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Le opere di Elena Monzo alla Fondazione l'Arsenale di Iseo per la mostra Circenses

bestiario circense

mangiafuoco

moira

Le opere di Elena Monzo sono state richieste dalla Fondazione l'Arsenale di Iseo (Bs) per essere esposte in occasione della mostra Circenses che celebra il meraviglioso mondo del circo. La collettiva si è svolta presso il Palazzo della Fondazione L'Arsenale di Iseo (Bs) da sabato 2 marzo fino al 1°  maggio 2019

Protagoniste delle sue opere, infatti, sono spesso acrobate, contorsioniste, cavallerizze, donne che amano esibirsi ammantate della sfavillante patchwork di eterogenei materiali che l'artista ricerca accuratamente nei suoi viaggi in America, in Cina, in Giappone, in Libano, negli Emirati Arabi.

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A PaviArt 2019 abbiamo presentato in anteprima la collettiva dedicata ai 50 anni dall'allunaggio

paviart 2019
luna 2019

Quante storie sulla luna... a cinquant'anni dall'allunaggioè il titolo della mostra che inaugurerà sabato 13 aprilepresso gli spazi espositivi della galleria Colossi Arte Contemporaneadi Brescia. Suggestioni ed emozioni, suscitate dallo sbarco sulla luna, sono state interpretate da oltre cinquanta artisti che sono stati invitati dai direttori della galleria, Daniele e Antonella Colossi, a realizzare appositamente oltre sessanta sculture, installazioni e opere pittoriche sull'argomento, in occasione della ricorrenza dei cinquant’anni (2019-1969) da questo evento storico che ha aperto all’uomo i confini dell’universo.

In occasione della settima edizione della rassegna di arte moderna e contemporanea PaviArt 2019, una speciale anteprima della mostra collettiva sarà presentata, nei giorni sabato 16 e domenica 17 marzo, presso il Palazzo delle Esposizioni di Pavia, dove verrà esposta una selezione delle opere degli artisti partecipanti alla collettiva. 

A breve saranno cinquant’anni da quando l’uomo ha compiuto i primi passi sulla superficie lunare. 

Dai primordi della storia, egli ha osservato la luna a distanza, volgendo il suo sguardo, denso di interrogativi, alla volta celeste: prima l’ha venerata come una divinità, poi ha cominciato a considerarla compagna della terra e, alla fine, l’ha raggiunta, l’ha toccata con mano, solcando lo spazio siderale che la separa dal nostro pianeta.

20 luglio 1969, alle ore 20:17:40 UTC: una data memorabile per la storia dell’uomo. 

900 milioni di persone quella notte erano davanti alla televisione. Purtroppo, il segnale era pessimo e quello che riuscimmo a percepire erano soltanto ombre sfocate e voci confuse. 

Come sentendo di essere di fronte allo svolgimento di un evento storico, l'umanità rimase attonita, quasi per rispetto: quella dell'allunaggio fu la prima notte senza furti né rapine da dieci anni a quella parte: a Milano il centralino della polizia squillò solo due volte (per una lite e per un falso allarme); a Bologna e a Roma il copione non fu diverso. Lo sbarco sulla luna ruppe le nostre certezze, annullò ogni differenza tra categorie e classi sociali: ognuno di noi si sentiva un uomo qualunque tra miliardi di uomini qualunque, troppo piccoli di fronte alla grandezza della vicenda.

Gli artisti: 

