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Giorgio Tentolini al Museo Nazionale Etrusco di Roma

Giorgio Tentolini espone al Museo Nazionale Etrusco di Roma in occasione della mostra Corrispondenze
museo etrusco

Affordable Art Fair 2020

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 Da venerdì 7 a domenica 9 febbraio abbiamo partecipiamo ad Affordable Art Fair 

presso Superstudio Più - Via Tortona, 27 - 20144 Milano.

Per maggiori informazioni, visita il sito: www.affordableartfair.com

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La mostra personale di Giorgio Tentolini allo Spazio Hub/Art di Milano

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HUB/ART presenta Interface di Giorgio Tentolini, una mostra che indaga la concezione dell’immagine secondo l’artista la cui ricerca ha ottenuto diversi riconoscimenti di alto livello, tra i quali il Premio Rigamonti, il Premio Arti Visive San Fedele e il Premio Nocivelli. Curata da Greta Zuccali e realizzata grazie al supporto tecnico di Interface Facility Management, visitabile dal 24 ottobre 2019 al 5 gennaio 2020.

HUB/ART inaugura la stagione espositiva autunnale con una mostra dedicata al lavoro dell’artista cremonese Giorgio Tentolini. Interface, il titolo della mostra, è una raccolta di più di 30 opere in cui è possibile ritrovare i segni distintivi della ricerca dell’artista: la neutralità e il tempo.

Neutralità nei colori laddove la sua opera è caratterizzata dall’utilizzo del bianco e nero e, come nei negativi fotografici, necessita di luce per essere letta e percepita.

Il secondo luogo neutralità nell’uso degli strumenti. Il mezzo fotografico è il grado zero nella ricerca dell’artista e funziona da filtro tra ciò che l’occhio vede e la memoria.

Interface ci parla di un viaggio nel passato e nel presente, tra i volti, o i dettagli dei volti, ritratti dall’artista.  Qui ritroviamo la terza neutralità, quella degli spazi e delle relazioni umane. I volti sembrano essere interscambiabili tra loro, tanto nella statuaria classica quanto nella nostra contemporaneità, tra manichini e luoghi della Rete chiamati "Social Network".

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L'opera di Dorothy Bhawl scelta come immagine promozionale del Wonderland Festival

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L'opera di Dorothy Bhawl, The strangers, è stata scelta come immagine promozionale del Wonderland Festival del Teatro Contemporaneo di Brescia. 

Inoltre, da sabato 9 a mercoledì 11 novembre, si è svolta, presso il Macof, Centro della Fotografia Italiana, di Palazzo Martinengo Colleoni, la mostra personale We are as we like

La mostra e il festival sono stati recensiti, tra gli altri, da

Bresciaoggi

Giornale di Brescia 

Corriere della Sera

Wopart 2019. Fiera internazionale dedicata ai lavori su carta

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Da mercoledì 18 a domenica 22 settembre abbiamo partecipato a

Wopart, fiera internazionale dedicata ai lavori su carta.

Ci trovate al padiglione 7 - stand D07 del centro esposizioni di Lugano

Per maggiori informazioni, visita il sito: www.wopart.eu

Le nostre opere segnalate su

Corriere della Sera

hestetika.it

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Il progetto di Elena Monzo realizzato per il Museo Macro di Roma in corso fino al 19 maggio

flyer-macroIl progetto di Elena Monzo, dal titolo Cucirsi la vita addosso, a cura di Stefania Giazzi, in corso al Macro di Roma fino a domenica 19 maggio.  

Protagonista, come sempre nei suoi lavori, è la figura femminile, con tutto il suo retaggio di bagagli culturali, stereotipi che le sono stati attribuiti nel corso del tempo; essi vengono reinterpretati dall'artista stampandoli su tessuti in modo che siano siano destrutturati come appaiono le donne nelle sue opere. 

Contorsioniste, acrobate, ballerine, in bilico tra un fantomatico mondo di lustrini e tessuti sfavillanti, corpetti luccicanti, calze a rete, definiti da un tratto sfrangiato che li "cuce", li ricompone sulle sue misteriose protagoniste. 

