Questo sito utilizza cookies per gestire autenticazione, navigazione e altre funzioni.
Navigando questo sito ti dichiari favorevole all utilizzo di questi cookies sul tuo dispositivo.
Accetti i Cookies?

Luca Moscariello espone alla Galleria Civica d'Arte Contemporanea di Viadana (Mn)

viadana 

Sarà aperta al pubblico fino al 7 gennaio 2018 la mostra l’Erbario mancante di Giacomo Cossio e Luca Moscariello, a cura di Simona Gavioli presso il Museo Civico Mu.Vi di Viadana.

La galleria Civica Mu.Vi si trova all’interno di un palazzo costruito all’inizio del 900’, sede della ex Scuola Elementare e progettata dall’Ing. Guglielmo Decò. L’edificio bianco e austero riunisce all’interno diverse realtà tra le quali il Museo Civico Antonio Parazzi, la biblioteca, gli archivi storici, la Fondazione Daniele Ponchiroli e la Galleria Civica di Arte contemporanea. All’interno del Museo Civico A. Parazzi sono conservate 75 tavolette lignee dipinte da soffitto appartenenti a due differenti contesti: il nucleo più consistente, formato da circa 60 tavolette e risalente alla metà del XV secolo, decorava Palazzo Cavalcabò, mentre l’altro, di provenienza ignota, risalente approssimativamente al 1450-1475.

Per questa mostra gli artisti Giacomo Cossio e Luca Moscariello, entusiasti della scoperta delle tavolette da soffitto, hanno fatto dialogare il passato con il presente e hanno messo in luce quanto l’arte antica abbia influito, e continui ad influenzare, la contemporaneità, in un gioco di rimandi possibili e necessari.

“Quelle tavolette veicolavano messaggi, intrecciavano trame, parlavano un muto linguaggio di cui oggi sfugge la grammatica; in un mondo fatto quasi sempre di apparenza, concorrevano a esplicitare un progetto ideale di vita, più che l’effettivo vissuto dei committenti (1). Ai significati che le tavolette da soffitto tentavano di esplicare - un significato complesso, quasi inestricabile, che vedeva un chiaro richiamo al bestiario e alla faunistica padana; immagini per la memoria che ambivano al recupero di precise strategie culturali e parte delle conoscenze di un’epoca in cui fantasia, natura, superstizione, scienza e religione co-esistevano e si relazionavano con contesti lontani nel tempo (2) - mi è parso subito chiaro che potessero sommarsi i lavori di Luca Moscariello e Giacomo Cossio, arricchendoli e intrecciandoli con i loro personali erbari”.

Nelle opere di Luca Moscariello le piante sono come delle comparse, mentre in Giacomo Cossio hanno il ruolo di attrici.

La doppia mostra personale di Giacomo Cossio e Luca Moscariello, assume come titolo l’Erbario mancante e colma un gap che nelle tavolette da soffitto viene sottratto o meglio utilizzato come solo ornamento: gli elementi floreali sono infatti utilizzati per rafforzare il ruolo dei personaggi, spesso uomini, animali o figure allegoriche.

Nelle pitture di Luca Moscariello ci troviamo di fronte ad un teatro che tramite il colore e la sovrapposizione di oggetti,riesce a stabilire una specie di tracciato tra l’osservatore e la cosa osservata. Il caos che sta dentro al quadro è costituito da palle da gioco, ombrelloni da spiaggia, carta da parati e ancora da funi, appendiabiti e strutture presumibilmente di metallo che sorreggono drappi dalla rigidità improbabile. L’erbario è mancante, nelle opere di Luca, nel momento in cui da elementi senza vita nasce inaspettatamente un elemento vegetale afono e abbozzato che si palesa abbreviando lo scarto intercorso tra ciò che vediamo e ciò che non riusciamo a guardare. Qui, in questa anarchia visiva, in cui la presenza dell’uomo non è contemplata, gli oggetti e le piante si danno a guardare e ciò che vediamo potremmo pensarlo come un gioco di sguardi; è nel gioco degli sguardi che chi guarda dà senso, cioè attribuisce qualcosa di più della mera esistenza, così il guardato ammicca o restituisce lo sguardo allo spettatore rinviandogli di nuovo senso. In altre parole, (il) vedere o (il) guardare, nelle opere di Luca, si dà a partire da almeno due soggetti: L’Io e l’Altro.

Nelle opere di Giacomo Cossio, invece, l’erbario è mancante nell’attimo in cui si ridefiniscono nuove specie di flora, in cui l’elemento naturale rinasce seppure il soffocamento della vernice ne rallenti la crescita, è mancante nel senso di resilienza all’artificio. Nelle opere di Giacomo la rivisitazione della natura morta parte dall’inserimento di fiori secchi o sintetici e dall’assemblaggio di stampe fotografiche in cui si riproducono immagini di tronchetti della felicità e fiori di vario genere (3). Nella sceneggiatura dei quadri di Giacomo, il piacere estetico è reso più intenso dall’angoscia e dallo sgomento di fronte a ciò che rimane inconoscibile, dall’autopsia di ruderi e da quelle rovine sepolcrali che, contrariamente a ciò che si pensa,  riescono a ri-generare la vita: quella delle piante appunto. Un’architettura che vive la metamorfosi e diviene imperiosa Natura.

Note:

(1) Roberta Aglio | I soffitti di Viadana,  Storie di animali e iconografie lontane

 

(2) Ibidem

 

(3) Chiara Canali | Macchine + Piante = Riscostruire un mondo nuovo, da catalogo

 

 

L’erbario mancante | Giacomo Cossio – Luca Moscariello

a cura di Simona Gavioli

Inaugurazione: Sabato 18 Novembre, ore 16.30

Dal 18 novembre 2017 al 7 gennaio 2018

Orari di apertura al pubblico:

Da venerdì a domenica: dalle 16.00 alle 19.00

Per maggiori informazioni: cell. 347 4514370, oppure visita il sito: www.comune.viadana.mn.it

Galleria Civica d’arte contemporanea. Mu.Vi

Via Manzoni 4, Viadana (MN)

 

COLOSSI ARTE CONTEMPORANEA
Corsia del Gambero, 13 - Brescia
tel. +39 0303758583 
cell. +39 3389528261
info@colossiarte.it
Partita IVA 02650730985
 
orario di galleria: da martedì a sabato
10 -12 / 15 -19
 domenica su appuntamento
 
lunedì chiuso

angamc 51991