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Accesso consigliato ai non addetti ai lavori

Dal 9 febbraio al 26 marzo 2008 

Sabato 23 febbraio la Galleria Colossi Arte Contemporanea apre le porte ad una nuova, ampia ed articolata collettiva di opere d’arte contemporanea.

Come suggerisce il titolo della mostra, l’ingresso è consigliato a tutti coloro desiderino addentrarsi nel cantiere sempre nuovo e sempre aperto dell’arte contemporanea, provando la magia dello stare sospesi sui ponteggi di forme e linguaggi espressivi affascinanti ed imperdibili.

Ma attenzione: l’ingresso consigliato ai non addetti ai lavori sono in realtà…due!

Eh sì, perchè in occasione di questa mostra la Galleria Colossi Arte Contemporanea inaugura un nuovo spazio espositivo, di fronte a quello attuale, al n. 12 di Corsia del Gambero: un elegante porticato introdurrà ad un’ampia vetrata ad arco, dalla quale si affaccia un ambiente arredato con mobili ed oggetti di design anni Cinquanta-Settanta, e naturalmente allestito con opere d’arte intriganti, accattivanti, di grande pregio e valore, come sempre scelte con attenzione e gusto raffinato da Daniele e Antonella.

accesso_flyer

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Eros Bonamini. Con_tempo

 

Dal 22 ottobre al 19 dicembre 2011

Nella mostra “Con-tempo”, il tempo e quello della riflessione, dell’azione, della contemplazione richiesta allo spettatore davanti all’opera, nella quale si specchia, riflettendo sulla propria instabile eternità. Come rivela il nome, nelle Cronotopografie Bonamini racchiude infatti, il concetto di un tempo “effettivo del fare”, corrispondente al momento empirico della creazione dell'opera; al con-tempo, l’opera si presenta come mappa, diventa registrazione delle tracce che strumenti, materiali ed interventi di natura diversa hanno prodotto sul supporto, ora formato dal cemento e dall’intonaco, ora di garze imbevute di inchiostro, ora da tele chiamate a saturarsi di colore, per contatto o iniezione, infine creato con plexiglas e metalli.

Eros bonamini con tempo

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Renata Boero: l'alfabeto della natura

Dal 21 gennaio al 1 marzo 2012

La mostra, con testo critico a  cura di Marilena Pasquali e biografia a cura di Sara Meloni, intende indagare tra le pieghe dell’artista a partire dagli anni settanta fino agli ultimi cicli. Considerati come l’intelaiatura portante, la ‘grammatica’ della sua pittura, un’esperienza irrinunciabile. I Cromogrammi esercitano un irresistibile potere di seduzione, chiamando in causa non solo la vista e l’olfatto, ma anche il tatto, per le palpabili concrezioni cromatiche che si avvertono sulla superficie, l’udito nei leggeri scricchiolii della carta e perfino  il gusto o, meglio, la sua memoria, nell’intuire nelle tinte naturali quei sapori che ad esse viene spontaneo ricollegare. Opere come ‘sindoni’ vegetali in cui pare impresso il volto del tempo e che possono esser viste come varianti, modulazioni di un unico tema, di un motivo di fondo da cui l’artista sa trarre accordi e spunti sorprendenti e sempre diversi, in una sorta di ‘improvvisazione’ .

 

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Pino Pascali. Mediterraneo Metropolitano

Dal 24 settembre al 30 novembre 2011

Come suggerisce il titolo MEDITERRANEO-METROPOLITANO, l’esposizione intende focalizzare l’attenzione sulla duplice anima creativa dell’artista di Polignano a Mare, indagando tra l'intrigante produzione dei suoi lavori destinati al mondo del Carosello e della televisione.

MEDITERRANEO-METROPOLITANO: attraverso un percorso espositivo attentamente selezionato, propone opere tratte dai alcuni dei cicli più affascinanti di Pino Pascali sondando le radici mediterranee della sua ricerca ed il rapporto osmotico dell’artista con la bellezza classica, le rovine antiche, la Magna Grecia e la natura selvaggia del Mediterraneo. Tra natura e cultura Pino Pascali approda a Roma e si ambienta nel mondo della nascente società dei consumi, da sempre carica di contraddizioni, in un’Italia travolta da un rapido boom economico.In questo contesto si rivela l’altra anima dell’artista: quella metropolitana.

