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Michael Gambino espone alla Fondazione L'Arsenale di Iseo per la mostra Migrazioni

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Michael Gambino, A Migration Story, 2016, farfalle di carta ritagliate e appuntate alla tela, fondo fosforescente, 100 x 150 cm

migrazioni

Michael Gambino è stato selezionato per fare parte dell'accurata selezione di artisti che parteciperanno alla mostra Migrazioni. Contaminazioni tra i popoli che si è tenuta dal 10 settembre al 2 ottobre presso la Fondazione l'Arsenale di Iseo (Bs) - Vicolo della Malinconia, 2.

La mostra si propone di reinterpretare, secondo i linguaggi espressivi dell'arte contemporanea, il tema delle migrazioni e degli scambi culturali che ne derivano.

Gambino ha partecipato con l'opera A Migration Story. Per realizzarla, Michael Gambino, è partito dall'immagine simbolica delle mani impresse in negativo sulle pareti della La Cueva de las Manos, "la Caverna delle Mani Dipinte", come primordiale espressione artistica che ci riporta agli albori dell'umanità.

Si tratta di una delle più straordinarie manifestazioni dell'arte rupestre, risalente a circa 10.000 anni fa, che si trova nella provincia argentina di Santa Cruz, a sud della città di Perito Moreno, in Patagonia, dove, in una steppa solitaria e deserta, ai piedi dei burroni, il fiume Pinturas scivola fino a 170 metri di profondità per giungere a questa maestosa grotta. Sulle sue pareti sono impressi i positivi e i negativi di mani degli aborigeni Tehuelches con pigmenti di origine naturale.

Nell'opera dell'artista, le sfumature cromatiche impresse sulle ali delle farfalle riprendono quelle della terra d'Africa, del deserto, della sabbia, dei minerali polverizzati dai quali venivano ricavati i pigmenti: l'ocra, il marrone, i bruni, il nero e il bianco. Le tipologie di farfalle che l'artista riproduce nelle sue miniature di carta appartengono tutte a specie africane per ricordarci l'origine della nostra specie: L'Africa rappresenta la culla dell'umanità, il luogo dal quale tutti proveniamo. La farfalla diventa l'immagine simbolica della diffusione dell'umanità a partire da questo continente. Infatti, circa 120.000-130.000 anni fa la nostra specie, l'Homo Sapiens, è partita alla conquista del mondo, partendo proprio dalle regioni del Sud del Sahara e diffondendosi in Asia Centrale, già colonizzata dall'Homo Erectus circa 2 milioni di anni fa, così come in Europa e in Medio Oriente, territori occupati dall'uomo di Neandertal. Questo incontro di specie di ominidi diversi ha provocato uno scambio culturale dal quale noi stessi discendiamo e del quale i graffiti rupestri sono la dimostrazione storica, come quelli presenti nella grotta dell'isola indonesiana di Sulawesi e in quella spagnola di El Castillo.

Le sagome delle mani, metafora della diffusione dell'umanità nel mondo, si dispongono nello spazio della rappresentazione dell'opera di Gambino richiamando l'originaria disposizione delle impronte sulle pareti della grotta primordiale della Cueva argentina, ma vengono reinterpretate secondo il codice espressivo che caratterizza l'artista: le mani vengono delineate da un espandersi evanescente e tridimensionale di farfalle che sembrano posarsi momentaneamente sulla tela solo il tempo necessario per delinearla.

La farfalla, fulcro del linguaggio artistico di Gambino, evoca così il primo impulso dell'uomo a lasciare una traccia del suo passaggio sulla terra, attraverso l'arte, trait d'union tra il passato e il presente dell'umanità.

Tentolini, Papuli e Bevignani espongono a Capalbio (Gr) per la mostra I materiali della pittura

Daniele Papuli, Giorgio Bevignani e Giorgio Tentolini sono stati invitati dal curatore Davide Sarchioni a far parte dell'accurata selezione di artisti che hanno esposto in occasione della mostra I materiali della pittura dal 16 luglio al 15 settembre presso l'Associazione Culturale "iL FRANTOIO" di Maria Concetta Monici
Piazza della Provvidenza, 10 - 58011 Capalbio (Gr).
 intondo bli algher
 
infrared
 Daniele Papuli
Intondo blu 3OP
 Giorgio Bevignani
Al-Gher light
 Giorgio Tentolini
Appartenere (Infrared)

In continuità con la rassegna Art Mashup, presentata nella stagione 2015, la mostra intende offrire uno spaccato assai articolato e vivace sui linguaggi dell'arte contemporanea attraverso una selezione di lavori di 14 artisti i quali, al di là delle specifiche ricerche linguistiche e poetiche di ognuno, sono accomunati dall'impiego del tutto originale di materiali eterogenei e inusuali utilizzati in applicazioni che, nella continua sperimentazione tecnica, suggeriscono un'indagine sulle varie modalità di formulazione di un linguaggio nel suo divenire forma e immagine, plastica e quadro, volgendo alla scoperta di nuove attribuzioni di senso formale o concettuale.

