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Massimo Caccia. Caos

dal 7 febbraio al 18 aprile 2015

La mostra che ha aperto la stagione 2015 è Caos, a cura di Anna Lisa Ghirardi, dedicata all'artista Massimo Caccia (Desio, Milano, 1970). L'esposizione si presenta come un contenitore caleidoscopico di situazioni bizzarre ed enigmatiche in cui i suoi animali, dallo sguardo sorpreso ed estatico, sono colti con una tecnica estremamente minimale e pulita. In ogni opera compare un insolito e silente accadimento dall'apparente semplicità formale che accostato alle altre numerose e fantasiose composizioni dell’artista si anima di un’inaspettata complessità; le inedite situazioni veicolano enigmatici significati, in una contrapposizione che l'occhio dello spettatore spesso non riesce a risolvere. Assemblando questi frammenti di vissuto ironici e sospesi, colti in inquadrature frammentarie, nascono situazioni di un conflitto solo apparentemente silenzioso che trasmette ben presto una soffusa sensazione di caos. Un caos che richiama il conflitto interiore dell'uomo contemporaneo, in bilico tra le più assurde e inaspettate avventure che la vita quotidianamente gli presenta. L’artista, attraverso una narrazione allusiva e delicata, rivela infatti una profonda sensibilità nei confronti dell'esperienza quotidiana dell'individuo.

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Leonardo Rota Gastaldi. Rainbows

dal 6 dicembre 2014 al 28 gennaio 2015

Rainbows è il titolo della personale che abbiamo dedicato all'artista Leonardo Rota Gastaldi (Milano, 1983) che ci regala, con la scintillante superficie riflettente delle sue opere, frammenti di un brivido ottico... i suoi lavori sono composizioni astratte di volumi strutturati in un incastro di forme mediante una griglia geometrica.

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Agenore Fabbri

dal 27 settembre al 26 novembre 2014

La galleria Colossi Arte Contemporanea ha inaugurato la stagione espositiva autunnale dedicando un'importante mostra personale al toscano Agenore Fabbri (Barba, Quarrata (PT), 1911 – Savona, 1998). Nell'immediato dopoguerra (1947-1955), dopo essersi trasferito in una piccola manifattura di ceramiche ad Albisola nel 1935, Fabbri è stato il cantore degli oscuri presagi che pendevano sul destino dell'umanità, con una scultura dall'intensa drammaticità espressiva che raffigura donne, madri, animali martoriati dal tormento, come se l'artista fosse consapevole della ferita che l'esistenza incide nell'uomo; la tensione drammatica del periodo giovanile esprime bene la sensazione apocalittica di catastrofe imminente dovuta agli eventi storici che seguono al lancio della bomba su Hiroshima e Nagasaki e si trasferirà poi in un uso espressionistico della materia che caratterizza le opere bidimensionali del periodo informale (1954 -1963). Esse continuano ad indagare le profondità interiori, ma attraverso diverse soluzioni materiche, violenti interventi sulla materia; alla figurazione della scultura si sostituisce il puro dispiegamento dei materiali, sempre colti in stati caotici e segnati da asperità, deflagrazioni e corrosioni, molto vicini alla pittura nucleare e alla sua necessità di esplicare la forza evolutiva della materia.

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Marco Casentini. Upside Down

