Questo sito utilizza cookies per gestire autenticazione, navigazione e altre funzioni.
Navigando questo sito ti dichiari favorevole all utilizzo di questi cookies sul tuo dispositivo.
Accetti i Cookies?

Arte Padova 2017

arte padova

Da giovedì 9 a lunedì 13 novembre abbiamo partecipato ad Arte Padova, al Padiglione 7 - Stand 120

Per maggiori informazioni, visita il sito: www.artepadova.com

 

Giorgio Tentolini e Michael Gambino al MAR di Ravenna

mosaico logo
 

tento approdo

Giorgio Tentolini, Oltre l'approdo, 2013, tessere di cartone da imballaggio, 62 x 42 cm

stella

Michael Gambino, Stella cromatica, 2013, farfalle di carta ritagliate e appuntate alla tela, 100 x 100 cm

 

Un'accurata selezione dei nostri artisti è stata scelta per rappresentare le innovative interpretazioni contemporanee della tecnica del mosaico e le loro opere saranno esposte in occasione della mostra Montezuma, Fontana, Mirko. La scultura in mosaico dalle origini a oggi, a cura di Alfonso Panzetta, che si è svolta dal 6 ottobre 2017 al 7 gennaio 2018 nei prestigiosi spazi espositivi del MAR di Ravenna, in concomitanza con la V Edizione della Rassegna Biennale di Mosaico Contemporaneo.

Le opere di Michael Gambino, Giorgio Tentolini, Francesca Pasquali e Omar Hassan saranno inserite nella sezione "Metamorfosi della Tessera". La mostra indagherà sul rapporto tra la scultura e il mosaico, con l’intento di sondare e documentare la nascita, l’evoluzione di questo linguaggio e le differenti declinazioni del concetto di “tessera” da parte degli scultori a partire dagli anni Trenta del Novecento, momento in cui, dopo che Gino Severini rinnova la pratica del mosaico in funzione della decorazione architettonica, si avviano le ricerche plastiche mosaicate di Lucio Fontana e Mirko Basaldella, tra i più geniali artisti del secondo Novecento italiano.

Per maggiori informazioni, scarica il comunicato stampa oppure visita il sito www.mar.ra.it

Michael Gambino espone alla Fondazione L'Arsenale di Iseo in occasione della mostra Ave Crux

ave crux ave cruxbis

banner

Michael Gambino è stato chiamato dai curatori, Angelo Zanella e Attilia Consoli, a far parte dell'accurata selezione di artisti contemporanei che partecipano alla collettiva Ave Crux, svoltasi dal 1° al 30 aprile 2017 alla Fondazione L'Arsenale di Iseo, dedicata al simbolo della passione e del martirio di Cristo, emblema della cristianità: la croce.

Gambino ha interpretato il tema declinandolo attraverso i minuti tasselli che compongono il suo linguaggio espressivo: le farfalle. Esattamente come la croce si trasforma, con il sacrificio di Gesù, da strumento del martirio, a simbolo di riscatto per i peccati e i torti dell'umanità, nell'opera dell'artista italo-americano, realizzata per la mostra, un addensamento di farfalle rosse, a ricordare il colore del sangue della passione, si posa sulla superficie di una monumentale croce di legno. La farfalla, antico simbolo di metamorfosi e di rinascita, fulcro della poetica di Gambino, diventa così metafora della trasformazione della croce in un simbolo di speranza.

La mostra è stata segnalata, tra gli altri, da

Corriere della Sera

Per maggiori informazioni, visita il sito www.arsenaleiseo.it

 

 

La collezione di Fabrizio Corbo in mostra al Museo Guatelli di Collecchio (Parma) fino al 21 ottobre

sogno

Clicca sull'immagine per consultare il catalogo

 

Nel contesto del progetto culturale Guatelli Contemporaneo Sogno Infranto n.1, i modelli disegnati da Fabrizio Corbo saranno esposti fino al 21 ottobre in occasione della mostra, a cura di Nadia Saccardi, nella sede del Museo Ettore Guatelli di Ozzano Taro, Collecchio (Pr).