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Gulliver.Ovvero la Sindrome di Lilliput

 

Dal 19 marzo al 28 maggio 2011

È con grande piacere che inauguriamo la stagione primaverile della nostra Galleria con la mostra dedicata alla microarte di Enzo Forese e Mimmo Iacopino: Gulliver. Ovvero la sindrome di Lilliput

Due artisti le cui opere creano mondi preziosi e raffinati, memori dei misteriosi territori del paese di Lilliput, scegliendo entrambi di lavorare sulla piccola dimensione, di confrontarsi con la minuziosa complessità delle cose.

Enzo Forese crea opere pittoriche che nella loro massima estensione raggiungono il formato di 18 x 24 centimetri, oppure compone collage dove sono ricreate situazioni ironiche e sognanti che sovente traducono il suo sguardo sul mondo. Elemento ricorrente nelle sue opere pittoriche è quel vaso di fiori che voluttuoso si adagia in paesaggi memori delle composizioni metafisiche, costruiti con campiture cromatiche sapientemente date. Il colore non è tuttavia utilizzato seguendo regole ottiche e percettive scientificamente approvate: anche laddove ci pare di scorgere un attento calcolo delle tonalità cromatiche, Enzo Forese sta seguendo il suo personale sentire, rispondendo semplicemente al desiderio di vedere sulla tela e di ritrovare nei collage il proprio mondo interiore.

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Pino Pinelli. A partire dal colore

Dal 5 febbraio al 14 maggio 2011

Siamo lieti di inaugurare, Sabato 5 febbraio, una straordinaria mostra personale dedicata ad uno dei principali protagonisti delle ricerche di pittura analitica dagli anni Settanta ad oggi: Pino Pinelli.

Come suggerisce il titolo dell’esposizione, che sempre progettiamo in stretta collaborazione con l’Artista, il percorso intende indagare la sua ricerca “a partire” dalle opere degli anni Settanta che da subito si confrontano con il colore, vero e proprio fil rouge del lavoro e della poetica di Pino Pinelli.

Originario di Catania, si trasferisce a Milano nel 1963 dove tuttora lavora alla ricerca della pittura, delle sue origini, delle sue forme e delle sue tensioni spaziali.

Due sono le anime del suo fare pittura o del pensarla che, come dice egli stesso, alla fine è la medesima cosa, come le opere che esporremo sapranno dimostrare al pubblico: da un lato l’impulso vitalistico, la passionalità del trovare una nuova espressione dell’arte; dall’altro quel rigore analitico, perfezionato al confronto con i linguaggi contemporanei fra Nord Europa ed Oltre Oceano, si sovrappongono e s’agitano nella sua opera “empirica” ed “astratta” insieme.

Per questi motivi, decise di lavorare a Milano negli anni Sessanta: mentre la Pop Art scalpitava alla vicina XXXII Biennale veneziana, i giovani figli dello Spazialismo, da Bonalumi a Castellani a Scheggi, riflettevano sul significato e sulle possibilità del superamento della bidimensionalità del quadro mentre i cinetici e programmati lavoravano sull’ambiente e sulla percezione, interrogandosi sul ruolo dell’artista nei confronti dello spettatore.

Un artista dipinge per avere qualcosa da guardare: così rispondeva loro Pino Pinelli.


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Riccardo Gusmaroli. 3 oceani, 7 mari, 149 mila km2 di terra

Dal 2 ottobre al 18 dicembre 2010 

La nostra stagione autunnale prosegue Sabato 2 Ottobre, con una mostra personale di grande fascino e poesia, dedicata a Riccardo Gusmaroli, artista che sa interpretare con straordinaria liricità il senso e il desiderio di “lucida evasione” dell’uomo contemporaneo, solcando e attraversando con la sua arte, come dicevano gli antichi, i 3 oceani, 7 mari, 149 mila km2 di terra del mondo.

Cresciuto all’ombra delle Lezioni Americane di Italo Calvino, che peraltro Gusmaroli ha avuto l’onore di rappresentare, realizzandone la copertina di una edizione, l’artista parla i linguaggi della leggerezza, della rapidità, della esattezza, della molteplicità che il grande critico e letterato, fin dagli anni Ottanta, poco prima di scomparire, professava quali veritieri percorsi che avrebbero caratterizzato il Nuovo Millennio.

