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Michael Gambino espone alla Fondazione L'Arsenale di Iseo in occasione della mostra Ave Crux

ave cruxbisave crux

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Michael Gambino è stato chiamato dai curatori, Angelo Zanella e Attilia Consoli, a far parte dell'accurata selezione di artisti contemporanei che partecipano alla collettiva Ave Crux, svoltasi dal 1° al 30 aprile 2017 alla Fondazione L'Arsenale di Iseo, dedicata al simbolo della passione e del martirio di Cristo, emblema della cristianità: la croce.

Gambino ha interpretato il tema declinandolo attraverso i minuti tasselli che compongono il suo linguaggio espressivo: le farfalle. Esattamente come la croce si trasforma, con il sacrificio di Gesù, da strumento del martirio, a simbolo di riscatto per i peccati e i torti dell'umanità, nell'opera dell'artista italo-americano, realizzata per la mostra, un addensamento di farfalle rosse, a ricordare il colore del sangue della passione, si posa sulla superficie di una monumentale croce di legno. La farfalla, antico simbolo di metamorfosi e di rinascita, fulcro della poetica di Gambino, diventa così metafora della trasformazione della croce in un simbolo di speranza.

La mostra è stata segnalata, tra gli altri, da

Corriere della Sera

Per maggiori informazioni, visita il sito www.arsenaleiseo.it

Virginia Magatelli. Brani di realtà sinfonica

finissageDa sabato 6 a sabato 13 maggio 2017 si è svolta la mostra personale di Virginia Magatelli Brani di realtà sinfonica che, in occasione del finissage, ha duettato con la soprano Jessica Zizioli, accompagnata al pianoforte dal maestro Giacomo Gozzini, in due esibizioni canore:

Sì, mi chiamano Mimì e il Valzer di Musetta tratto dalla Bohème (1893-1895) di Puccini

Duetto buffo di due gatti (1825) di Gioacchino Rossini

Il duetto delle Nozze di Figaro di Mozart (1785-1786)

il Brindisi del Macbeth (1847) di Verdi.

Dopo una carriera musicale pluridecennale in ambito teatrale e operistico, che l’ha portata ad esibirsi sui palcoscenici italiani ed esteri, in Francia e in Giappone, oltre che a partecipare alla trasmissione Gran Premio, condotta da Pippo Baudo e andata in onda sulla Rai nel 1990, la soprano clarense, che si è stabilita nella sua città natale dagli anni 2000, in questa occasione, espone il frutto dell’espressione del suo talento artistico, i suoi collages dal sapore metafisico, nell’ambito delle arti figurative, ma anche in quello letterario e della valorizzazione di realtà locali come l’Associazione “Donne e filo"; contestualmente all’inaugurazione della mostra, presenterà, infatti, il suo libro Il segno della bellezza. Avventure di ago e di filo tra il XIX e il XXI secolo, edito dalla GAM editrice di Rudiano (Brescia). Il libro racconta le vicende di cinque generazioni di donne che si sono susseguite nel tramandarsi l’arte del filare e del cucito, caratterizzata da una ritmicità nel punteggio del ricamo dall’ordito geometrico che ritroviamo sia nell’armonia musicale che nelle composizioni equilibrate nell’accostamento calibrato di forme e sfumature cromatiche dei collages variopinti della soprano.
Si snoda così un percorso culturale tra arte, musica e vita attraverso il quale Virginia Magatelli ci accompagna con le sue opere…

La mostra è stata segnalata, tra gli altri, da

IAM. Italia Art Magazine

Clicca qui per scaricare il comunicato stampa

Giorgio Tentolini e Michael Gambino espongono al Palazzo del Monferrato di Alessandria

Dal 25 febbraio al 9 aprile 2017, Michael Gambino e Giorgio Tentolini sono stati invitati a far parte dell'accurata selezione di artisti che ha esposto al Palazzo del Monferrato di Alessandria, in occasione della mostra Eterne stagioni, a cura di Matteo Galbiati 
nippo sei nippo due
Giorgio Tentolini, Nipponismi #6
Giorgio Tentolini, Nipponismi #2
alessandria
Michael Gambino, Natural Prosperity,2017, farfalle di carta ritagliate e appuntate su tela, 90 x 160 cm
eterne stagioni