Aidan, Guido Airoldi, Daniele Alonge, Andrea Anselmini, Bruno Bani, Ilde Barone, Giorgio Bevignani, Dorothy Bhawl, Max Bi, Corrado Bonomi, Fabrizio Braghieri (Bixio), Angelo Brescianini, Dario Brevi, Massimo Caccia, Marco Casentini, Gianni Cella, Amanda Chiarucci, Angelica Consoli, Fabrizio Corbo, Luigi D'Alimonte, Severino Del Bono, Sandro Del Pistoia, Ivan De Menis, Marica Fasoli, Manuel Felisi, Claudio Filippini, Andy Fluon, Daniela Forcella, Enzo Forese, Andrea Francolino, Theo Gallino, Michael Gambino, Giorgio Gost, Riccardo Gusmaroli, Omar Hassan, Mimmo Iacopino, Ugo La Pietra, Giorgio Laveri, Adolfo Lugli, Roberto Malquori, Pep Marchegiani, Demis Martinelli, Angelo Raffaele Marturano, Daniele Miglietta, Gian Marco Montesano, Elena Monzo, Luca Moscariello, Barbara Nati, Daniela e Patrizia Novello, Renzo Nucara, Daniele Papuli, Pino Pascali, Lia Pascaniuc, Francesca Pasquali, Pietro Pirelli, Ario Pizzarelli, Pino Polisca, Tom Porta, Rudy Pulcinelli, Sandi Renko, Edoardo Romagnoli, Leonardo Rota Gastaldi, Alessandra Rovelli, Pinuccio Sciola, Lapo Simeoni, Marco Sudati, Giorgio Tentolini, Vincenzo Todaro, Nicolò Tomaini, Giovanni Viola, Andrea Viviani, Carla Volpati, Giorgia Zanuso 

La mostra personale di Luca Moscariello al MAC di Lissone

 

Dal 4 maggio al 21 luglio si è svolta, presso il MAC. Museo di Arte Contemporanea di Lissone (Mb) la mostra personale dedicata a Luca Moscariello dal titolo Minime dinamiche di mimetizzazione.
mac moscariello
moscariello-mac
 
Per informazioni:
MAC. Museo d'Arte Contemporanea
 
Orari:
mercoledì e venerdì: 10.00 - 13.00; giovedì 16.00 - 23.00
sabato e domenica: 10.00 - 12.00 / 15.00 - 19.00; lunedì e martedì chiuso.
Ingresso libero

BAF. Bergamo Arte Fiera 2019

Ecco un assaggio del nostro stand a Bergamo Arte Fiera 2019...

Arte Padova2018

 

Vi offriamo una panoramica del nostro stand ad Arte Padova 2018...

Artefiera Bologna 2018

artefiera logo

Da giovedì 1° a lunedì 5 febbraio abbiamo partecipato ad Artefiera Bologna  

bo uno bo due
bo tre bo quattro
bo cinque bo sei

Art Verona 2018

 

Dal 12 al 15 ottobre abbiamo partecipato ad Art Verona. Vi offriamo una panoramica del nostro stand...

Luca Moscariello, finalista del Premio Combat Prize 2018, espone al Museo Fattori di Livorno

 

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sponsor combat

Luca Moscariello è stato selezionato tra i finalisti del Premio Combat Prize 2018. Le sue opere saranno esposte al Museo Civico Giovanni Fattori di Villa Mimbelli - Via San Jacopo In Acquaviva, 65, 57127 Livorno - dal 23 giugno al 14 luglio.  

Le selezioni sono state effettuate da una prestigiosa giuria composta da: Walter Guadagnini (direttore CAMERA, Torino, curatore Festival Fotografia Europea, Reggio Emilia), Stefano Taddei (critico e curatore indipendente), Lorenzo Balbi (direttore MAMbo, Museo d'Arte Moderna, Bologna), Francesca Baboni (critico e curatore indipendente), Federica Chiocchetti (critico e curatore indipendente), Andrea Bruciati (direttore Villa Adriana e Villa d'Este, Tivoli, Roma).

Per maggiori informazioni, visita il sito www.premiocombat.it

Grand Art Milano 2018

Dal 9 all'11 novemembre abbiamo partecipato a Grand Art Milano. Modern & Contemporary Art Fair

 

Luigi D'Alimonte espone al Museo delle Genti d'Abruzzo

abruzzo

dal 15 al 23 dicembre 2018 

La mostra è stata segnalata, tra gli altri, da:

Artribune

All’interno di un Museo nato per valorizzare e tramandare la specificità demo-etno e socio culturale del territorio abruzzese, dal Paleolitico fino ai nostri giorni, come il Museo delle Genti d’Abruzzo, non può mancare la mostra, a cura di Ivan D'Alberto, dedicata ad uno scultore “autoctono” come Luigi D’Alimonte (Pescara, 1967) che, grazie alla sua ricerca artistica, ha proiettato un elemento naturale tipico della zona, la pietra paglierina o rustica della Maiella, nella dimensione estetica della scultura contemporanea, portando alla luce la sua anima primigenia sotto forma di volumi sottili, sinuosi e levigati mossi da un dinamismo plastico che la eleva al rango del più nobile marmo.

