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L'installazione di Daniele Papuli nel centro storico di Parma in occasione del 360 Festival

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Sopra: una veduta dell'installazione Cartoframma bianco con all'interno le sculture Niuru 1TH e 2TH

In alto a destra : l'installazione Cartoframma blu  con all'interno le sculture Metria 1F e 2F

 

In occasione della terza edizione del Parma 360. Festival della creatività contemporanea, dal 14 aprile al 3 giugno 2018, La Chiesa Sconsacrata di San Tiburzio, che fa parte del palazzo dell’Asp Ad Personam, ha ospitato un'installazione site specific delicata ed evocativa del “demiurgo” della carta Daniele Papuli (Maglie, Lecce, 1971). Visioni è la mise en scene di un impianto “Scultografico” di carta in cui migliaia di lamelle di cartoncino selezionato per grammatura e colore strutturate in elementi modulari sono composti e assemblati sul pavimento della Chiesa.

Visioni è un dialogo che racconta vibrazioni e dinamismi di una materia, la carta, scelta dall’artista oramai da un ventennio, per costruire, per parlare della forma, della scultura, delle relazioni aperte tra lui stesso, lo spazio, il tempo, il luogo.

La carta rivela dal suo interno segni, disegni, visioni in una metamorfosi continua e fluttuante. Il visitatore che arriva fin qui circumnaviga, si sofferma e osserva la materia cartacea che trasforma la propria fisicità e si distende fluida a terra. La leggerezza e la fragilità del foglio di carta acquisisce concretezza e struttura attraverso i volumi creati da Papuli. Ed ecco che davanti ai nostri occhi si rivelano segni e visioni naturali, forme organiche, cascate d’acqua, onde increspate dal vento, conchiglie, ramificazioni, dune del deserto: elementi vivi e vibranti di energia che si animano grazie alla luce che si incanala nelle fessure della carta.

Per maggiori informazioni, visita il sito www.parma360festival.it  oppure scarica il comunicato stampa 

 

L'esclusiva creazione in carta di Daniele Papuli pubblicata sul volume Carta preziosa

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Sopra potete vedere le immagini dell'esclusivo gioiello in carta Nula, ideato da Daniele Papuli e pubblicato sul volume Carta Preziosa, a cura di Bianca Cappello, edito dalla Skira.

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Il volume è stato presentato presso la Sala Napoleonica dell'Accademia di Belle Arti di Brera.

In questa occasione, i giornalisti della Rai hanno intervistato Daniele Papuli nel suo studio e il servizio è andato in onda al Tg2. Per vederlo, guarda la puntata in streaming cliccando qui

Per maggiori informazioni, scarica il comunicato stampa 

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Artefiera Bologna 2018

artefiera logo

Da giovedì 1° a lunedì 5 febbraio abbiamo partecipato ad Artefiera Bologna  

bo uno bo due
bo tre bo quattro
bo cinque bo sei

Luca Moscariello, finalista del Premio Combat Prize 2018, espone al Museo Fattori di Livorno

 

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Luca Moscariello è stato selezionato tra i finalisti del Premio Combat Prize 2018. Le sue opere saranno esposte al Museo Civico Giovanni Fattori di Villa Mimbelli - Via San Jacopo In Acquaviva, 65, 57127 Livorno - dal 23 giugno al 14 luglio.  

Le selezioni sono state effettuate da una prestigiosa giuria composta da: Walter Guadagnini (direttore CAMERA, Torino, curatore Festival Fotografia Europea, Reggio Emilia), Stefano Taddei (critico e curatore indipendente), Lorenzo Balbi (direttore MAMbo, Museo d'Arte Moderna, Bologna), Francesca Baboni (critico e curatore indipendente), Federica Chiocchetti (critico e curatore indipendente), Andrea Bruciati (direttore Villa Adriana e Villa d'Este, Tivoli, Roma).

Per maggiori informazioni, visita il sito www.premiocombat.it

Massimo Caccia al Museo della Triennale di Milano

 

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Massimo Caccia è stato invitato ad esporre in occasione della mostra Il colore delle parole, a cura di Gianluigi Colin e Antonio Troiano, che La Lettura, supplemento domenicale del Corriere della Sera, e la sua Fondazione, hanno portate negli spazi espositivi della Triennale di Milano, in un percorso espositivo che si propone di riflettere sul ruolo dell'illustrazione nel linguaggio giornalistico.

Protagonisti sono i disegni pubblicati sulle pagine dell’inserto culturale La Lettura del Corriere della Sera a partire dal primo numero del 13 novembre 2011: oltre mille opere realizzate per accompagnare e approfondire i testi attraverso tratti disegnati, che in questi sei anni hanno fatto del supplemento una palestra per giovani autori e luogo di incontro con grandi artisti, da Mimmo Paladino a Art Spiegelman, Dario Fo, Emilio Isgrò, Velasco Vitali, e tanti altri. 
Al centro della mostra verranno presentate opere originali di Bruno Munari, Walter Molino, Umberto Brunelleschi, Enrico Sacchetti e Bruna Mateldi Moretti (Brunetta), pubblicate sulla storica Lettura dei primi del ‘900.