Gli abiti diventano metafora di sovrastrutture mentali che ingabbiano la donna da secoli, divenendo, con l'eterogenea texture di elementi simbolici che li compongono, dall'arabesco, motivo decorativo di matrice islamica, alla tradizione millenaria della seta in Oriente che vibra nella preziosità cangiante dei tessuti che la monzo inserisce nei suoi assemblages. 

Il retro d'affiche di Rotella, Impronte, è stato richiesto dalla GNAM di Roma per la mostra dedicata al maestro

 

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impronteLa Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma ha richiesto l'opera Impronte (1969, retro d'affiche, 62 x 51 cm - immagine a lato) di Mimmo Rotella per l'importante retrospettiva dedicata al maestro, dal titolo Manifesto, a cura di Germano Celant, con Antonella Soldaini, organizzata per celebrare la ricorrenza del centenario della nascita dell'artista (1918-2018), in collaborazione con il Mimmo Rotella Institute, associazione culturale fondata nel 2012 per volere di Inna e Aghnessa Rotella, e la Fondazione Mimmo Rotella, nata nel 2000 per volontà dello stesso artista
 
L’esposizione si propone come la più importante e completa ricognizione scientifica sulla sfaccettata produzione dell’artista (Catanzaro, 1918 - Milano, 2006) nell'anno del centesimo anniversario della nascita e si inserisce nel circuito di manifestazioni, ideate per celebrare in tutta Italia l’importante evento in musei pubblici e in gallerie private, e realizzate con il supporto della Regione Calabria.

Noto soprattutto per l’invenzione della tecnica del décollage a partire dai primi anni Cinquanta, l’artista, nel corso della sua lunga e incisiva carriera, si è confrontato con linguaggi e tecniche eterogenee promuovendo il manifesto pubblicitario, cinematografico, politico a suo materiale d’elezione. Le opere selezionate, messe in dialogo e a confronto tra di loro nel Salone Centrale della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, secondo un allestimento sorprendente e inedito, permettono di costruire un percorso tra lo spettacolare immaginario dell’artista.

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Pino Pascali alla 58° Biennale di Venezia con la mostra "Dall'immagine alla forma" fino al 24 novembre

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La Fondazione Museo Pino Pascali di Polignano a Mare (Ba) porta il grande artista italiano (Bari, 1935 - Roma, 1968) alla 58° Edizione della Esposizione Internazionale d'Arte La Biennale di Venezia con la mostra Pino Pascali. Dall'immagine alla forma a Palazzo Cavanis, Fondamenta delle Zattere fino al 24 novembre 2019.

La mostra dedicata al più poliedrico degli artisti italiani degli anni '60, che ha saputo muoversi tra Arte Povera, Concettuale e Pop Art durante la sua breve, ma folgorante, carriera artistica, è curata da Antonio Frugis e Roberto Lacarbonara, con la direzione artistica di Rosalba Branà.

A seguito della scoperta di un corpus fotografico di oltre 160 scatti, realizzati e stampati tra il 1964 e il 1965 e grazie all'acquisizione da parte della Fondazione Museo Pino Pascali del Fondo fotografico e del Fondo del Video Pubblicitario, la mostra, che include, oltre alle fotografie, anche taccuini e sculture, ci rivela un aspetto inedito della produzione dell'artista; Pascali, infatti, utilizzava la fotografia non solo come mezzo documentario, ma anche come strumento di interpretazione e di analisi della realtà. 

Dalle immagini fotografiche Pascali traeva ispirazione per creare i suoi famosi cicli scultorei. 

L'artista amava vagare perlustrando le strade di Roma, tra i vicoli di Bari vecchia, a Marechiaro, tra i pescatori napoletani, a raccogliere, con la sua macchina fotografica, suggestioni (e materiali, nelle ferramenta, in un supermercato, ma anche nella natura) e fotografarle: lettere, numeri, insegne, ombrelloni, geometrie di muri e pavimenti) che troviamo riassemblate nelle scenografie per i Caroselli o per lo short Che Posizione!, vincitore, nel 1961, del secondo premio al Festival Nazionale di Trieste e commisionato alla Lodolo-Saraceni dalle Ferrovie dello Stato, dove adopera antiche stampe e dipinge fondali in stile futurista; allo stesso modo le sagome degli ombrelloni possono essere associate alle tele centinate bianche del Mare esposto alla Galleria L'Attico di Roma nel 1966, oppure le ceste dei pescatori si ritrovano nei manufatti del ciclo della Ricostruzione della natura (1968), come la Trappola in lana d'acciaio, come la Tela di Penelope, il Cesto.