Corrispondenze poetiche tra antichi byōbu giapponesi e artisti contemporanei, la mostra che intesse un inusuale dialogo e confronto tra una collezione di antichi paraventi giapponesi e la sensibilità delle ricerche visive contemporanee espressa dalle opere di artisti giapponesi, italiani ed europei.
La mostra, presentata con il contributo della Fondazione Cominelli di San Felice del Benaco (BS) la scorsa estate nella prestigiosa sede del Museo d’Annunzio Segreto - Fondazione Vittoriale degli Italiani di Gardone Riviera (BS), aperta in autunno nella sede milanese della Galleria Nobili in una versione riassuntiva con solo artisti giapponesi, raccogliendo un ingente riscontro di pubblico e ricevendo un favorevole riscontro apprezzamento critico che hanno confermato la qualità e l’originalità del progetto, con questa terza tappa, completamente inedita nelle opere rispetto le precedenti, giunge al termine e nella sede alessandrina.

Eterne Stagioni si configura come un viaggio attraverso la storia e lo spazio ed è il frutto di una ricerca sperimentale, che porta l’arte antica di un paese lontano ad essere re-interpretata, o vista alla luce di comuni affinità ellettive, attraverso le opere di artisti contemporanei – italiani, giapponesi ed europei – di generazioni assai differenti, a testimonianza di come le distanze e i confini delle culture non sono mai così profondi e separati ad una lettura più attenta e profonda. I Byōbu (così si chiamano in Giappone i paraventi tradizionali), grandi capolavori dell’arte degli artigiani del passato, fragili e allo stesso tempo robusti, essenziali e al contempo preziosamente poetici e lirici, sono sempre stati parte integrante della cultura quotidiana tradizionale giapponese, popolano da secoli le abitazioni, suddividendo spazi, creando ambienti, generando ritmi, aprendo visioni e illustrando i significati di storie e miti. La loro effimera delicatezza si sposa con la rarefatta perfezione formale delle loro realizzazioni e testimonia quella carica di concentrato sapere proprio della sensibilità culturale del Paese del Sol Levante.
Se l’estetica artistica di questi oggetti, erano e sono di uso quotidiano, impone immagini sobrie e contenuti carichi di elementi e letture simboliche, questa stessa tensione sensibile viene altrimenti intercettata, nella cultura occidentale, dalle posizioni dell’Arte Minimalista e Concettuale (per fare due esempi immediatamente codificabili). Non a caso, infatti, molti artisti, che hanno avuto modo di ammirare questi oggetti, hanno sentito un forte richiamo con la loro ricerca poetica e ne hanno percepito intime affinità e convergenze.
Attengono all’estetica giapponese i caratteri specifici e legati al mondo della comunicazione, dell'inespresso e dell'allusività (Haragei), caratteristiche che hanno determinato nei secoli l’apparente semplificazione delle forme e dei mezzi espressivi caricando ogni afflato artistico di densità simbolica. Queste posizioni sono ampiamente condivise dagli artisti chiamati a partecipare a questa nuova fase del progetto espositivo, per cui la riduzione e rarefazione del linguaggio, la presenza di un rapporto peculiare con la figura sono un viatico per la ricerca di uno spessore espressivo sempre più pregnante e massimamente significativo. La mostra ha come presupposto concettuale un’idea del Tempo diversa dalla visione lineare e teleologica autoctona. Il termine Enkan suru kisetsu sottende l’idea buddista della circolarità della Storia. Archetipo presente in varie culture, in Giappone essa assume una sfumatura policronica, spostando l’attenzione sulla costante presenza del qui e ora. Il dipanarsi del tempo sembra in questo caso essere una giustapposizione di infiniti momenti presenti. In quest’ottica il passato e il presente coabitano lo stesso spazio nello stesso intervallo temporale. Su questa base è facile intuire la pertinenza del titolo Eterne Stagioni come ritorno instancabile e continuo di valori condivisi tuttora attuali e
palpitanti.
Nelle sette sale di Palazzo del Monferrato si distribuiranno sei paraventi antichi – compresi tra il XVII e il XX secolo – di assoluta bellezza e fascino che raccontano ciascuno una stagione differente. Nella casa tradizionale giapponese, infatti, spettava ai loro soggetti aprire un flusso di correlazioni tra l’ambiente umano della casa e quello esterno della Natura, tutto doveva seguire un unico flusso temporale, tanto che i paraventi stessi venivano (e vengono) esposti solo se coincidenti con la stagione rappresentata. Le stanze della mostra, quasi piccole mostre autonome, rimanderanno a questo concetto di ciclicità temporale, di delicata poesia e profondità spirituale, avvicinando la seduzione, l’interpretazione, il rimando, la citazione, la corrispondenza, la vicinanza della bellezza dei paraventi sottolineata e amplificata dalla forza estetica della reciprocità delle opere contemporanee. Il progetto nasce, quindi, da un correlato interesse di corrispndenze tra gli artisti contemporanei, il loro linguaggio e un’arte di molto specifica nelle sue definizioni storiche e, non solo, anche da una proposta critica di verifica delle motivazioni interne che generano e stimolano questi collegamenti e queste connessioni artistico-culturali, spesso lontane nel tempo e non direttamente pronunciate.

