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L'installazione site-specific di Francesca Pasquali nella boutique milanese di Salvatore Ferragamo

ferrag vetrina

In occasione della Fashion Week milanese, Francesca Pasquali ha decorato con un intervento site-specific cinetico e multicolore le vetrine e gli spazi interni della boutique di Salvatore Ferragamo in via Montenapoleone, arricchendo l'esperienza dello shopping di lusso con un'esperienza polisensioriale.

A catturare l'attenzione di clienti e visitatori, sono i colori sfavillanti e intensi di drappi che scendono a cascata composti da sinuose setole plastiche, tra i materiali d’elezione dell’artista, da sempre attenta alle relazioni tra natura e artificio. Mossi da peculiari congegni meccanici, essi si trasformano in scenari in movimento per la collezione Salvatore Ferragamo, soffiando e muovendosi in una lieve energia vitale.
Un layout plastico-visuale che indaga le potenzialità di materiali in apparenza semplici, in linea con uno dei tratti distintivi della Maison, l’accostamento eclettico di materiali umili e preziosi, antichi e moderni, ma anche le interazioni tra arte e moda, in uno scambio sempre ricco di spunti e riflessioni, ma prima ancora di emozioni e sensazioni.
Per la seconda volta Salvatore Ferragamo sceglie di avvalersi della creatività di Francesca Pasquali che aveva già lavorato alla realizzazione del progetto Sofia Straws (2013), speciale “borsa d’artista” caratterizzata dall’applicazione di uno strato di cannucce sul corpo della bag iconica del brand, presentata da Massimiliano Giornetti in escusiva per Harper’s Bazaar ART Cina. Questa nuova iniziativa conferma, ancora una volta, l’importanza del ruolo che la Maison attribuisce alle collaborazioni con artisti di talento. In un costante dialogo alimentato tra la moda e l’arte contemporanea, Salvatore Ferragamo continua ad investire in un'innovazione che si rapporta in maniera sempre più efficace con i nuovi consumatori.
L’installazione site-specific di Francesca Pasquali verrà poi presentata nuovamente in occasione della riapertura della boutique parigina di Avenue Montaigne e, più tardi, nella boutique londinese di Sloane Street.

Per maggiori informazioni, scarica il comunicato stampa

ferrag ve ferrag shoes

Giorgio Tentolini e Severino Del Bono espongono a Polignano a Mare (Ba)

jeane sito donna
Giorgio Tentolini, Elementi per una teoria della jeune-fille - Jeane Severino Del Bono, Dono
giuditta

Dall'8 dicembre al 15 gennaio 2017, Giorgio Tentolini e Severino Del Bono hanno partecipato alla mostra Giuditta, antichi e nuovi ritratti di donne tra grazia e giustizia presso la galleria d’arte Ventoblu, Via Conversano 14, Polignano a Mare (Ba).