dal 27 settembre al 26 novembre 2014

Suggestioni tratte da diverse percezioni del paesaggio urbano che si trasformano in un'espressione artistica in bilico tra la tradizione post-modernista e l'astrattismo di Mondrian, ma completamente nuova. La sua è una realtà ridotta all'essenziale, ma arricchita di valori umani, emozioni, percezioni di attimi, scorci lirici che riemergono dall'assemblaggio delle forme geometriche dai colori brillanti della pittura di Marco Casentini (La Spezia, 1961) e dalle sue vibrazioni cromatiche accostate spesso a inserti di plexiglas che richiamano schemi vuoti, in attesa di un'immagine da proiettare. L'artista crea un vocabolario cromatico legato ad un linguaggio formale fatto di equivalenze ben definite, radicate nella sua mente e crea così un equilibrio visivo che non si perde nonostante le forme si incastrino, da qualunque punto di vista lo si guardi; lo ritroviamo osservandole in qualunque modo, anche sotto sopra, “Upside Down”, ribaltando il punto di vista, come suggerisce il titolo della mostra. Nella sua sintesi astratta del paesaggio urbano in forme rettangolari che si susseguono come in una prospettiva di palazzi, i colori definiti dai contorni netti delle forme esprimono diversi sentimenti (“Esprimo i miei sentimenti. Per me il rosso è sempre passione, eros, il nero malinconia; il blu è cielo o mare e il bianco pace e quiete.”, sostiene l'artista stesso), mentre i loro accostamenti o sovrapposizioni veicolano la profondità e la vibrazione emozionale della situazione percepita: “non è vero che, per creare il mio lavoro, io studio in maniera matematica la scelta ed il posizionamento dei colori. La costruzione è emotiva...è il mio linguaggio...il mio modo di esprimere me stesso. È una forma grammaticale ormai profondamente radicata...”. Nel suo linguaggio, le sensazioni tratte dall'osservazione dell'architettura urbana si condensano in un'astrazione geometrica che deriva da una percezione fortemente individuale e originale dei luoghi e dei momenti, derivata sicuramente dall'ordine formale del Costruttivismo Russo, di cui lui stesso si riconosce discendente.

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Dinamiche visive tra naturale e artificiale

dal 21 giugno al 30 luglio 2014

Movimento ed effetti dinamici ottenuti con le tecniche e i materiali più svariati e innovativi, industriali e non, in grado di confondere la percezione, ma che richiamano le forme della natura, sono al centro della collettiva che la Galleria Colossi Arte Contemporanea inaugura sabato 21 giugno 2014. Sagome di alberi visti al crepuscolo, in una prospettiva ascensionale, come se li vedessimo elevarsi verso il cielo dal basso ponendoci al centro di una foresta, dominano l'opera dell'artista milanese Manuel Felisi (classe 1976); profili che si stagliano su un substrato lavorato con una tecnica che nasce dalla fusione di linguaggi differenti, come la pittura, la fotografia e la scultura, tra naturalismo e simbolismo. L'immagine totale viene suddivisa in tante piccole tele ingannando la prospettiva secondo una visione moderna, che suggerisce un movimento inedito, una frammentazione dell'immagine in pixel, ma con un supporto tradizionale che ci offre uno scorcio lirico della natura elaborato con tecniche innovative e moderne.

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Mille Miglia...d'autore

dal 15 maggio al 26 giugno 2014

In occasione della partenza da Brescia della storica gara automobilistica Mille Miglia, la Galleria Colossi Arte Contemporanea inaugura una bipersonale dal titolo Mille Miglia...d'autore con due protagonisti d'eccezione che realizzeranno appositamente alcune opere per accompagnare questo straordinario evento: lo storico illustratore di Ruoteclassiche e Quattroruote, Giorgio Alisi e Claudio Filippini, l'artista della realtà dipinta.

La mostra aprirà al pubblico il 15 maggio alle ore 10,00 negli spazi espositivi della galleria situati nella piazzetta di Corsia del Gambero e alcune opere verranno esposte nella lussuosa cornice dell'Hotel Vittoria, nel cuore del centro storico della città, dove ha luogo la punzonatura delle automobili prima della partenza.

Agli iconici e affascinanti scorci sulle vetture storiche riprodotti con lenticolare precisione da Claudio Filippini, classe 1953, si affiancano i vivi e accattivanti “ritratti di automobili” di Giorgio Alisi, classe 1937.

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Giorgio Tentolini. La profondità dell'immagine

dall'8 febbraio al 27 marzo 2014
a cura di Ilaria Bignotti

Ha inaugurato Sabato 8 febbraio la mostra personale dedicata a Giorgio Tentolini, la cui ricerca di notevole raffinatezza e intensità ha ottenuto diversi riconoscimenti di alto livello, tra i quali il Premio Rigamonti, il Premio Arti Visive San Fedele e il Premio Nocivelli. Come il titolo della mostra suggerisce, La profondità dell’immagine allude sia alla sua specifica metodologia creativa, sia alla poetica che sottintende ai vari cicli delle sue opere. La prassi operativa inizia dallo scatto fotografico compiuto dall’artista e destinato a fissare in immagine l’oggetto che ha suscitato il suo interesse: prevalentemente volti e corpi, maschili e femminili, di persone a lui vicine o di perfetti sconosciuti, ma anche appartenenti all’antica statuaria classica e preclassica, selezionati dallo sguardo dell’artista nel corso di lunghe visite ai musei di tutto il mondo; e ancora, fossili o oggetti destinati a suscitare il suo interesse emotivo e formale; in alcuni casi paesaggi legati a ricordi individuali e affettivi.