Lo stilista Fabrizio Corbo presenterà con una sfilata la sua collezione di moda ispirata al Museo Guatelli. Il linguaggio dell’evento si avvicinerà a quello della performance, accorciando la distanza tra moda e arte.

L'estetica dell'opera di Ettore Guatelli, espressa all'interno del suo Museo con la presenza di oltre 60.000 oggetti d’uso quotidiano, si presenta in una struttura architettura accattivante, formulata in moduli perfettamente trasferibili in altri settori, come quello della moda. In questo senso, l’analisi della metodologia progettuale ed estetica della composizione di Ettore verrà tradotta in maniera stilistica all’interno di forme e materiali strettamente legati alle stanze e oggetti del museo.

Museo Guatelli
Via Nazionale, 130 | 43044 Ozzano Taro - Collecchio (PR)

Per maggiori informazioni, scarica il comunicato stampa oppure visita il sito www.museoguatelli.it

sogno uno sogno due
Sopra, alcune immagini dei modelli che sfileranno - photos by Giorgio Tentolini

Marica Fasoli espone a Palazzo Martinengo in occasione della mostra Poetiche a confronto

nocivelli
martinengo

In quanto vincitrice della Coppa Luigi nell'ambito del Premio Nocivelli 2016, Marica Fasoli è stata invitata ad esporre a Palazzo Martinengo, nel pieno centro storico di Brescia, in occasione della mostra Poetiche a confronto. La mostra è il frutto di una partnership tra l’Associazione Culturale Techne e la Fondazione Provincia di Brescia Eventi.

Le opere esposte sono 54, suddivise nelle varie categorie definite dal Premio: pittura, scultura, fotografia; esse danno spazio e voce a tutti gli artisti che partecipando al concorso hanno deciso di condividere un cammino per dare slancio alla propria stagione artistica.

Nelle opere di Marica Fasoli (Bussolengo, Verona, 1977), le molteplici ripiegature della carta che compongono gli origami vengono dispiegate su una superficie bidimensionale. In questo modo, la consistenza plastica e tridimensionale della forma originaria viene ricreata disvelando la trama lineare prodotta dalle pieghe sulla carta. Intervenendo con il colore, l'artista evidenzia la morfologia della texture di luci ed ombre creata dall'intricato reticolo di linee e angolature, definite dai riflessi chiaroscurali dei rilievi e delle venature che vengono marcati dalla sempre diversa pressione delle mani sulla plissettatura ed inspessiti dalla profondità delle incisioni lasciate dall'energia impressa dalla mano alla resistenza della carta in questa raffinata pratica orientale. Ecco allora che la costruzione interiore, l'anima della carta, le metamorfosi che ha subito si rivelano nelle infinite ed accidentali geometrie astratte, composte da intrecci di linee, come una sorta di mappa geografica esistenziale che arricchisce questo materiale di profonde suggestioni narrative. Nella cultura giapponese, l'arte degli origami è considerata una pratica beneaugurante, portatrice di gioia e prosperità, in quanto simbolo della perenne rinascita dopo la morte. Nel processo di perenne decostruzione e rigenerazione della struttura degli origami, metafora dell'infinito perpetuarsi del ciclo della vita e della morte, l'artista ci svela, nelle sue composizioni spaziali, l'essenza della carta, evidenziando la meraviglia che può celarsi nelle cose della realtà fenomenica. Vincitrice, nel 2016, del Premio Hit Parade nel contesto della rassegna Paratissima Torino, dellaCoppa Luigi nell'ambito delPremio Nocivelli, l'artista ha esposto, in occasione della 54° Biennale di Venezia, a Villa Contarini di Piazzola sul Brenta (Pd) e al Palazzo della Permanente di Milano, in occasione del Premio Arte Mondadori, nel 2011, oltre che al Museo Internazionale della Musica di Bologna, alla State of The Art Gallery di Hong Kong, al Cà La Ghironda Modern Art Museum di Zola Predosa (Bo), alla Fondazione Giorgio Cini di Venezia e alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino, ai Bacini dell'Arsenale di Venezia, al Museo Archeologico Nazionale di Spoleto (Pg), al Museo Santa Giulia di Brescia, al Museo Civico di Palazzo della Penna e alla Rocca Paolina di Perugia, alla Casa del Mantegna di Mantova e alla Casa dell'Ariosto di Ferrara.