La mostra è stata segnalata, tra gli altri, da

Corriere del Mezzogiorno

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I visitatori sono stati accompagnati, durante il vernissage, in un viaggio estetico-sociologico alla scoperta delle opere esposte, dal dialogo tra il critico d’arte Dario Dimunno, studente presso la scuola di specializzazione post lauream in beni storico-artistici dell’Università "Suor Orsola Benincasa" di Napoli, e il professor Silvio Suppa, docente di storia del pensiero politico presso l’Università degli Studi di Bari "Aldo Moro". La mostra nasce dall’osservazione dei ritratti antichi e dalla forza che da essi si irradia e dal desiderio di istituire un confronto tra questi e le opere del presente; diversi e di pregio sono infatti i ritratti, provenienti da importanti collezioni e comprendenti un vasto arco cronologico dal ‘600 alla contemporaneità, e celebri sono i nomi: da un seguace dell’Allori allo svizzero Jean Etienne Liotard, attivo per gran parte del ‘700 così come il francese Jean Baptiste Greuze, ai grandi esponenti dell’Ottocento pugliese Gioacchino Toma, Giuseppe De Nittis e Francesco Paolo Michetti, fino a giungere all’attualità con Pamela Campagna, Roberta Savelli, Severino Del Bono e Giorgio Tentolini. Personalità artistiche che, pur con variazioni nella rappresentazione di soggetti diversi per collocazione temporale, ruolo sociale, politico e familiare, e con alcune tra le più disparate modalità esecutive (dal tradizionale olio su tela del passato ai fili sottili e alle reti della contemporaneità), sono unite dalla comune sensibilità estetica di rappresentare donne simbolo di potenza e giustizia che hanno fatto la storia di un popolo, (è il caso dell’eroina Giuditta che decapita Oloferne del seguace dell’Allori), o della famiglia e della storia artistica di un uomo, oltre che incarnazione della grazia, (nel caso del ritratto della moglie Leontine del De Nittis), per giungere infine alle contemporanee iconografie che invitano lo spettatore ad andare al di là dell’immagine per potersi liberare da visioni quotidiane e banalizzanti della femminilità.

Particolare attenzione sarà infatti rivolta alla più aggiornata e contemporanea produzione in merito alla tematica della femminilità, con la presenza di ben quattro artisti attivi prevalentemente a livello internazionale: si va dalla barese Pamela Campagna, grafica e designer, con all’attivo numerose collaborazioni, esposizioni con fondazioni culturali italiane ed estere oltre a prestigiosi riconoscimenti, la quale è impegnata in una ricerca sulla questione della mutazione e la non permanenza delle percezioni e dei sentimenti con opere, realizzate con materiali inconsueti, che hanno l’intento di lasciare questioni aperte sul nostro modo di essere in relazione alla vita e alle relazioni umane, alla milanese Roberta Savelli, scenografa e pittrice, con alle spalle numerose esposizioni in ambito prevalentemente italiano e specializzata nella realizzazione di ritratti di adolescenti e bambini con olio diluito su leggerissime tele di garza, simboliche della fragilità di queste età. L’esposizione prosegue con due opere del bresciano Severino Del Bono, pittore i cui ritratti di donne bendate esplicitano il concetto di chiudere gli occhi al di fuori per aprirsi al di dentro per oltrepassare i confini della mimesi e penetrare nelle profondità della psiche, per poi concludersi con i tre ritratti del cremonese Giorgio Tentolini , grafico e designer, già insignito da riconoscimenti nel corso della sua carriera, ogni sua opera nasce da una precisa indagine sul Tempo come memoria e identità, in un’attenta e lenta ricostruzione che avviene con lo studio della luce e l’incisione di strati e di materiali diversi, utilizzando in particolar modo il medium del tulle e del nastro adesivo nella sua ricerca della levità meditativa che tali materiali restituiscono all’immagine.

BAF. Bergamo Arte Fiera 2016

Dal 26 al 28 novembre 2016 abbiamo partecipato a
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baf uno baf due
baf tre baf quattro

Arte Padova 2016

Dall'11 al 14 novembre 2016 abbiamo partecipato ad

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ArtVerona - Art Project Fair 2016

 Ad  ottobre 2016 abbiamo partecipato alla 12° edizione della rassegna di arte moderna e contemporanea
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La grande rete dell'artista Giorgio Bevignani, vincitrice del prestigioso premio a livello internazionale Spotlight 2015, indetto dalla londinese RSC. Royal Society of Sculptors, è stata esposta nell'area King Kong della rassegna ed ha riscosso grande successo di pubblico e critica. Sotto, l'articolo del Corriere della Sera con la relativa pubblicazione dell'opera.

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Expoarte Montichiari 2016

Dal 23 al 25 settembre 2016 abbiamo partecipato ad Expoarte Montichiari

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La prima personale di Francesca PasqualI negli USA: "Plastic Resonance" a New York

multicolor

 

Dall'8 settembre al 22 ottobre, la Leila Heller Gallery di New York ha ospitato la prima mostra personale di Franccesca Pasquali negli Stati Uniti dal titolo Plastic Resonance.