Si crea agli occhi del pubblico un percorso dinamico e sorprendente, dove antico e contemporaneo, Oriente e Occidente, creano collisioni armoniche e poetiche. Questa mostra, quindi, non separa ambiti e contesti, non divide attitudini e specificità, ma unisce e avvicina, tanto la sfera culturale, quanto quella di un’esperienza umana più profonda che tocca le corde sensibili della mente e dell’anima.

Per maggiori informazioni, scarica il comunicato stampa

PaviArt 2017

Dal 7 al 9 aprile 2017 abbiamo partecipato a
paviart logo
pavia ok pavia tre
pavia quattro pavia two

La personale di Giorgio Tentolini alla galleria San Fedele di Milano e altre news sull'artista...

sanfedele

Dopo aver partecipato a diverse edizioni del Premio Arti Visive San Fedele, Giorgio Tentolini (1978) torna ad esporre in galleria proponendo, per la personale che sarà inaugurata il prossimo mese di gennaio in Spazio Aperto, una nuova serie di lavori completamente inediti e creati appositamente per questa occasione, dedicati alle opere d’arte che, nei secoli, sono andate perdute.
Guerre o calamità naturali, eventi politici o sociali, religioni trasformate in ideologie, censure, rivolte e incidenti, tanto per caso quanto per volontà, hanno condannato all’oblio una parte dell’immenso patrimonio della nostra cultura; nei secoli, infatti, l’umanità ha spesso assistito, impotente o correa, all’irreparabile distruzione e perdita di numerosi capolavori dell’arte che il genio del pensiero umano ha saputo tramandare ai posteri. Una storia di bellezza che si è, per colpa o per destino, spezzata e spenta annullando e cancellando per sempre l’eredità preziosa che questi beni rappresentavano.
Dagli affreschi di Assisi rovinati dal terremoto ai roghi nazisti dell’arte da loro definita come “degenerata”, dalle opere perdute nei bombardamenti alla cancellazioni volute dal sedicente Stato Islamico o dai Talebani – per fare alcuni esempi – Tentolini ripropone, con la sua sensibile capacità di evocare visioni, la trasfigurazione di quei capolavori annullati e distrutti, concedendone l’apparizione attraverso la trasfigurazione delle loro immagini nella delicatezza evanescente delle sue opere.
Mobili strisce di carta sedimentate le une sulle altre, pagine intagliate, veli e stratificazioni depositate di istanti, quasi fugacemente, tornano ad accogliere, nel lirismo delle forme e delle attitudini tipiche dell’arte espressa dal giovane artista, la presenza fantasmatica di una bellezza che nessun atto o gesto, violento e distruttivo, potrà mai annientare perché viva nella memoria del tempo. Senza perdere il senso della propria storia, la stessa memoria di quell’arte scomparsa, proprio come la delicatezza di un ricordo, rivive nelle tracce delle immagini proposte dalle opere di Tentolini, rievocando oggi tutta il suo splendore struggente e la sua fragile potenza.

