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Luigi D'Alimonte espone al Museo delle Genti d'Abruzzo

abruzzo

dal 15 al 23 dicembre 2018 

La mostra è stata segnalata, tra gli altri, da:

Artribune

All’interno di un Museo nato per valorizzare e tramandare la specificità demo-etno e socio culturale del territorio abruzzese, dal Paleolitico fino ai nostri giorni, come il Museo delle Genti d’Abruzzo, non può mancare la mostra, a cura di Ivan D'Alberto, dedicata ad uno scultore “autoctono” come Luigi D’Alimonte (Pescara, 1967) che, grazie alla sua ricerca artistica, ha proiettato un elemento naturale tipico della zona, la pietra paglierina o rustica della Maiella, nella dimensione estetica della scultura contemporanea, portando alla luce la sua anima primigenia sotto forma di volumi sottili, sinuosi e levigati mossi da un dinamismo plastico che la eleva al rango del più nobile marmo.

Estrapolare la più intima e pura essenzialità di una forma, sbozzando con vigore il blocco inerme di un materiale come il marmo o la pietra, è una delle più antiche prerogative della scultura, dai Prigionidi Michelangelo (1519-1534) a Brancusi. Luigi D'Alimonte si inserisce nel solco di questa ricerca estetica: lo scultore plasma la rigida consistenza della pietra della Maiella, estratta dalla catena montuosa appenninica abruzzese, tramite una meticolosa lavorazione manuale, appresa dalla secolare sapienza degli scalpellini locali, per fare emergere lo spirito ancestrale di questa materia sotto forma di volumi bidimensionali elastici, sinuosi e levigati, di estrema purezza formale. Tagliando, piegando e contorcendo la solida monumentalità della pietra, l'artista opera un processo di assottigliamento della pietra, svuotandola della pesantezza della sua mole per raggiungere un'ideale armonia strutturale e compositiva, creata dal dinamismo plastico, armonico e suadente, delle sue superfici levigate per raggiungere quella che lui stesso definisce “bidimensionalità plasmata”, un ideale equilibrio che si ottiene con una studiata alternanza di pieni e vuoti e la contrapposizione tra il “volume materiale convesso”, la solida mole della materia, e quello “spirituale concavo”, la forma spirituale contenuta all'interno del blocco inerme di pietra, l' “anima viva della pietra”. Come Michelangelo sbozzava vigorosamente il marmo per far fuoriuscire l'anatomia dei suoi Prigioni, D'Alimonte sgrezza l'elemento primordiale della pietra che porta impressi sulla sua superficie le impronte dei fossili come testimonianza della sua storia millenaria, per fare emergere la calibrata elasticità delle sue forme. Esse, eteree, sinuose e leggere, si protendono verso l'alto, si piegano in eleganti torsioni, si accartocciano come antiche pergamene, richiamando le loro scoloriture con le venature della pietra rustica, oppure vengono sospesi come drappi a celare orizzonti ancora da scoprire, alternando linee dall'andamento morbido e dal taglio severo che l'abilità tecnica dell'artista avvolge in morbide curvature, sospende come drappi che celano orizzonti sconosciuti, allunga in sottilissimi lembi tenuti insieme da sottili corde e filamenti in metallo, metafora di un'energia irrequieta in perenne tensione, sul punto di esplodere, contenuta nella materia. I titoli ci suggeriscono questo contrasto di forze, ma in un contesto contemporaneo che coinvolge lo spettatore in una riflessione cosciente sul riverbero di energia che può sprigionare dai nodi creati nella materia. Nelle sue opere, un materiale povero viene elevato alla nobiltà e alla grazia della statuaria classica, superandone i canoni tradizionali di collocazione ambientale, per operare un “rinascimento della materia” che proietta la leggerezza aerea delle forme scultoree di D'Alimonte in una “bidimensionalità plasmata”, come la definisce l’artista stesso. 

L'artista ha esposto nel contesto della 57° Biennale di Venezia e della Triennale di Arti Visive di Roma, nel 2017, e di Expo 2015, oltre che presso l'Istituto Italiano di Cultura di La Valletta, a Malta, il Museo Costantino Barbella e quello di Palazzo De' Mayo a Chieti, il Museo delle Arti di Nocciano (Pe), la Fondazione Michetti di Francavilla al Mare (Ch), la Fortezza - Museo delle Armi di Civitella del Tronto (Te), il Palazzo Farnese di Ortona (Ch), il Palazzo della Provincia e il Museo d'Arte Moderna Vittoria Colonna di Pescara. Ѐ stato, inoltre, vincitore del Premio PACI di Isernia 2015, nella sezione scultura, ed è stato invitato a partecipare al Festival Internazionale di Scultura Contemporanea Start'18, al Palazzo d'Avalos di Vasto (Ch) e, per tre volte, al Premio Sulmona. Rassegna Internazionale di Arte Contemporanea.