Attraverso le tonalità sature di installazioni site-specific, altorilievi a parete realizzati con cannucce multicolor e sculture pieghettate, ondulate, mosse da onde plastiche voluttuose, il lavoro di Pasquali ridisegna le conformazioni delle forme organiche attraverso un materiale plastico, inorganico, ready-made, dando vita a strutture formali giocose ed eleganti.

Nel lavoro della Pasquali, inerti materiali plastici di origine industriale, come le cannucce, il neoprene, il poliuretano espanso, le setole, i palloncini, assumono un aspetto affine alla vita. Spesso accostate con una meticolosa perizia tecnica, le cannucce tagliate assumono le sembiance di strutture coralline o microscopiche topografie; un proliferare di strutture sferiche dalle tinte vibranti creano gli Spiderballs, una volta destinati a servire come spolverini, i ragnatori si compongono in tridimensionali rilievi a parete, a ricordare prolifici ricci di mare, organismi della barriera corallina, più che prosaiche apparecchiature domestiche, tra l'energia plastica della Pop Art e la giocosità dada con gli oggetti di uso quotidiano. Infatti, spogliati del loro valore d'uso, i materiali utilizzati dalla Pasquali risentono dell'influenza dell'Arte Povera: nella loro banalità di oggetti quotidiano vengono trasformati in organismi di straordinaria e bellezza, mossi da una vibrazione ottico-cinetica.

Per la Pasquali, il materiale è anche metafora. 'Plastic' significa adattabile, incline al suo ambiente, soggetto ad essere declinato alle impressioni, ad essere toccato, o al perenne cambiamento. Analogamente, le opere come i Bozzoli in poliuretano espanso sembrano rispondere alla presenza dello spettatore. Le Frappe invitano lo spettatore ad accarrezzare le loro morbide volute. I loro strati, dalle delicate tonalità del grigio, del nero e del bianco, impresse sul neoprene, ricordano la struttura degli organismi della barriera corallina.

In questa inaugurale mostra dell'opera della Pasquali negli Stati Uniti, lo status in perenne evoluzione e metamorfico di texture microcosmiche di piante e animali si rispecchia nella tessitura di materiali plastici industriali riutilizzati che formano il nucleo delle sue opere scultoree.

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Virginia Magatelli. Brani di realtà sinfonica

finissageDa sabato 6 a sabato 13 maggio 2017 si è svolta la mostra personale di Virginia Magatelli Brani di realtà sinfonica che, in occasione del finissage, ha duettato con la soprano Jessica Zizioli, accompagnata al pianoforte dal maestro Giacomo Gozzini, in due esibizioni canore:

Sì, mi chiamano Mimì e il Valzer di Musetta tratto dalla Bohème (1893-1895) di Puccini

Duetto buffo di due gatti (1825) di Gioacchino Rossini

Il duetto delle Nozze di Figaro di Mozart (1785-1786)

il Brindisi del Macbeth (1847) di Verdi.

Dopo una carriera musicale pluridecennale in ambito teatrale e operistico, che l’ha portata ad esibirsi sui palcoscenici italiani ed esteri, in Francia e in Giappone, oltre che a partecipare alla trasmissione Gran Premio, condotta da Pippo Baudo e andata in onda sulla Rai nel 1990, la soprano clarense, che si è stabilita nella sua città natale dagli anni 2000, in questa occasione, espone il frutto dell’espressione del suo talento artistico, i suoi collages dal sapore metafisico, nell’ambito delle arti figurative, ma anche in quello letterario e della valorizzazione di realtà locali come l’Associazione “Donne e filo"; contestualmente all’inaugurazione della mostra, presenterà, infatti, il suo libro Il segno della bellezza. Avventure di ago e di filo tra il XIX e il XXI secolo, edito dalla GAM editrice di Rudiano (Brescia). Il libro racconta le vicende di cinque generazioni di donne che si sono susseguite nel tramandarsi l’arte del filare e del cucito, caratterizzata da una ritmicità nel punteggio del ricamo dall’ordito geometrico che ritroviamo sia nell’armonia musicale che nelle composizioni equilibrate nell’accostamento calibrato di forme e sfumature cromatiche dei collages variopinti della soprano.
Si snoda così un percorso culturale tra arte, musica e vita attraverso il quale Virginia Magatelli ci accompagna con le sue opere…