Clicca qui per leggere la recensione di Kevin McManus pubblicata su Espoarte

nice
kobane
Boulevard Voltaire 50 Paris
2016
carta pergamena incisa a mano
18 x 26,7 cm
Kobane
2016
carta pergamena incisa a mano
18 x 26,7 cm
 
Seguono altre news sull'artista:
 

musa lungo

Sabato 3 dicembre l'opera in carta Populus Alba di Giorgio Tentolini è entrata a far parte della collezione permamente del MuSa. Museo di Salò (Bs), via Brunati, 9.

Seguono altre news sull'artista...

paratissima

Giorgio Tentolini, vincitore dell'Edizione 2015 del Premio Paratissima Torino con l'opera Incorporeo, è stato invitato dalla direzione artistica ad allestire una mostra personale da titolo HIC ET NUNC nell'ambito dell'edizione 2016 della rassegna di arte contemporanea internazionale Paratissima che da cinque anni seleziona le migliori proposte del panorama artistico italiano e svoltasi da mercoledì 2 a domenica 6 novembre presso Torino Esposizioni.

L'artista cremonese viene invitato a riflettere sul significato e le implicazioni di quella che, in astronomia, viene definita "congiunzione", cioè la configurazione planetaria che si determina quando due astri hanno la stessa longitudine visti dal centro della Terra.

Un fenomeno piuttosto normale, che si ammanta però di fascino e mistero quando riguarda stelle o pianeti la cui ultima congiunzione risale a svariati anni passati, tanto remota nel tempo e nello spazio da suggerirsi capace di determinare avvenimenti straordinari che sconvolgono la vita di molte persone.
L'artista elabora questa suggestione, declinandola secondo il suo lignuaggio espressivo: Tentolini fissa lo sguardo su profili sconosciuti, immobilizzati non nell’atto straordinario, ma nell’istante che lo precede. Attimi anonimi, spesso privi di particolare tensione, appartenuti a persone qualunque, a Nizza prima dell’arrivo del camion come ad Aleppo prima di un raid aereo, le cui forme rimangono impigliate in una rete che le designa eterne e le imprigiona. Una riflessione sul qui e ora, che si manifesta inesorabile e crudele, in ogni tempo e luogo.

La mostra personale di Giorgio Tentolini è stata curata da Laura Carnemolla e Claudia Francisetti, vincitrici del Premio N.I.C.E. 2015 per il miglior progetto espositivo.

Per maggiori informazioni, visita il sito paratissima.it
Giorgio Tentolini è stato inoltre vincitore del Premio Speciale ARTEAM CUP 2016. Contemporary Art Prize, con l'opera Elementi per una teoria della jeune-fille - Ala. La mostra degli artisti selezionati si è tenuta presso il Palazzo del Monferrato di Alessandria dal 29 ottobre al 20 novembre 2016, a cura di Antonio D'Amico, Matteo Galbiati, Anna Lisa Ghirardi, Kevin McManus, Diego Santamaria e Livia Savorelli.
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MAM Milano 2017

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Dal 28 gennaio al 5 febbraio 2017 abbiamo partecipato a MAM. Mostra A Milano Arte e Antiquariato. Una rassegna esclusiva, dinamica e innovativa caratterizzata da un respiro internazionale nell'ampia ed eclettica scelta delle opere esposte.

La rassegna ha presentato un'accurata selezione di arte, design e antiquariato. Si tratta di un appuntamento unico, animato da oltre cento espositori: antiquari e galleristi tra i più prestigiosi, provenienti da tutta Italia e dall’estero.