Pur nella sorprendente varietà delle soluzioni inventive e dei materiali proposti, il progetto intende costruire un interessante itinerario visivo che mira a riflettere sull'idea della pittura, sulla sua centralità come genere inclusivo di altri linguaggi, anche nelle sue ibridazioni con la scultura, la foto o l'installazione.

Si parte dalla pittura nella sua forma più “tradizionale” per giungere a quella contaminata dal video o dalla foto, passando per manifestazioni visive costituite da vibrazioni epidermiche di materia e colore, da assemblaggi di oggetti e di immagini, dalle diverse suggestioni derivate dalle caratteristiche dei materiali coinvolti o dalla presenza delle loro tracce e infine da una certa sensibilità verso le qualità tattili e di texture degli stessi.

Dall'analisi di ogni singola opera prevale una condivisa prassi manuale, quale gesto artistico ed estetico che ne mette in luce gli inediti processi ideativi e costitutivi, mossa da quella necessità di impregnare la materia di significati che si fa emblema di una pittura evocata, formulata nelle sue dinamiche di pensiero e di visione e considerata più come un'attitudine anziché nella sua pratica “consueta”.

Esemplare ai fini di questo discorso è l'opera in mostra di Agostino Bonalumi del 1988 e appartenente al ciclo delle Sete, una tipologia di lavoro realizzata avvalendosi delle qualità cromatiche e di trasparenza della seta applicata su carta estroflessa in sostituzione alla colorazione, quasi a ribadire il recupero di un certo grado di pittoricità pur in un contesto monocromo.

La mostra, nel suo insieme, vuole così sollecitare la curiosità dello spettatore rispetto ai “materiali della pittura” per intavolare un dibattito sulle espressioni della contemporaneità e stimolare un confronto critico per costruire ulteriori relazioni fra le opere esposte.

I Materiali della Pittura è un progetto che gode del patrocinio del Comune di Capalbio.

Per maggiori informazioni scarica il comunicato stampa

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Daniele Papuli ha esposto sulle piattaforme di The Bridge of Love a Firenze dal 14 al 17 giugno

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Daniele Papuli è stato invitato da LUISAVIAROMA, prestigioso brand dello shopping di lusso a livello internazionale, a partecipare alla collettiva Design on Water. Exhibition, in occasione della quale un'accurata selezione di designer, artisti e gallerie sono stati invitatiad allestire le piattaforme di The Bridge of Love con installazioni ispirate alla 13° edizione di Firenz e4Ever - Underwater Love.

L’esposizione coincide con il cinquantesimo anniversario dell’alluvione che sommerse Firenze nel 1966 e affronta la crisi dei rifugiati, una tragedia epica che la nostra società viene chiamata ad affrontare. Su sei cubi di The Bridge of Love sono state installate nove piattaforme galleggianti dove svettano opere che costituiscono interpretazioni uniche dell’acqua come simbolo di distruzione e rinnovamento, di speranza e solidarietà. L'artista salentino ha esposto una delle sue onde composte da centinaia di filamenti di carta blu che riprongono il movimento delle onde.

I visitatori saranno guidati attraverso il percorso espositivo con la curatela di LUISAVIAROMA.

acqua papuli

Fino al 15 settembre il Museo Santa Giulia di Brescia ospita la mostra dedicata ai Water Projects di Christo e Jeanne-Claude