La mostra è stata segnalata, tra gli altri, da

IAM. Italia Art Magazine

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Tentolini, Papuli e Bevignani espongono a Capalbio (Gr) per la mostra I materiali della pittura

Daniele Papuli, Giorgio Bevignani e Giorgio Tentolini sono stati invitati dal curatore Davide Sarchioni a far parte dell'accurata selezione di artisti che hanno esposto in occasione della mostra I materiali della pittura dal 16 luglio al 15 settembre presso l'Associazione Culturale "iL FRANTOIO" di Maria Concetta Monici
Piazza della Provvidenza, 10 - 58011 Capalbio (Gr).
 intondo bli algher
 
infrared
 Daniele Papuli
Intondo blu 3OP
 Giorgio Bevignani
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 Giorgio Tentolini
Appartenere (Infrared)

In continuità con la rassegna Art Mashup, presentata nella stagione 2015, la mostra intende offrire uno spaccato assai articolato e vivace sui linguaggi dell'arte contemporanea attraverso una selezione di lavori di 14 artisti i quali, al di là delle specifiche ricerche linguistiche e poetiche di ognuno, sono accomunati dall'impiego del tutto originale di materiali eterogenei e inusuali utilizzati in applicazioni che, nella continua sperimentazione tecnica, suggeriscono un'indagine sulle varie modalità di formulazione di un linguaggio nel suo divenire forma e immagine, plastica e quadro, volgendo alla scoperta di nuove attribuzioni di senso formale o concettuale.

Pur nella sorprendente varietà delle soluzioni inventive e dei materiali proposti, il progetto intende costruire un interessante itinerario visivo che mira a riflettere sull'idea della pittura, sulla sua centralità come genere inclusivo di altri linguaggi, anche nelle sue ibridazioni con la scultura, la foto o l'installazione.

Si parte dalla pittura nella sua forma più “tradizionale” per giungere a quella contaminata dal video o dalla foto, passando per manifestazioni visive costituite da vibrazioni epidermiche di materia e colore, da assemblaggi di oggetti e di immagini, dalle diverse suggestioni derivate dalle caratteristiche dei materiali coinvolti o dalla presenza delle loro tracce e infine da una certa sensibilità verso le qualità tattili e di texture degli stessi.

Dall'analisi di ogni singola opera prevale una condivisa prassi manuale, quale gesto artistico ed estetico che ne mette in luce gli inediti processi ideativi e costitutivi, mossa da quella necessità di impregnare la materia di significati che si fa emblema di una pittura evocata, formulata nelle sue dinamiche di pensiero e di visione e considerata più come un'attitudine anziché nella sua pratica “consueta”.

Esemplare ai fini di questo discorso è l'opera in mostra di Agostino Bonalumi del 1988 e appartenente al ciclo delle Sete, una tipologia di lavoro realizzata avvalendosi delle qualità cromatiche e di trasparenza della seta applicata su carta estroflessa in sostituzione alla colorazione, quasi a ribadire il recupero di un certo grado di pittoricità pur in un contesto monocromo.

La mostra, nel suo insieme, vuole così sollecitare la curiosità dello spettatore rispetto ai “materiali della pittura” per intavolare un dibattito sulle espressioni della contemporaneità e stimolare un confronto critico per costruire ulteriori relazioni fra le opere esposte.

I Materiali della Pittura è un progetto che gode del patrocinio del Comune di Capalbio.

Per maggiori informazioni scarica il comunicato stampa

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