Poetiche a confronto, mostra collettiva dedicata ai vincitori dell’VIII edizione del Premio Nocivelli 2016

Palazzo Martinengo - Via dei Musei, Brescia
La mostra rimane sarà aperta al pubblico dal 15 settembre al 01 ottobre 2017 nei seguenti orari:
giovedì-sabato: dalle 16.30 alle 19.30
sabato-domenica: dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 19.30

per maggiori informazioni, visita il sito www.premionocivelli.it

 

Giorgio Tentolini e Michael Gambino espongono al Palazzo del Monferrato di Alessandria

Dal 25 febbraio al 9 aprile 2017, Michael Gambino e Giorgio Tentolini sono stati invitati a far parte dell'accurata selezione di artisti che ha esposto al Palazzo del Monferrato di Alessandria, in occasione della mostra Eterne stagioni, a cura di Matteo Galbiati 
alessandria
Michael Gambino, Natural Prosperity,2017, farfalle di carta ritagliate e appuntate su tela, 90 x 160 cm
eterne stagioni


Corrispondenze poetiche tra antichi byōbu giapponesi e artisti contemporanei, la mostra che intesse un inusuale dialogo e confronto tra una collezione di antichi paraventi giapponesi e la sensibilità delle ricerche visive contemporanee espressa dalle opere di artisti giapponesi, italiani ed europei.
La mostra, presentata con il contributo della Fondazione Cominelli di San Felice del Benaco (BS) la scorsa estate nella prestigiosa sede del Museo d’Annunzio Segreto - Fondazione Vittoriale degli Italiani di Gardone Riviera (BS), aperta in autunno nella sede milanese della Galleria Nobili in una versione riassuntiva con solo artisti giapponesi, raccogliendo un ingente riscontro di pubblico e ricevendo un favorevole riscontro apprezzamento critico che hanno confermato la qualità e l’originalità del progetto, con questa terza tappa, completamente inedita nelle opere rispetto le precedenti, giunge al termine e nella sede alessandrina.