locnadinaAllestita nello spazio di 2.000 metri quadrati del Museo di Santa Giulia, l’esposizione curata da Germano Celant in collaborazione con l’artista e il suo studio, presenta per la prima volta i progetti di Christo e Jeanne-Claude legati all’elemento acqua, nei quali gli artisti hanno lavorato in stretta relazione con paesaggi rurali e urbani caratterizzati dalla presenza di mare o lago, oceano o fiume. 
Attraverso oltre 150 tra studi, disegni e collage originali, ai quali si aggiungono i modelli in scala, le fotografie dei progetti realizzati, i video e i film relativi, Christo and Jeanne-Claude. 
Water Projects presenta una cronologia dei progetti monumentali dai primi anni Sessanta e sviluppa, in grandi sale museali, i sette Water Projects, da Wrapped Coast, One Million Square Feet, Little Bay, Sydney, Australia, 1968-1969, a The Floating Piers, Project for Lake Iseo, Italy, 2014-16, Lago d’Iseo, Italia. L’intento è di mostrare e di contestualizzare storicamente, in relazione al loro percorso storico, dal 1961 ad oggi, le diverse fasi progettuali e realizzative degli interventi legati all’acqua: dalla loro prima ideazione testimoniata dai bozzetti, al loro sviluppo nei disegni, nei collage e nei modelli, fino alla realizzazione concreta, documentata tramite fotografie e video. Una sezione informativa e interattiva, che aprirà a giugno, sarà dedicata alla costruzione in progress dell’intervento ambientale. Qui saranno proiettati e esposti materiali, in forma fisica e virtuale, prodotti dall’artista, sul processo di realizzazione, mentre sarà possibile vedere in live streaming foto e video postate in diretta dalle persone che visiteranno l’opera sul Lago d'Iseo. 
La mostra è stata pensata in concomitanza con la realizzazione dell’intervento The Floating Piers, che sarà attuato e aperto sul Lago di Iseo dal 18 giugno al 3 luglio 2016 e che segna il ritorno di Christo e Jeanne-Claude in Italia dopo 40 anni.
L’opera consentirà al pubblico di camminare sulle acque e sulle sponde del Lago per una lunghezza di 3 kilometri. É realizzata con 70.000 metri quadrati di scintillante tessuto arancione, che si appoggia su una sequenza modulare di pontili galleggianti larghi 16 metri e costruiti con 200.000 cubi di polietilene ad alta densità. Il percorso comprenderà il transito da Sulzano a Monte Isola e si svolgerà tra terra e acqua per includere l’Isola di San Paolo. Il catalogo della mostra, a cura di Germano Celant e pubblicato in versione italiana e inglese contiene una cronologia dei progetti su larga scala di Christo e Jeanne-Claude, realizzati o non, dal 1961 al 2016, documentando con maggior ampiezza i singoli Water Projects. Ogni opera realizzata, in progress o non compiuta, è introdotta da una scheda e corredata da immagini di disegni preparatori, seguiti da documenti fotografici sul processo di preparazione e di realizzazione.

Con oltre 150 tra studi, disegni, collages, modelli e fotografie provenienti da diverse collezioni sia italiane sia internazionali, Christo and Jeanne-Claude. Water Projects, a cura di Germano Celant in collaborazione con Christo e la CVJ Corporation, presenta per la prima volta l’insieme dei progetti monumentali legati all’elemento acqua dal 1968 al 2016, che gli artisti hanno realizzato o sono ancora in progress e in via di realizzazione. Tali progetti sono inseriti nella Cronologia, costituita da opere originali, modelli in scala, fotografie e documenti d’epoca, che introducono gli interventi ambientali di grande scala, progettati e realizzati dai primi anni Sessanta e ai quali Christo, anche dopo la scomparsa di Jeanne-Claude, avvenuta nel 2009, continua a lavorare. Da Wall of Oil Barrels - The Iron Curtain, Rue Visconti, Paris, 1961-1962 a Wrapped Reichstag, Berlin, 1971-1995, da Wrapped Monuments, Milano, 1970, a Wrapped Trees, Fondation Beyeler, e Berower Park, Riehen, Switzerland, 1997-1998, da Valley Curtain, Rifle, Colorado, 1970-1972, a The Gates, Central Park, New York City, 1979-2005, sono esposti più di cinquant’anni di lavoro e oltre trenta opere progettate o realizzate. 

progettoL’elemento acqua nel percorso artistico di Christo e Jeanne-Claude è presente per la prima volta in Wrapped Coast, realizzata alla fine degli anni Sessanta in Australia, e da allora presente in altri sei progetti, fino a The Floating Piers del 2016. Oltre alla dimensione oceanica e a quella lacustre, gli artisti si sono confrontati con la realtà di un fiume in Over the River, project for the Arkansas River, State of Colorado, dal 1992 e The Pont Neuf Wrapped, Paris, France, 1975-1985 o con il paesaggio della baia di Miami, in Surrounded Islands, Biscayne Bay, Greater Miami, Florida, 1980-1983 sempre volgendo l’attenzione da una parte al territorio naturale e dall’altra alla diversa realtà umana – abitativa, economica e sociale – di ogni sito dove gli interventi sono stati portati a termine. 

Giorni e orari di apertura:
Da martedì a venerdì: dalle 9.30 alle 17.30
Sabato e domenica: dalle 9.30 alle 19
Giovedì, apertura straordinaria: dalle 17.30 alle 22 
Chiuso tutti i lunedì non festivi

COLOSSI ARTE CONTEMPORANEA
Corsia del Gambero, 16 - Brescia
tel. +39 030 3758583 
cell. +39 338 9528261
info@colossiarte.it
Partita IVA 02650730985
 
orario di galleria: da martedì a sabato 10-12 / 15-19
domenica su appuntamento
lunedì chiuso

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