Art Parma Fair - autunno 2018

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pianta parma

da venerdì 5 a domenica 7 ottobre -

vi aspettiamo all'edizione autunnale di Art Parma Fair

Ci trovate al Padiglione 7 - stand 96 nei seguenti orari di apertura al pubblico della manifestazione

che si svolgerà presso le Fiere di Parma, viale delle Esposizioni, 393/a - 43126 Parma:

dalle ore 10.00 alle ore 19.00

Per maggiori informazioni, visita il sito: www.artparmafair.it 

L'esclusiva creazione in carta di Daniele Papuli pubblicata sul volume Carta preziosa

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Sopra potete vedere le immagini dell'esclusivo gioiello in carta Nula, ideato da Daniele Papuli e pubblicato sul volume Carta Preziosa, a cura di Bianca Cappello, edito dalla Skira.

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Il volume è stato presentato presso la Sala Napoleonica dell'Accademia di Belle Arti di Brera.

In questa occasione, i giornalisti della Rai hanno intervistato Daniele Papuli nel suo studio e il servizio è andato in onda al Tg2. Per vederlo, guarda la puntata in streaming cliccando qui

Per maggiori informazioni, scarica il comunicato stampa 

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Massimo Caccia al Museo della Triennale di Milano

 

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Massimo Caccia è stato invitato ad esporre in occasione della mostra Il colore delle parole, a cura di Gianluigi Colin e Antonio Troiano, che La Lettura, supplemento domenicale del Corriere della Sera, e la sua Fondazione, hanno portate negli spazi espositivi della Triennale di Milano, in un percorso espositivo che si propone di riflettere sul ruolo dell'illustrazione nel linguaggio giornalistico.

Protagonisti sono i disegni pubblicati sulle pagine dell’inserto culturale La Lettura del Corriere della Sera a partire dal primo numero del 13 novembre 2011: oltre mille opere realizzate per accompagnare e approfondire i testi attraverso tratti disegnati, che in questi sei anni hanno fatto del supplemento una palestra per giovani autori e luogo di incontro con grandi artisti, da Mimmo Paladino a Art Spiegelman, Dario Fo, Emilio Isgrò, Velasco Vitali, e tanti altri. 
Al centro della mostra verranno presentate opere originali di Bruno Munari, Walter Molino, Umberto Brunelleschi, Enrico Sacchetti e Bruna Mateldi Moretti (Brunetta), pubblicate sulla storica Lettura dei primi del ‘900.

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L'installazione di Daniele Papuli nel centro storico di Parma in occasione del 360 Festival

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Sopra: una veduta dell'installazione Cartoframma bianco con all'interno le sculture Niuru 1TH e 2TH

In alto a destra : l'installazione Cartoframma blu  con all'interno le sculture Metria 1F e 2F

 

In occasione della terza edizione del Parma 360. Festival della creatività contemporanea, dal 14 aprile al 3 giugno 2018, La Chiesa Sconsacrata di San Tiburzio, che fa parte del palazzo dell’Asp Ad Personam, ha ospitato un'installazione site specific delicata ed evocativa del “demiurgo” della carta Daniele Papuli (Maglie, Lecce, 1971). Visioni è la mise en scene di un impianto “Scultografico” di carta in cui migliaia di lamelle di cartoncino selezionato per grammatura e colore strutturate in elementi modulari sono composti e assemblati sul pavimento della Chiesa.

Visioni è un dialogo che racconta vibrazioni e dinamismi di una materia, la carta, scelta dall’artista oramai da un ventennio, per costruire, per parlare della forma, della scultura, delle relazioni aperte tra lui stesso, lo spazio, il tempo, il luogo.

La carta rivela dal suo interno segni, disegni, visioni in una metamorfosi continua e fluttuante. Il visitatore che arriva fin qui circumnaviga, si sofferma e osserva la materia cartacea che trasforma la propria fisicità e si distende fluida a terra. La leggerezza e la fragilità del foglio di carta acquisisce concretezza e struttura attraverso i volumi creati da Papuli. Ed ecco che davanti ai nostri occhi si rivelano segni e visioni naturali, forme organiche, cascate d’acqua, onde increspate dal vento, conchiglie, ramificazioni, dune del deserto: elementi vivi e vibranti di energia che si animano grazie alla luce che si incanala nelle fessure della carta.