Eterne Stagioni si configura come un viaggio attraverso la storia e lo spazio ed è il frutto di una ricerca sperimentale, che porta l’arte antica di un paese lontano ad essere re-interpretata, o vista alla luce di comuni affinità ellettive, attraverso le opere di artisti contemporanei – italiani, giapponesi ed europei – di generazioni assai differenti, a testimonianza di come le distanze e i confini delle culture non sono mai così profondi e separati ad una lettura più attenta e profonda. I Byōbu (così si chiamano in Giappone i paraventi tradizionali), grandi capolavori dell’arte degli artigiani del passato, fragili e allo stesso tempo robusti, essenziali e al contempo preziosamente poetici e lirici, sono sempre stati parte integrante della cultura quotidiana tradizionale giapponese, popolano da secoli le abitazioni, suddividendo spazi, creando ambienti, generando ritmi, aprendo visioni e illustrando i significati di storie e miti. La loro effimera delicatezza si sposa con la rarefatta perfezione formale delle loro realizzazioni e testimonia quella carica di concentrato sapere proprio della sensibilità culturale del Paese del Sol Levante.
Se l’estetica artistica di questi oggetti, erano e sono di uso quotidiano, impone immagini sobrie e contenuti carichi di elementi e letture simboliche, questa stessa tensione sensibile viene altrimenti intercettata, nella cultura occidentale, dalle posizioni dell’Arte Minimalista e Concettuale (per fare due esempi immediatamente codificabili). Non a caso, infatti, molti artisti, che hanno avuto modo di ammirare questi oggetti, hanno sentito un forte richiamo con la loro ricerca poetica e ne hanno percepito intime affinità e convergenze.
Attengono all’estetica giapponese i caratteri specifici e legati al mondo della comunicazione, dell'inespresso e dell'allusività (Haragei), caratteristiche che hanno determinato nei secoli l’apparente semplificazione delle forme e dei mezzi espressivi caricando ogni afflato artistico di densità simbolica. Queste posizioni sono ampiamente condivise dagli artisti chiamati a partecipare a questa nuova fase del progetto espositivo, per cui la riduzione e rarefazione del linguaggio, la presenza di un rapporto peculiare con la figura sono un viatico per la ricerca di uno spessore espressivo sempre più pregnante e massimamente significativo. La mostra ha come presupposto concettuale un’idea del Tempo diversa dalla visione lineare e teleologica autoctona. Il termine Enkan suru kisetsu sottende l’idea buddista della circolarità della Storia. Archetipo presente in varie culture, in Giappone essa assume una sfumatura policronica, spostando l’attenzione sulla costante presenza del qui e ora. Il dipanarsi del tempo sembra in questo caso essere una giustapposizione di infiniti momenti presenti. In quest’ottica il passato e il presente coabitano lo stesso spazio nello stesso intervallo temporale. Su questa base è facile intuire la pertinenza del titolo Eterne Stagioni come ritorno instancabile e continuo di valori condivisi tuttora attuali e
palpitanti.
Nelle sette sale di Palazzo del Monferrato si distribuiranno sei paraventi antichi – compresi tra il XVII e il XX secolo – di assoluta bellezza e fascino che raccontano ciascuno una stagione differente. Nella casa tradizionale giapponese, infatti, spettava ai loro soggetti aprire un flusso di correlazioni tra l’ambiente umano della casa e quello esterno della Natura, tutto doveva seguire un unico flusso temporale, tanto che i paraventi stessi venivano (e vengono) esposti solo se coincidenti con la stagione rappresentata. Le stanze della mostra, quasi piccole mostre autonome, rimanderanno a questo concetto di ciclicità temporale, di delicata poesia e profondità spirituale, avvicinando la seduzione, l’interpretazione, il rimando, la citazione, la corrispondenza, la vicinanza della bellezza dei paraventi sottolineata e amplificata dalla forza estetica della reciprocità delle opere contemporanee. Il progetto nasce, quindi, da un correlato interesse di corrispndenze tra gli artisti contemporanei, il loro linguaggio e un’arte di molto specifica nelle sue definizioni storiche e, non solo, anche da una proposta critica di verifica delle motivazioni interne che generano e stimolano questi collegamenti e queste connessioni artistico-culturali, spesso lontane nel tempo e non direttamente pronunciate.

Si crea agli occhi del pubblico un percorso dinamico e sorprendente, dove antico e contemporaneo, Oriente e Occidente, creano collisioni armoniche e poetiche. Questa mostra, quindi, non separa ambiti e contesti, non divide attitudini e specificità, ma unisce e avvicina, tanto la sfera culturale, quanto quella di un’esperienza umana più profonda che tocca le corde sensibili della mente e dell’anima.

Per maggiori informazioni, scarica il comunicato stampa

Le opere di Michael Gambino e Giorgio Bevignani in mostra a Polignano a Mare

Michael Gambino e Giorgio Bevignani sono stati invitati ad esporre in occasione della mostra Visibile Evanescente,
in corso negli spazi espositivi della galleria Ventu Blu a Polignano a Mare (Ba) nella stagione estiva 2017
azur luce
Giorgio Bevignani, Quai Azur, 2016, 100 x 100 cm  Michael Gambino, Luce, 2014, 71 x 86 cm

 

In questa nuova collettiva, la galleria si trasforma, non solo come contenitore ma diventa un vero e proprio “Spazio Arte”, perdendo la dimensione spazio-temporale di luogo dove vengono collocate le opere, ma si trasforma in uno spazio interiore in cui lo spettatore è invitato a interagire con le opere stesse.