La relazione Calvino-Gusmaroli non è puramente evocativa: come la critica più attenta ha saputo riconoscere, infatti, l’artista si inserisce nel contesto dell’arte contemporanea milanese dell’ultimo quindicennio, caratterizzata da un ritrovato dialogo con la storia e dalla riscoperta della carta, materiale adatto ad esemplificare l’idea di leggerezza e di precarietà che caratterizzava quegli anni, come sottolinea Luca Beatrice che tratteggia un ritratto poetico di Gusmaroli, capace di una tecnica “bonsai” che applica all’universo geografico-mentale caratterizzante il suo linguaggio.

Un viaggio evanescente e incalzante al contempo, solcando gli oceani e attraversando migliaia di chilometri di mondo, alla ricerca di un diverso modo di guardare e vivere i giorni e i luoghi, le notti e i cieli che accolgono la nostra individualità.

Per questo motivo un altro noto critico che ha seguito Gusmaroli, Alberto Fiz, parla della sua opera citando quel “peso della leggerezza”, che caratterizzava anche le ricerche del suo padre spirituale, Alighiero Boetti, dal quale Gusmaroli ha saputo trarre la capacità di indagare l’aspetto nascosto delle cose, la componente invisibile del vedere.

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Gillo Dorfles

Dal 25 settembre al 18 dicembre 2010

La nostra stagione autunnale prosegue con una importante esposizione di ampio respiro culturale e internazionale, dedicata a Gillo Dorfles, figura fondamentale di riferimento del Novecento e protagonista di spicco dei linguaggi astratti contemporanei.

Non avrebbe certo bisogno di presentazioni, il famoso e ancora iper-attivo esteta, filosofo e critico triestino, che ha scoperto e fatto scoprire il fascino indiscreto della modernità (erano gli anni del Mac, il Movimento d' Arte Concreta creato da Monnet, Soldati, Munari e dallo stesso Dorfles), autore di testi fondamentali quali "Nuovi riti Nuovi miti", il "Kitsch, antologia del cattivo gusto" e il volume di storia dell'arte contemporanea "Ultime tendenze dell'arte oggi" che ciascun collezionista e appassionato d’arte dovrebbe possedere nella sua biblioteca.

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Claudio Filippini. Sospensioni

Dal 6 maggio al 20 luglio 2010

Un’affascinante esposizione personale dedicata a Claudio Filippini, artista figurativo di grande raffinatezza formale.

CLAUDIO FILIPPINI - SOSPENSIONI: così si intitola la mostra, a sottolineare, infatti, la costante tensione della sua opera che, laddove sembri indirizzarsi verso una resa realistica dei soggetti prescelti, si dissolve nella dimensione del ricordo e della memoria, mentre la perfezione mimetica si dilegua nell’attesa di nuove immagini e di icone evanescenti.

Scegliendo la classica tecnica dell’olio su tela, l’artista riesce infatti a raccontare e ricreare luoghi e volti, angoli di strade e prospettive urbane, inondate di sole o bagnate di pioggia, invase di folla o deserte, trasmettendo nel pubblico un senso di lieve attesa, di suspense lirica, di immemore sorpresa: dipinti sospesi dalla realtà verso il sogno, dalla certezza all’inatteso, da ciò che è noto all’inconscio e al desiderato.

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Alberto Biasi. Dall'arte programmata al caos

Dal 24 ottobre 2009 al 12 gennaio 2010

Siete pronti all'attacco?

No...non fraintendete...non c'è nessun pericolo...o quasi. Perchè ad essere "attaccato" sarà il vostro modo di vedere la realtà, di leggere e interpretare forme e colori, superficie e profondità.

A sferrarvi l'attacco è Alberto Biasi, uno degli artisti più rivoluzionari dei linguaggi astratti del Novecento, fondamentale protagonista di quell'ultima, grande avanguardia degli anni Sessanta che fu l'arte programmata e cinetica. Armi creative sono le sue opere, dove il movimento è suggerito da intriganti trame e intrecci cromatici, lo spazio pare sfondare la bidimensionalità dell'immagine, costantemente in preda a cangianti trasformazioni.

Tra programmazione formale e azzardo creativo, fantasia e ragione, sono queste solo alcune delle suggestioni, di sconcertante attualità, che caratterizzano la ricerca di Alberto Biasi...altre, e diverse, saranno le risposte che le sue opere sapranno suscitare, non appena varcata la soglia della Galleria.

Seguiteci...

biasi

 

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