L’esposizione metterà, infatti, a confronto gli appunti grafici sul taccuino personale dell’artista, le sue fotografie del 1965 e alcune delle più rilevanti opere scultoree e ambientali quali Attrezzi Agricoli (1968), Contropelo (1968), La ricostruzione della Balena (1966), 9 mq di Pozzanghere (1967) e Botole, ovvero, Lavori in corso (1968). Il tutto andando a definire un percorso attraverso le fasi di intuizione e concepimento dell’opera, articolandosi in alcune sezioni tematiche fondamentali attorno ai temi: “Cose d’acqua”, “Il porto, le barche, il mare”, “Geometrie e moduli”; “Finte sculture”, “Ritorno alla terra”, “Giochi d’infanzia”, “Il teatro e la maschera”.

La teatralità è un'altra componente fondamentale nel lavoro di Pascali che amava il travestimento e la performance, grazie ai quali coniugava le forme archetipiche della cultura mediterranea (la Grande Madre e Venere, il Mare, la Terra, i Campi, gli attrezzi e i riti agricoli) a quelle del gioco infantile (animali della preistoria, dello zoo e del mare, giocattoli di guerra, il mondo di Tarzan e della giungla, bruchi e bachi, travestimenti, Pulcinella). 

Avendo frequentato i corsi di scenografia con Toti Scialoja all'Accademia di Belle Arti di Roma, il giovane Pascali, emigrato nel 1956 dal contesto rurale del Mezzogiorno alla grande metropoli romana, animata dal fervore del boom economico, dove ha avuto modo di assistere anche alle performance del Living Theatre, ha fin da subito manifestato un'attitudine alla teatralità, che si sarebbe poi tradotta nella sua attività scultorea, dal 1965 al 1968, partendo dal ciclo delle Armi, presentate alla Galleria di Gian Enzo Sperone a Torino nel 1966. Questo dimostra come, il lavoro di scenografo e pubblicitario sia collegato alla dimensione scenica e spoettacolare che Pascali, attraversando la storia dell'arte come una meteora, ha introdotto nella scultura, dal 1965 al 1968: l'artista ha sfruttato l'oggettualità della scultura come presenza scenica, rivoluzionando le coordinate ambientali e linguistiche della galleria d'arte o del museo come luoghi convenzionali di esposizione delle opere in senso scenografico.

Pino Pascali. Dall’Immagine alla Forma
a cura di Antonio Frugis e Roberto Lacarbonara. Direzione artistica: Rosalba Branà
Evento Collaterale della 58° Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia
Fino al 24 novembre 2019
Orari: Tutti i giorni, dalle 11 alle 18. Chiuso il lunedì. Ingresso gratuito
Palazzo Cavanis: Fondamenta delle Zattere, Venezia

 

 

Giorgio Tentolini espone alla Rocca Sforzesca in occasione della Biennale di Soncino. A Marco

 

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Giorgio Tentolini è stato invitato dal curatore della Biennale di Soncino, Demis Martinelli, ad esporre nello spazio monografico a lui dedicato presso la Rocca Sforzesca di Soncino (Cr), nel contesto della famosa rassegna di arte contemporaena internazionale ormai giunta alla sua X Edizione che sarà aperta al pubblico dal 24 agosto al 29 settembre 2019. Una delle tappe sarà proprio la galleria Colossi Arte Contemporanea, con l'esposizione della scultura monumentale in ferro di Demis Martinelli nella Piazzetta di Corsia del Gambero - vedi articolo. 