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Tentolini e Gambino in mostra alla Galleria Biffi di Piacenza

 

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Fino al 18 marzo, potete visitare, negli spazi espositivi della Galleria Biffi di Piacenza  la bipersonale degli artisti

Illusioni e narrazioni. Giorgio Tentolini e Michael Gambino

a cura di Alessandra Redaelli

Gioca di sponda tra illusioni ottiche, finzioni, suggestioni e storie narrate la mostra in programma dal 24 febbraio al 18 marzo alla galleria Biffi Arte di Piacenza. Organizzato in collaborazione con Colossi Arte Contemporanea di Brescia, il progetto mette a confronto e in dialogo due artisti dell’ultima generazione, entrambi caratterizzati da un immaginario multiforme, da un uso libero e inedito dei materiali e dalla capacità di muoversi in equilibrio tra una figurazione pulita e un concettuale intelligente e sofisticato.

Giorgio Tentolini presenta una serie di figure femminili che pur collocandosi nell’iconografia più tradizionale – quella del ritratto e del nudo – spiazzano per la scelta di un materiale duro, inaspettato: una serie di stratificazioni di rete metallica ritagliata dall’artista in modo da ricostruire l’effetto del chiaroscuro fotografico. Stratificare materiali, ritagliarli, scomporre l’immagine per poi ricomporla come in un incantesimo, muoversi in un mondo ibrido tra bidimensionalità e scultura è stata la modalità dell’artista fin dall’inizio, quando faceva comparire personaggi fantasmatici tra strati di tulle o li creava da sovrapposizioni di nastro adesivo. Ma oggi, con la rete metallica, Tentolini ha fatto un ulteriore passo avanti. Le sue grandi Jeune filles, infatti, se viste da lontano ci osservano ammiccanti e sensuali, integre nella loro fisicità, una volta che lo spettatore si avvicina, incuriosito dalla consistenza ruvida del materiale, magicamente si dissolvono, si smaterializzano in un intrico di nodi metallici, in una versione riveduta e corretta dell’Optical Art e dell’Arte Cinetica.

E ancora nuove letture offre il lavoro quando si scopre che a queste Jeune filles contemporanee Tentolini affianca le teste della statuaria classica, che ai loro corpi sensuali avvicina quelli di Veneri antiche, piene e materne, dandoci la misura di una bellezza che cambia e dell’inesorabile scorrere del tempo.

Anche Michael Gambino si muove tra la bidimensionalità dell’opera a parete – questo sono, a tutti gli effetti, le sue installazioni – e la tridimensionalità della scultura, costituita qui di elementi recuperati (e l’objet trouvé in questo caso è il libro) e sciami di farfalle. Non le farfalle di Hirst, però, memento mori violentemente strappato alla vita in nome dell’arte, ma finzioni, illusioni di sciami: le farfalle, infatti, sono create dall’artista, ritagliando pazientemente la carta secondo i colori della natura. Sono queste creature leggere, dall’aspetto perennemente vibrante, a uscire come storie narrate dalle pagine dei libri che lui incastona al centro di composizioni eleganti, pulitissime, giocate su sinfonie di colori accesi. E sono sempre loro a sostanziare le grandi planimetrie, realizzate con uno sguardo alla gioia cromatica di Boetti e un altro alla precisione scientifica (Gambino viene da studi in scienze e biologia) che lo spinge a costruire ogni nazione proprio con le farfalle che lì, in quei luoghi, hanno il loro habitat. E – ancora – sono le farfalle protagoniste dei ritratti di profilo, spesso installazioni site-specific, che invadono gli spazi espositivi in un trionfo di ali palpitanti, in un brusio sommesso di colori e di luce.

Simboli dell’effimero, precarie e fuggevoli, ma capaci di rinascere in forme nuove, di rivivere, e dunque – anche – simboli della metamorfosi e dell’eternità, le farfalle sono, per Gambino, l’idea stessa della bellezza. Una bellezza che racconta il mondo (sì, proprio il pianeta) e lo redime, che trasfigura la parola in poesia, che sostanzia le persone che amiamo. Una bellezza salvifica che può disperdersi in un istante, nel volo improvviso dello sciame, ma che in virtù dell’arte prima o poi tornerà a posarsi.

Vi aspettiamo alla Galleria Biffi - piazza Sant’Antonino, via Chiapponi 39 - 29121 Piacenza

Per maggiori informazioni, scarica il comunicato stampa

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