artista, dall’alunnato con Giuseppe Marusi (1862-1945), a Mantova, sino all’apostolato con Cesare Tallone (1853 – 1919) a Brera, quando Celada sviluppò la sua precoce propensione per il realismo. La mostra si snoda lungo le suggestioni che accompagnano la sua prima partecipazione, nel 1920, alla Biennale di Venezia e poi alla XIV edizione della stessa manifestazione, nel 1926, che lo impone definitivamente all’attenzione della critica. Le opere esposte realizzano così un percorso di progressiva bellezza, articolato nell’incanto dei disegni e nel magico realismo della pittura: emergerà con evidenza la statura di uno sperimentatore sempre insoddisfatto, che, nel corso della sua lunga vita, sviluppò la ricerca in molte direzioni, dal post divisionismo al realismo novecentista e poi magico, fino alla pittura oggettivista, sulla scia dei cosiddetti pittori Moderni della Realtà. Emergerà con chiarezza, in tutte le opere scelte, l’interesse per il dato costruttivo e formale delle figure, inserite sempre in un’ambientazione straniante, in cui una sorta di messa in scena teatrale dichiara l’abilità della finzione pittorica. È quanto attestano nudi studiatissimi o, spesso, più quotidiani ritratti di personaggi, immersi in scenari immobili e incantati, e ancora nature morte dai maliziosi ed ingannevoli giochi pittorici, trompe-l’oeil illusionistici e animati dalla grazia di trovate prospettiche, di ombre inedite e di luci taglienti e gelide. E alla fine apparirà in tutta la sua completezza l’artista segreto, un poeta dell’artificio pittorico, la cui opera assunse, nella prima metà del Novecento, una dimensione assolutamente sovralocale, un artista troppo spesso, negli anni più recenti, sottovalutato o addirittura dimenticato, un Celada da conoscere finalmente a fondo, da riscoprire e da ammirare in tutto il suo geniale virtuosismo.

Fonte: http://www.mantovanotizie.com/mostre/20160511-ugo-celada-mostra-gazoldo-2016.php

Ugo Celada da Virgilio 1895-1995. Mostra a Gazoldo degli Ippoliti 21 maggio – 26 giugno 2016 UGO CELADA DA VIRGILIO 1895-1995 L’INCANTO DEL DISEGNO, LA MAGIA DELLA PITTURA a cura di Gianfranco Ferlisi MAM – Museo d’Arte Moderna dell’Alto Mantovano Gazoldo degli Ippoliti (MN) dal 21 maggio al 26 giugno 2016 inaugurazione sabato 21 maggio alle ore 18,00 ingresso gratuito Ugo Celada Lo Studio, olio su tela 1947 Ugo Celada Lo Studio, olio su tela (1947) La rassegna dedicata a Ugo Celada di Virgilio (Borgo Virgilio di Mantova, 1895 – Varese 1995) – come sottolinea Nicola Leoni (Sindaco di Gazoldo degli Ippoliti) riprende il fil rouge di un approfondimento sull’artista che il Mam già anni addietro aveva intrapreso. Così oggi, accanto alle sei opere acquisite dal Museo, venti disegni inediti e trenta dipinti stupefacenti suggeriscono altre considerazioni e inedite letture critiche. E una buona motivazione per riproporre una nuova antologica deriva anche dalla contemporanea pubblicazione di uno snello volume, edito proprio in occasione della mostra (casa editrice il Rio di Mantova), in cui si documenta la cospicua serie di opere: alcune già conosciute e messe a disposizione da collezionisti del pittore, molte altre invece, come i disegni, assolutamente non ancora note. Originali ed efficaci risultano anche gli approfondimenti proposti nel saggio critico del direttore del Mam, Gianfranco Ferlisi, che ripercorre in un’ottica più aggiornata le vicende umane dell’artista, dall’alunnato con Giuseppe Marusi (1862-1945), a Mantova, sino all’apostolato con Cesare Tallone (1853 – 1919) a Brera, quando Celada sviluppò la sua precoce propensione per il realismo. La mostra si snoda lungo le suggestioni che accompagnano la sua prima partecipazione, nel 1920, alla Biennale di Venezia e poi alla XIV edizione della stessa manifestazione, nel 1926, che lo impone definitivamente all’attenzione della critica. Le opere esposte realizzano così un percorso di progressiva bellezza, articolato nell’incanto dei disegni e nel magico realismo della pittura: emergerà con evidenza la statura di uno sperimentatore sempre insoddisfatto, che, nel corso della sua lunga vita, sviluppò la ricerca in molte direzioni, dal post divisionismo al realismo novecentista e poi magico, fino alla pittura oggettivista, sulla scia dei cosiddetti pittori Moderni della Realtà. Emergerà con chiarezza, in tutte le opere scelte, l’interesse per il dato costruttivo e formale delle figure, inserite sempre in un’ambientazione straniante, in cui una sorta di messa in scena teatrale dichiara l’abilità della finzione pittorica. È quanto attestano nudi studiatissimi o, spesso, più quotidiani ritratti di personaggi, immersi in scenari immobili e incantati, e ancora nature morte dai maliziosi ed ingannevoli giochi pittorici, trompe-l’oeil illusionistici e animati dalla grazia di trovate prospettiche, di ombre inedite e di luci taglienti e gelide. E alla fine apparirà in tutta la sua completezza l’artista segreto, un poeta dell’artificio pittorico, la cui opera assunse, nella prima metà del Novecento, una dimensione assolutamente sovralocale, un artista troppo spesso, negli anni più recenti, sottovalutato o addirittura dimenticato, un Celada da conoscere finalmente a fondo, da riscoprire e da ammirare in tutto il suo geniale virtuosismo. Dove Museo d’Arte Moderna dell’Alto Mantovano Via Marconi, 126 46040 Gazoldo degli Ippoliti (MN) Quando Dal 21 maggio al 26 giugno 2016 inaugurazione sabato 21 maggio alle ore 18,00 Orari: 9,00/12,00 dal lunedì al sabato Sabato e domenica 16,00/19,00 Sono possibili visite su appuntamento con preavviso (0376/657141 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. )