Il metamorfismo, il cambiamento, la trasformazione è il tema, se vogliamo cristallizzarne uno solo, il magma, in cui lo spettatore è invitato a “navigare”, partendo dalle opere di Giorgio Bevignani, plasmatore di materia, materiali plastici e sintetici, derivanti dalla putrefazione (trasformazione) della materia organica in petrolio nel corso dei millenni, la cui ricerca artistica sin dagli esordi, è stata proiettata verso la visione della materia come malleabile e modificabile, labile come l’essenza stessa della vita.

I lavori presentati sono il frutto di un ulteriore evoluzione del suo linguaggio espressivo, realizzati con il silicone e la schiuma poliuretica, ispirati alla conformazione del corallo; ogni strato di silicone imbevuto di pigmento fluorescente (fluoro, fosforo) viene lasciato asciugare singolarmente e plasmato dall’artista, in modo che dalla lenta sovrapposizione e stratificazione nascano le superfici tattili e sinuose delle sue opere, imitando la sedimentazione dei minerali all’interno delle rocce, come avviene in natura.

La poetica di Bevignani attraverso il valore cangiante e metamorfico della superficie delle opere esposte, si sofferma sulle condizioni di instabilità e sulla progressiva perdita di riferimenti che caratterizza l’epoca contemporanea.

Michel Gambino, “mosaicista” italoamericano, propone le sue delicatissime composizioni, in cui le tessere del mosaico, sono moltitudini di farfalle variegate, coloratissime, di carta intagliate pazientemente e applicate una ad una su supporti. La farfalla è l’insetto simbolo per eccellenza del mutamento, della metamorfosi nel suo percorso vitale (bruco, crisalide, farfalla). Simbolo della bellezza, della leggerezza dell’animo umano, emblema di evoluzione e rinascita.

Le opere di Gambino si ispirano alla Teoria del Caos del matematico statunitense Edward Lorenz, secondo la quale esiste una concatenazione, tra avvenimenti lontani nel tempo e nello spazio, il così detto Effetto Farfalla e alla Legge di conservazione delle Massa di Lavoisier, secondo la quale “Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”, leggi che l’artista conosce bene, grazie ad un percorso formativo iniziale, rivolto alla chimica e biologia.

Un linguaggio artistico estremamente innovativo, caratterizzato da una personale ricostruzione dell’universo naturale, rimodellando i flussi energetici che determinano la vita nel nostro Pianeta, attraverso una delle creature più minute che lo popolano: la farfalla. Alcune opere esposte, hanno, come fulcro centrale un libro, da cui si propagano farfalle: l’accostamento è sorprendente, riuscitissimo: i libri, come le farfalle, sono simboli evolutivi, il loro contenuto favorisce il cambiamento degli individui sul piano psicologico e spirituale.

Riproduce anche i fenomeni di bioluminescenza che ritroviamo in natura, in esseri viventi come lucciole e pesci delle profondità oceaniche, usando supporti realizzati con vernici fosforescenti, che nell’oscurità, mutano completamente la percezione estetica dell’opera donandoci una doppia lettura, diurna e notturna.

 

Leggi a seguito l'articolo che recensisce la mostra, pubblicato sul La Gazzetta del Mezzogiorno di domenica 4 giugno

polignano gazze

COLOSSI ARTE CONTEMPORANEA
Corsia del Gambero, 16 - Brescia
tel. +39 0303758583 
cell. +39 3389528261
info@colossiarte.it
Partita IVA 02650730985
 
orario di galleria: da martedì a sabato
10 -12 / 15 -19
 domenica su appuntamento
 
lunedì chiuso

angamc 51991