MAM è un appuntamento da non perdere per chi cerca l’eccellenza e il fascino di oggetti autentici e preziosi in un contesto altamente qualificato. Sarà una mostra d'arte a 360 gradi, in grado di sconfinare in vari ambiti per intrattattenere i visitatori con porposte culturali e happening, accompagnati da musica, teatro, cibo d'eccellenza e proposte di moda. Un melting pot di conoscenze ed esperienze in grado di attrarre un nuovo consumatore: il pubblico dei giovani. Un nuovo fruitore che avrà l’occasione di apprezzare quanto sia attuale lo stile antico “vestito” di nuovo.

Per maggiori informazioni, visita il sito: www.mammilano.com

Art Parma Fair 2017 - edizione primaverile

parma marzo

Sabato 25 e domenica 26 febbraio e il week end successivo, da venerdì 3 a domenica 5 marzo, abbiamo partecipato all'edizione primaverile di Art Parma Fair 2017 - Padiglione 7 - stand 96.

parma one

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parma tre

L'installazione site-specific di Francesca Pasquali nella boutique milanese di Salvatore Ferragamo

ferrag vetrina

In occasione della Fashion Week milanese, Francesca Pasquali ha decorato con un intervento site-specific cinetico e multicolore le vetrine e gli spazi interni della boutique di Salvatore Ferragamo in via Montenapoleone, arricchendo l'esperienza dello shopping di lusso con un'esperienza polisensioriale.

A catturare l'attenzione di clienti e visitatori, sono i colori sfavillanti e intensi di drappi che scendono a cascata composti da sinuose setole plastiche, tra i materiali d’elezione dell’artista, da sempre attenta alle relazioni tra natura e artificio. Mossi da peculiari congegni meccanici, essi si trasformano in scenari in movimento per la collezione Salvatore Ferragamo, soffiando e muovendosi in una lieve energia vitale.
Un layout plastico-visuale che indaga le potenzialità di materiali in apparenza semplici, in linea con uno dei tratti distintivi della Maison, l’accostamento eclettico di materiali umili e preziosi, antichi e moderni, ma anche le interazioni tra arte e moda, in uno scambio sempre ricco di spunti e riflessioni, ma prima ancora di emozioni e sensazioni.
Per la seconda volta Salvatore Ferragamo sceglie di avvalersi della creatività di Francesca Pasquali che aveva già lavorato alla realizzazione del progetto Sofia Straws (2013), speciale “borsa d’artista” caratterizzata dall’applicazione di uno strato di cannucce sul corpo della bag iconica del brand, presentata da Massimiliano Giornetti in escusiva per Harper’s Bazaar ART Cina. Questa nuova iniziativa conferma, ancora una volta, l’importanza del ruolo che la Maison attribuisce alle collaborazioni con artisti di talento. In un costante dialogo alimentato tra la moda e l’arte contemporanea, Salvatore Ferragamo continua ad investire in un'innovazione che si rapporta in maniera sempre più efficace con i nuovi consumatori.
L’installazione site-specific di Francesca Pasquali verrà poi presentata nuovamente in occasione della riapertura della boutique parigina di Avenue Montaigne e, più tardi, nella boutique londinese di Sloane Street.

Per maggiori informazioni, scarica il comunicato stampa

ferrag ve ferrag shoes

Giorgio Tentolini e Severino Del Bono espongono a Polignano a Mare (Ba)

jeane sito donna
Giorgio Tentolini, Elementi per una teoria della jeune-fille - Jeane Severino Del Bono, Dono
giuditta

Dall'8 dicembre al 15 gennaio 2017, Giorgio Tentolini e Severino Del Bono hanno partecipato alla mostra Giuditta, antichi e nuovi ritratti di donne tra grazia e giustizia presso la galleria d’arte Ventoblu, Via Conversano 14, Polignano a Mare (Ba).