Fonte: http://www.mantovanotizie.com/mostre/20160511-ugo-celada-mostra-gazoldo-2016.php
Ugo Celada da Virgilio 1895-1995. Mostra a Gazoldo degli Ippoliti 21 maggio – 26 giugno 2016 UGO CELADA DA VIRGILIO 1895-1995 L’INCANTO DEL DISEGNO, LA MAGIA DELLA PITTURA a cura di Gianfranco Ferlisi MAM – Museo d’Arte Moderna dell’Alto Mantovano Gazoldo degli Ippoliti (MN) dal 21 maggio al 26 giugno 2016 inaugurazione sabato 21 maggio alle ore 18,00 ingresso gratuito Ugo Celada Lo Studio, olio su tela 1947 Ugo Celada Lo Studio, olio su tela (1947) La rassegna dedicata a Ugo Celada di Virgilio (Borgo Virgilio di Mantova, 1895 – Varese 1995) – come sottolinea Nicola Leoni (Sindaco di Gazoldo degli Ippoliti) riprende il fil rouge di un approfondimento sull’artista che il Mam già anni addietro aveva intrapreso. Così oggi, accanto alle sei opere acquisite dal Museo, venti disegni inediti e trenta dipinti stupefacenti suggeriscono altre considerazioni e inedite letture critiche. E una buona motivazione per riproporre una nuova antologica deriva anche dalla contemporanea pubblicazione di uno snello volume, edito proprio in occasione della mostra (casa editrice il Rio di Mantova), in cui si documenta la cospicua serie di opere: alcune già conosciute e messe a disposizione da collezionisti del pittore, molte altre invece, come i disegni, assolutamente non ancora note. Originali ed efficaci risultano anche gli approfondimenti proposti nel saggio critico del direttore del Mam, Gianfranco Ferlisi, che ripercorre in un’ottica più aggiornata le vicende umane dell’artista, dall’alunnato con Giuseppe Marusi (1862-1945), a Mantova, sino all’apostolato con Cesare Tallone (1853 – 1919) a Brera, quando Celada sviluppò la sua precoce propensione per il realismo. La mostra si snoda lungo le suggestioni che accompagnano la sua prima partecipazione, nel 1920, alla Biennale di Venezia e poi alla XIV edizione della stessa manifestazione, nel 1926, che lo impone definitivamente all’attenzione della critica. Le opere esposte realizzano così un percorso di progressiva bellezza, articolato nell’incanto dei disegni e nel magico realismo della pittura: emergerà con evidenza la statura di uno sperimentatore sempre insoddisfatto, che, nel corso della sua lunga vita, sviluppò la ricerca in molte direzioni, dal post divisionismo al realismo novecentista e poi magico, fino alla pittura oggettivista, sulla scia dei cosiddetti pittori Moderni della Realtà. Emergerà con chiarezza, in tutte le opere scelte, l’interesse per il dato costruttivo e formale delle figure, inserite sempre in un’ambientazione straniante, in cui una sorta di messa in scena teatrale dichiara l’abilità della finzione pittorica. È quanto attestano nudi studiatissimi o, spesso, più quotidiani ritratti di personaggi, immersi in scenari immobili e incantati, e ancora nature morte dai maliziosi ed ingannevoli giochi pittorici, trompe-l’oeil illusionistici e animati dalla grazia di trovate prospettiche, di ombre inedite e di luci taglienti e gelide. E alla fine apparirà in tutta la sua completezza l’artista segreto, un poeta dell’artificio pittorico, la cui opera assunse, nella prima metà del Novecento, una dimensione assolutamente sovralocale, un artista troppo spesso, negli anni più recenti, sottovalutato o addirittura dimenticato, un Celada da conoscere finalmente a fondo, da riscoprire e da ammirare in tutto il suo geniale virtuosismo. Dove Museo d’Arte Moderna dell’Alto Mantovano Via Marconi, 126 46040 Gazoldo degli Ippoliti (MN) Quando Dal 21 maggio al 26 giugno 2016 inaugurazione sabato 21 maggio alle ore 18,00 Orari: 9,00/12,00 dal lunedì al sabato Sabato e domenica 16,00/19,00 Sono possibili visite su appuntamento con preavviso (0376/657141 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. )

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