Per maggiori informazioni, consulta il pdf 

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Sopra, alcune immagini di Giorgio Tentolini accanto alla sua installazione luminosa Floating Heads
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Nata nel 2001 nel cuore di Soncino, la Biennale di Soncino. A Marco si pone come espressione del territorio: è dedicata a un suo giovane cittadino, Marco Grazioli, con la vicinanza di chi rappresenta la collettività, il Comune. Con questo atto artistico Demis Martinelli riuscì a trasformare un dolore, un lutto, in una circostanza in cui andare oltre: un esempio perfetto di resilienza. Insieme all'artista Pietro Sporto, Martinelli è riuscito a trasformare l'affascinante Rocca Sforzesca, cuore dell'esposizione, situata nella città natale di Piero Manzoni,e il suggestivo borgo medievale che la circonda, in una vera e propria rassegna di arte contemporanea internazionale, coinvolgendo sempre di più, tra il 2011 e il 2013, artisti provenienti da tutto il mondo ed ampliando la varietà delle espressioni artistiche presenti, oltra alla  rosa delle sedi espositive, con l'aggiunta dell'Ex Filanda Meroni, accanto alla Rocca, la Sala della Ciminiera della Filanda e la Casa degli Stampatori; questo grazie anche al coinvolgimento dell'Associazione Culturale Quartiere 3, fondata a Castelleone dallo scultore Giacomo Stringhini Ciboldi (di cui lo stesso Martinelli faceva parte), alla quale, nel 2011, è stata affidata l'organizzazione della manifestazione.
Nel 2013 Quartiere 3 individuò nel Bosco Urbano il luogo perfetto da destinare alla street art, mentre i Fuori-Biennale del Parco del Tinazzo, delle Officine dell’Arte, dello Spazio Moro, dell’enoteca I 5 frati, dei ristoranti Cicero e Molino San Giuseppe, si aggiungevano allo Spazio Soncino di Luigi Cazzaniga. Sempre più chiaro era l’obiettivo di portare l’arte contemporanea e, con essa, il nome e i disegni di Marco, ovunque.
Del 2015 è l’apertura di una sede a Cremona, presso Palazzo Stanga, che ospita una collettiva nata dall’intesa tra AleArt e Quartiere 3, con il patrocinio della Regione Lombardia. A Soncino aprirono altri due Fuori-Biennale: Civico 3 e La Ridulada.
La IX Biennale del 2017 fu l’ultima edizione curata da Quartiere 3. A Soncino, si inaugurano cinque spazi nell’area della Villa Rossa, un’installazione lungo Via della Valle e tra i satelliti il Chinaski Libri e Caffè, il Ristorante La Pedrera e El Baritì. Altre due collettive, una a Casalbuttano e una a Soresina, completano il ricchissimo panorama dei Fuori-Biennale.
 
La X Ediizone della Biennale è un crocevia che ci riporta ove tutto ha avuto inizio. Demis Martinelli riprende le fila del progetto: è lui a curare questa rassegna nel 2019, selezionando accuratamente gli artisti per esporre in spazi che genereranno un intervento permanente nel tessuto della città: Rocca Sforzesca, Ex Filanda Meroni, Museo della Stampa, Piazza Piero Manzoni, Piazza del Comune, Portico Rosso e il Bosco Urbano che da questa edizione assumerà il titolo definitivo di MACBUS - Museo Arte Contemporanea Bosco Urbano Soncino. 
I Fuori-Biennale, ancora in crescendo, saranno dislocati dagli spazi più conosciuti del borgo alla Filanda Pregiata e al DAV di Soresina, fino alla galleria Colossi Arte Contemporanea di Brescia.
Assoluta novità della X Biennale è il prestito della Fondazione Piero Manzoni, poichè sarà esposta un’opera del grande artista soncinese. E’ in progetto, inoltre, una sezione dedicata alla memoria di Roger Webber, Marco Grazioli e Pippa Bacca.
 
Seguite l'evento...
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COLOSSI ARTE CONTEMPORANEA
Corsia del Gambero, 16 
25121 Brescia
Porto Gabriele Rosa, 6 - 25049 Iseo
 
tel. +39 030 3758583 
cell. +39 338 9528261
info@colossiarte.it
Partita IVA 02650730985
 
orario di galleria: da martedì a sabato 10-12 / 15-19
domenica su appuntamento
lunedì chiuso

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