Per maggiori informazioni, visita il sito www.parma360festival.it  oppure scarica il comunicato stampa 

 

Severino Del Bono, la Benemerita

invito DelBono Colossi

 

Da dal 15 maggio al 28 maggio 2018 abbiamo ospitato nei nostri spazi espositivi un importante evento di beneficenza. In questa occasione sono state disponibili le riproduzioni litografiche in tiratura limitata dell'opera Benemerita dell'artista bresciano Severino Del Bono -Nuvolera (Bs), 1966-, ispirata alla profonda connessione tra l'Arma dei Carabinieri, il suo profondo e costante impegno civile e l'arte contemporanea. Le litografie sono state realizzate con il supporto del Rotary Club Valle Sabbia (Bs), su iniziativa del presidente, Dott. Ing. Giovanni Pasini, che, insieme all'artista, ha deciso di riconoscere l'indefesso e storico contributo dell'Arma dei Carabinieri. A coloro che vorranno generosamente effettuare una donazione, sarà offerta una litografia. Il ricavato sarà interamente devoluto a sostegno delle attività dell'Opera Nazionale Assistenza Orfani Militari Arma Carabinieri. L'iniziativa sta avendo molto successo e ogni giorno cresce l'ammontare dei fondi raccolti, grazie anche alle iniziative e agli eventi organizzati da Rotary Club Valle Sabbia.

Il legame tra l'Arma e l'arte è storicamente consolidato; lo dimostra il fatto che, nel 2016, la bandiera dell'Arma sia stata decorata con la Medaglia d'Oro ai benemeriti della cultura e dell'arte per “la meritoria opera svolta a salvaguardia del patrimonio culturale nazionale e internazionale” e il suo Calendario Storico fosse ispirato al tema “I Carabinieri e le Arti”.

Nell'opera dell'artista, in mostra presso la galleria Colossi che già ha ospitato, nel 2012, la sua mostra personale Fortunae, a cura di Ivan Quaroni, il duplice ruolo storico di questo corpo militare, sia come garante della giustizia e dell'ordine pubblico che a livello assistenziale, è rappresentato metaforicamente, dalla regale presenza di una donna (la Giustizia) bendata con un drappo rosso che reca impressa la fiamma, segno distintivo dell'arma. Il titolo dell'opera richiama il termine utilizzato per designare l'Arma il 24 giugno 1864, in occasione della relazione ufficiale che, in sede parlamentare, la Commissione Affari Interni della Camera diresse al Governo, nella quale si legge: “L'interesse che tutti prendono perché l'Arma dei Carabinieri Reali (parte eletta dell'esercito) proceda di bene in meglio è in ragione appunto del pregio in cui essa è tenuta e degli indefessi e segnalati servigi che la rendono dovunque veramente benemerita del Paese".

La donna, metafora di virtù patriottica, si staglia su uno sfondo nero che richiama i colori delle divise dei carabinieri e sul tricolore della bandiera nazionale, raffigurata con il linguaggio espressivo dell'iper-realismo che da sempre caratterizza la poetica dell'artista, attivo da molti anni sul panorama nazionale e internazionale e da poco invitato dal curatore Paolo Feroce, ad esporre negli spazi di Villa Fiorentina, sede della Fondazione Sorrento, in occasione dell'International Meeting of Contemporary Art - Sorrento Young Art. Le donne protagoniste dell'arte di Del Bono sono caratterizzate da una cecità alla quale corrisponde, come vediamo nelle sue rappresentazioni artistiche del mondo antico, una capacità di introiettare la visione verso l'interno, quindi un'attitudine alla meditazione come dono divino. Allo stesso modo, alla bellezza esteriore della donna al centro dell'opera Benemerita come emblema della dedizione alla nazione dell'Arma dei Carabinieri, corrispondono doti introspettive; le stesse che ci inducono a riflettere sull'importanza di coloro che si fanno custodi dell'ordine pubblico, anche a rischio della propria vita.

L'evento è stato segnalato dal Giornale di Brescia

COLOSSI ARTE CONTEMPORANEA
Corsia del Gambero, 16 - Brescia
tel. +39 0303758583 
cell. +39 3389528261
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Partita IVA 02650730985
 
orario di galleria: da martedì a sabato
10 -12 / 15 -19
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lunedì chiuso

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