La mostra è stata segnalata, tra gli altri, da

Corriere del Mezzogiorno

AD

I visitatori sono stati accompagnati, durante il vernissage, in un viaggio estetico-sociologico alla scoperta delle opere esposte, dal dialogo tra il critico d’arte Dario Dimunno, studente presso la scuola di specializzazione post lauream in beni storico-artistici dell’Università "Suor Orsola Benincasa" di Napoli, e il professor Silvio Suppa, docente di storia del pensiero politico presso l’Università degli Studi di Bari "Aldo Moro". La mostra nasce dall’osservazione dei ritratti antichi e dalla forza che da essi si irradia e dal desiderio di istituire un confronto tra questi e le opere del presente; diversi e di pregio sono infatti i ritratti, provenienti da importanti collezioni e comprendenti un vasto arco cronologico dal ‘600 alla contemporaneità, e celebri sono i nomi: da un seguace dell’Allori allo svizzero Jean Etienne Liotard, attivo per gran parte del ‘700 così come il francese Jean Baptiste Greuze, ai grandi esponenti dell’Ottocento pugliese Gioacchino Toma, Giuseppe De Nittis e Francesco Paolo Michetti, fino a giungere all’attualità con Pamela Campagna, Roberta Savelli, Severino Del Bono e Giorgio Tentolini. Personalità artistiche che, pur con variazioni nella rappresentazione di soggetti diversi per collocazione temporale, ruolo sociale, politico e familiare, e con alcune tra le più disparate modalità esecutive (dal tradizionale olio su tela del passato ai fili sottili e alle reti della contemporaneità), sono unite dalla comune sensibilità estetica di rappresentare donne simbolo di potenza e giustizia che hanno fatto la storia di un popolo, (è il caso dell’eroina Giuditta che decapita Oloferne del seguace dell’Allori), o della famiglia e della storia artistica di un uomo, oltre che incarnazione della grazia, (nel caso del ritratto della moglie Leontine del De Nittis), per giungere infine alle contemporanee iconografie che invitano lo spettatore ad andare al di là dell’immagine per potersi liberare da visioni quotidiane e banalizzanti della femminilità.

Particolare attenzione sarà infatti rivolta alla più aggiornata e contemporanea produzione in merito alla tematica della femminilità, con la presenza di ben quattro artisti attivi prevalentemente a livello internazionale: si va dalla barese Pamela Campagna, grafica e designer, con all’attivo numerose collaborazioni, esposizioni con fondazioni culturali italiane ed estere oltre a prestigiosi riconoscimenti, la quale è impegnata in una ricerca sulla questione della mutazione e la non permanenza delle percezioni e dei sentimenti con opere, realizzate con materiali inconsueti, che hanno l’intento di lasciare questioni aperte sul nostro modo di essere in relazione alla vita e alle relazioni umane, alla milanese Roberta Savelli, scenografa e pittrice, con alle spalle numerose esposizioni in ambito prevalentemente italiano e specializzata nella realizzazione di ritratti di adolescenti e bambini con olio diluito su leggerissime tele di garza, simboliche della fragilità di queste età. L’esposizione prosegue con due opere del bresciano Severino Del Bono, pittore i cui ritratti di donne bendate esplicitano il concetto di chiudere gli occhi al di fuori per aprirsi al di dentro per oltrepassare i confini della mimesi e penetrare nelle profondità della psiche, per poi concludersi con i tre ritratti del cremonese Giorgio Tentolini , grafico e designer, già insignito da riconoscimenti nel corso della sua carriera, ogni sua opera nasce da una precisa indagine sul Tempo come memoria e identità, in un’attenta e lenta ricostruzione che avviene con lo studio della luce e l’incisione di strati e di materiali diversi, utilizzando in particolar modo il medium del tulle e del nastro adesivo nella sua ricerca della levità meditativa che tali materiali restituiscono all’immagine.

BAF. Bergamo Arte Fiera 2016

Dal 26 al 28 novembre 2016 abbiamo partecipato a
baf logo
baf uno baf due
baf tre baf quattro
COLOSSI ARTE CONTEMPORANEA
Corsia del Gambero, 13  BRESCIA
tel. +39 0303758583 
cell. +39 3389528261
Partita IVA 02650730985
 
orario di galleria: da martedì a sabato
10 -12 / 15 -19
 domenica su appuntamento
 
lunedì chiuso

angamc 51991