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Michael Gambino. Beautiful flying

 dal 28 settembre al 20 novembre 2013

La farfalla, antico simbolo propiziatorio della metamorfosi e della rinascita, emblema sia dell'effimero, sia di ciò che dura in eterno, diventa il minuscolo tassello con cui l'artista italo-americano Michael Gambino si propone di ricostruire la geografia del mondo, alludendo all'ordine logico di connessioni che governa il susseguirsi e il concatenamento dei fatti che avvengono sulla superficie del nostro pianeta.

Questi esseri minuti rappresentano, nella poetica dell'artista, l'equilibrio, la trasformazione continua provocata dai fenomeni naturali e, dal punto di vista esistenziale, la grazia e la capacità di accettare i cambiamenti e il loro significato allude al processo di trasformazione alchemica a cui ciascuno di noi è sottoposto durante la vita nel lungo cammino verso la conquista della libertà spirituale. Può un essere così piccolo avere una valenza così grande?

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La ricerca della materia perfetta

dal 4 luglio al 27 settembre 2013

Come incasellare l'ispirazione artistica, espressione di un'individualità creativa e delle inclinazioni dell'anima, all'interno di un'opera? Qual è l'unico modo per concretizzare l'ispirazione, per esprimere nella forma ideale l'idea originaria che si agita nella mente dell'artista, per trasmettere al meglio l'impulso dell'animo da cui nasce e i contenuti che sono il suo fondamento?

Per esternare l'ispirazione è necessario passare attraverso l'uso di un materiale plasmato, modellato, dipinto, intagliato, bruciato che la possa materializzare, darle un'esistenza reale, creando un linguaggio espressivo unico e individuale; l'origine dell'ispirazione entra così in un contesto reale attraverso la ricerca materia perfetta... È questo l'impulso che muove l'artista a cercare la tecnica più consona a esprimere così inesauribili energie vitali.

La storia dell'arte ci offre immagini esemplari per esprimere metaforicamente questo concetto; pensiamo ai Prigioni di Michelangelo dove la forma del corpo, sublimazione della perfezione dell'anatomia umana, sembra rappresentare una pulsione dello spirito, la forma originaria dell'idea che lotta per estrinsecarsi nella pesantezza della materia inerme del marmo, per tradursi idealmente nella realtà, nella concretezza del mondo.

 

 

 

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Mario Ceroli

dal 16 marzo al 31 maggio 2013 

Con questa mostra la Galleria Colossi Arte Contemporanea vuole rendere omaggio al grande archi-scultore abruzzese, come lo definisce Achille Bonito Oliva, Mario Ceroli.

Fin dagli anni Sessanta, l'artista sviluppa una ricerca molto personale che parte da un materiale povero di origine naturale come il legno per ridurre la tridimensionalità del reale alla bidimensionalità di sagome stilizzate che si ripetono stratificandosi una modalità tipica dei processi comunicativi della società di massa. La reiterazione e l'ingrandimento delle immagini potrebbe richiamare la dilatata trasposizione in ambito artistico dell'oggetto di consumo dell'arte Pop di Rosenquist o Oldenburg, conosciuto proprio in quegli anni in Italia attraverso la Biennale del '64. Ceroli procede in modo del tutto diverso, operando secondo un processo analitico e strutturato/strutturante che, creando un nuovo “linguaggio iconico”, tende a rivestire di nuovi significati non soltanto i simboli della società di massa (il Mister e il cavallo in corsa con le chiome svolazzanti dell'Api del 1964), ma anche le immagini mitiche e dense di memoria nella storia della civiltà occidentale come l'uomo di Leonardo.

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COLOSSI ARTE CONTEMPORANEA
Corsia del Gambero, 13  BRESCIA
tel. +39 0303758583 
cell. +39 3389528261
Partita IVA 02650730985
 
orario di galleria: da martedì a sabato
10 -12 / 15 -19
 domenica su appuntamento
 
lunedì chiuso

angamc 51991