Estrapolare la più intima e pura essenzialità di una forma, sbozzando con vigore il blocco inerme di un materiale come il marmo o la pietra, è una delle più antiche prerogative della scultura, dai Prigionidi Michelangelo (1519-1534) a Brancusi. Luigi D'Alimonte si inserisce nel solco di questa ricerca estetica: lo scultore plasma la rigida consistenza della pietra della Maiella, estratta dalla catena montuosa appenninica abruzzese, tramite una meticolosa lavorazione manuale, appresa dalla secolare sapienza degli scalpellini locali, per fare emergere lo spirito ancestrale di questa materia sotto forma di volumi bidimensionali elastici, sinuosi e levigati, di estrema purezza formale. Tagliando, piegando e contorcendo la solida monumentalità della pietra, l'artista opera un processo di assottigliamento della pietra, svuotandola della pesantezza della sua mole per raggiungere un'ideale armonia strutturale e compositiva, creata dal dinamismo plastico, armonico e suadente, delle sue superfici levigate per raggiungere quella che lui stesso definisce “bidimensionalità plasmata”, un ideale equilibrio che si ottiene con una studiata alternanza di pieni e vuoti e la contrapposizione tra il “volume materiale convesso”, la solida mole della materia, e quello “spirituale concavo”, la forma spirituale contenuta all'interno del blocco inerme di pietra, l' “anima viva della pietra”. Come Michelangelo sbozzava vigorosamente il marmo per far fuoriuscire l'anatomia dei suoi Prigioni, D'Alimonte sgrezza l'elemento primordiale della pietra che porta impressi sulla sua superficie le impronte dei fossili come testimonianza della sua storia millenaria, per fare emergere la calibrata elasticità delle sue forme. Esse, eteree, sinuose e leggere, si protendono verso l'alto, si piegano in eleganti torsioni, si accartocciano come antiche pergamene, richiamando le loro scoloriture con le venature della pietra rustica, oppure vengono sospesi come drappi a celare orizzonti ancora da scoprire, alternando linee dall'andamento morbido e dal taglio severo che l'abilità tecnica dell'artista avvolge in morbide curvature, sospende come drappi che celano orizzonti sconosciuti, allunga in sottilissimi lembi tenuti insieme da sottili corde e filamenti in metallo, metafora di un'energia irrequieta in perenne tensione, sul punto di esplodere, contenuta nella materia. I titoli ci suggeriscono questo contrasto di forze, ma in un contesto contemporaneo che coinvolge lo spettatore in una riflessione cosciente sul riverbero di energia che può sprigionare dai nodi creati nella materia. Nelle sue opere, un materiale povero viene elevato alla nobiltà e alla grazia della statuaria classica, superandone i canoni tradizionali di collocazione ambientale, per operare un “rinascimento della materia” che proietta la leggerezza aerea delle forme scultoree di D'Alimonte in una “bidimensionalità plasmata”, come la definisce l’artista stesso. 

L'artista ha esposto nel contesto della 57° Biennale di Venezia e della Triennale di Arti Visive di Roma, nel 2017, e di Expo 2015, oltre che presso l'Istituto Italiano di Cultura di La Valletta, a Malta, il Museo Costantino Barbella e quello di Palazzo De' Mayo a Chieti, il Museo delle Arti di Nocciano (Pe), la Fondazione Michetti di Francavilla al Mare (Ch), la Fortezza - Museo delle Armi di Civitella del Tronto (Te), il Palazzo Farnese di Ortona (Ch), il Palazzo della Provincia e il Museo d'Arte Moderna Vittoria Colonna di Pescara. Ѐ stato, inoltre, vincitore del Premio PACI di Isernia 2015, nella sezione scultura, ed è stato invitato a partecipare al Festival Internazionale di Scultura Contemporanea Start'18, al Palazzo d'Avalos di Vasto (Ch) e, per tre volte, al Premio Sulmona. Rassegna Internazionale di Arte Contemporanea.

COLOSSI ARTE CONTEMPORANEA
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25121 Brescia
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