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Daniele Papuli. L'era della carta. Forme e visioni

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La mostra è stata segnalata, tra gli altri, da

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Volumi lamellari composti da centinaia di strati di carta pazientemente tagliati e sagomati a mano per creare architetture scultoree di ispirazione organica. Questo è il modus operandi che caratterizza il codice espressivo dell’artista salentino Daniele Papuli.

Nelle opere più recenti, la scultura rivela venature policrome date dall’accostamento di strisce di varia tipologia e grammatura, accuratamente selezionate, come nelle strutture a parete dei Cartangoli, che diventano macrosezioni di minerali. Altre volte una modularità spiraliforme e vorticosa anima la superficie degli Intondi, forme concave, che si trasformano in casse armoniche capaci di assorbire il suono come un grande “Orecchio di Dioniso” o maestose cupole inondate di luce. Altre volte la verticalità delle lamelle cartacee riproduce ramificazioni ed innesti, come nei Tursi, e la carta ritrova la sua primigenia componente arborea.

L’artista giunge alla manipolazione della materia cartacea e a fare della carta il fulcro ed il mezzo del suo

linguaggio espressivo. Una percorso che si evolve dalla gravità alla leggerezza della forma, dalla solidità dei materiali generalmente utilizzati per la scultura, come nei primi manufatti in pietra, legno, gesso, alla ricerca di altri di maggiore duttilità e leggerezza. Ed è così che, dopo avere appreso i metodi di fabbricazione del foglio di carta in un workshop internazionale a Berlino, nel 1993, è nel 1995 che Papuli approda alla scelta della carta come suo materiale d’ elezione.

Nelle sue sperimentazioni, la carta si trasforma da cellulosa quasi impalpabile a materia stratificata. Il singolo foglio, così effimero ed evanescente, nelle mani dell’artista, diventa unità di misura per comporre lo scheletro interno dei suoi volumi, forme che si aprono e si dischiudono, animate da un dinamismo interno.

Al ’97 risalgono le prime sculture, Sibille, Soprani e Volumetrie, composizioni lamellari basate sulla ripetitività dei singoli moduli ottenuti con tagli manuali. La connaturata debolezza della carta viene messa a dura prova dal processo creativo dell’artista. Le opere di Papuli esprimono una vitalità inconsueta, sembrano aprirsi a noi e rivendicano tutte le potenzialità espressive e sensoriali di un materiale di uso quotidiano come la carta.

La costante ricerca di materiali affini e dalle inaspettate potenzialità espressive fa si che il suo lavoro sconfini in altri ambiti: dal design, all’installazione, agli impianti scenografici per noti marchi moda e arredamento, per fiere ed esposizioni internazionali. Le sue installazioni inedite dialogano con le vetrine di Missoni ed Hermes, a Milano e Roma. Nel 2009 espone ed allestisce la mostra internazionale Gioielli di carta alla Triennale di Milano.

Installazioni avvolgenti e sensualmente tattili che diventano aperte costruzione spaziali.

I volumi lamellari evolvono in oggetti, in totem serpeggianti, in flessuose e fluide costruzioni, come quelle distese a pavimento nelle sale del Palazzo Ducale di Martina Franca (TA) nel 2014, oppure simulano il moto delle onde oceaniche, come nell’installazione The Blue Ribbon realizzata nel 2014 per House of Peroni a Londra.

Ed è così che la carta si trasforma in materia viva, vibrante e mutevole. Altri materiali, indagati per le loro potenzialità strutturali, si sottopongono a questo processo di riduzione in esili unità e vengono reinterpretati. Sottili e di legno o flessibili di vinile e di polipropilene, le strisce, ancora una volta unità di misura per la costruzione di apparati scenografici ed oggetti, vengono accostate, sovrapposte, intrecciate dall’artista, a mano, per nuove strutturazioni dinamiche ed articolate.

Nastri sfrangiati ridotti a filo, all’origine della loro stessa composizione, si trasformano in voluminosi arazzi circolari in sospensione, come nella video performance Poil Pois Appeal presso il Flux Laboratory di Ginevra del 2011, oppure in cascate di luce come nell’installazione Mise en mise presso il Boscolo Hotel, nella design week milanese del 2013.

Di recente, gli sono state dedicate importanti mostre personali: Daniele Papuli. VIS à VIS, a cura di Luciano Caramel e Kengir Azuma presso la Fondazione Calderara di Vacciago di Ameno (Novara) nel 2010,

Les géants de papier. Projections de la matiére presso il Flux Laboratory di Ginevra nel 2011; nello stesso anno, Scultografie. Installazioni e sculture presso il Castello Aragonese di Ischia e Metamorfosi. Sculture e installazioni di carta presso il Palazzo Ducale di Martina Franca (TA) nel 2014. Recente il successo della sua collaborazione con l’architetto Michele De Lucchi per la realizzazione di un’opera, in occasione del progetto DoppiaFirma, esposta presso la Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano.

Importanti i contributi che gli sono stati dedicati di recente da importanti testate giornalistiche, come il Sole 24 Ore, in occasione di Artefiera Bologna 2016, magazine di lifstyle e riviste specialistiche di settore nell’ambito dell’arte contemporanea, come Espoarte, The Friday Project e Arte Mondadori, o nell’ambito della Paper Art. Di recente è stato segnalato nel volume Paper Play della Ginko Press come uno dei principali artisti che lavorano con la carta a livello internazionale.

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